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SUMMARY:Il giardino dei ciliegi
DESCRIPTION:Il giardino dei ciliegi\n  \nLiuba e Gaev tornano da adulti nel luogo che li ha visti felici\, il racconto di un Cechov malato ma ancora attaccato alla vita\n  \nDal 21 marzo al 2 aprile – Teatro Sala Umberto\n  \nIl Giardino dei Ciliegi è l’ultimo lavoro di un Cechov malato e vicino alla morte; eppure\, mai così attaccato alla vita\, intesa come respiro\, anima del mondo e speranza nel futuro. \nNella sua ultima commedia – perché così egli la definì e la intese – egli esprime ancora più lucidamente la sua riflessione sulla goffa incapacità di vivere degli esseri umani. Il loro trabismo esistenziale sulla propria anima. \nLjuba e suo fratello Gaev\, un tempo lieti\, da bambini\, tornano nell’età matura nel luogo simbolo della loro felicità appassita. La stanza chiamata ancora “dei bambini”. Da cui si intravede il loro giardino dei ciliegi\, un tempo motivo di vanto e orgoglio in tutto il distretto. \nOra però i tempi sono cambiati. I ciliegi non producono più frutti commerciabili\, sono solo l’ombra di un passato che non tornerà più. Così le speranze\, la gioia\, l’amore\, tutto ciò che era legato simbolicamente al giardino è andato perduto. Il declino economico accende brutalmente il declino della loro esistenza a cui non sanno (o non vogliono) porre rimedio. \nLjuba\, donna di forti sentimenti e capace di amore\, ormai ha perduto il marito e l’ultimo amante. Da anni è segnata dalla perdita del suo amato figlio piccolo. Eppure\, sopraffatta dai debiti\, non si rassegna ad abbandonare il sogno: la nostalgia del suo luminoso passato dove risiede illusoriamente la sua armonia.  Bimba illusa nel corpo di una donna matura. Che piange e ride allo stesso tempo. \nCosì il fratello Gaev\, adulto mai cresciuto da una condizione puerile fatta di giochi e lazzi spenti. Chiamato per una volta alla sua responsabilità di uomo di casa nella vendita all’asta del giardino\, non riesce a combinare nulla. Debole e ingenuo. Struggente nel Lopachin\, invece\, nuovo arricchito\, figlio del contadino\, riuscirà a imporre la propria persona non solo con l’abilità degli affari\, ma soprattutto con la lucidità inesorabile di chi è consapevole del proprio ruolo. Garbato ma ambizioso\, è il contraltare perfetto dei due proprietari. Rampante e pragmatico. Vincente. Eppure\, al contrario di Ljuba e Gaev\, totalmente incapace di amare\, di gestire la propria sensibilità. Tutt’altro che arido\, ma ancora peggio: inabile ai sentimenti. \nResta eppure una ultima speranza. I giovani che popolano la storia sapranno forse riscattare le incrostazioni dell’anima di chi li ha preceduti. \nVarja\, figlia maggiore di Ljuba\, fioca luce di armonia in una casa prossima al buio\, delusa dall’insipienza amorosa di Lopachin\, andrà a rifarsi una vita altrove. \nAnja\, la piccola di casa\, dolce ragazza in fiore\, seguirà Trofimov\, eterno studente scombinato\, ma insieme potranno guardare al futuro! \nIl barlume di salvezza risiede nel finale\, nei due ragazzi che si amano e che vedono nella distruzione del giardino venduto\, non la fine\, non la deriva\, ma l’inizio di una nuova vita. \nNella riduzione della commedia si eliminano i personaggi minori portando la compagnia ai sei elementi principali: LJUBOV’ ANDREEVNA RANEVSKAJA\, proprietaria terriera; ANJA\, sua figlia\, diciassette anni; VARJA\, sua figlia adottiva\, ventiquattro anni; LEONID ANDREEVIC GAEV\, fratello della Ranevskaja\, ERMOLAJ ALEKSEEVIC LOPACHIN\, mercante; PETR SERGEEVIC TROFIMOV\, studente. \nI dialoghi saranno rispettosi del testo originale\, rispettando le sfumature poetiche dell’autore\, ma tradotti in modo efficace e contemporaneo \nsuo fallimento definitivo. \nNOTE DEL REGISTA ROSARIO LISMA – Un grande spazio chiaro\, con una forte presenza illuminotecnica contemporanea\, con pochi elementi scenici richiamanti la “stanza dei bambini”\, oggetti volutamente sproporzionati rispetto alla statura dei personaggi\, come se fossero ancora piccoli rispetto all’ambiente\, mai cresciuti: un tavolo colorato\, una sediolina dell’infanzia\, una grande bambola… \nE soprattutto: il grande armadio centrale sullo sfondo a cui Gaev\, come da testo\, canta le lodi come a un monumento. Testimone del tempo felice che fu. Imponente e simbolico come un dolmen sbiadito. Sempre chiuso per tutto il tempo dell’azione scenica. Lo aprirà solo sul finale Lopachin\, nuovo proprietario\, con le chiavi che gli avrà lanciato Varja\, scontrosa e ribelle. All’apertura l’armadio vomiterà il suo contenuto che travolgerà il nuovo proprietario. \nproduzione Viola Produzioni – TieffeTeatro Milano & Teatro Stabile di Genova presentano \nMilva Marigliano\, Dalilas Reas\, Eleonora Giovanardi\, Tano Mongelli\, Rosario Lisma\, Giovanni Franzoni \nIl giardino dei ciliegi\ndi Anton Cechov \ne con la partecipazione in voce di ROBERTO HERLIZTKA \nscene Dario Gessati \ncostumi Valeria Donata Bettella \nluci Luigi Biondi \nregia di ROSARIO LISMA \n21 marzo – 2 aprile 2023 \nSALA UMBERTO\nVia della Mercede\, 50\, 00187 Roma – pr**********@*********to.com \nprezzi da 30€ a 25€ disponibili su www.salaumberto.com – www.ticketone.it \nda mart a sab ore 21\, dom ore 17
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SUMMARY:Nannarè
DESCRIPTION:Nannarè\n  \nGiulia Ricciardi torna al suo primo amore. Diretta da Patrizio Cigliano porta sul palco una storia contro ogni femminicidio\, il tragico viaggio di una puttana\n  \n21 e 22 marzo – Teatro Cometa Off\n  \nVa in scena il 21 e il 22 marzo al Teatro Cometa Off\, NANNARE’ \, novità assoluta di e con Giulia Ricciardi\, diretta da Patrizio Cigliano. \nGiulia Ricciardi torna al suo primo amore. Dopo anni dedicati principalmente al cinema e alla commedia\, una delle attrici più apprezzate e versatili del panorama italiano\, ha deciso di tornare a tuffarsi nelle vibranti e agitate acque del dramma. Questo emozionante monologo era parcheggiato nella sua penna da oltre 15 anni e sembra aver convogliato in questa grande prova d’attrice tutte le importanti esperienze fatte con i migliori registi Italiani\, da Giancarlo Sepe a Gigi Proietti\, che hanno punteggiato una carriera fatta di tanto “bel teatro serio”. Poi c’è stata la sua escursione nel cabaret (da Zelig a Colorado come autrice e comica) e la dedizione alla scrittura di commedie “al femminile”\, sempre esplorando con precisione l’animo delle donne\, nella sua profonda accezione tragi-comica. L’incredibile successo delle “stremate”\, la prima Serie Teatrale al Mondo\, con 7 commedie (ma continueranno!) destinate a sbancare ai botteghini dal 2014 ad oggi\, tra una risata e un paradosso le ha riacceso la fiamma del racconto “serio” e quell’idea di “Nannarè” ha ripreso forma…. \nIl titolo richiama l’inarrivabile Anna Magnani\, ma il racconto va da tutt’altra parte. Nannarè è una puttana romana\, già “matura”\, che si racconta senza falsi pudori. Nell’ambiente “di lavoro” è stata ribattezzata Nannarè perché\, con la sua romanità spudorata\, la sua schiettezza ineluttabile\, il suo aspetto e i suoi colori ricorda l’indimenticata attrice. E’ una donna del popolo\, e forse la troviamo durante un interrogatorio di fronte alla Polizia. O forse no. A chi parla? Con chi\, si mette così a nudo mostrando anche le sue molte fragilità? Parla di una vita difficile\, faticosa\, pericolosa\, lasciandoci intuire le molte violenze cui è stata sottoposta fin da bambina\, già obbligata a “battere” il marciapiede. Cerca un perdono? Una redenzione? …E davanti a chi? La sua umanità è emozionante\, commovente\, trasgressiva e a volte persino fastidiosa\, ma niente è come sembra e Nannarè si metterà in gioco… forse per l’ultima volta. \n“Dopo tanta commedia\, tornare a dirigere Giulia in una dimensione che ha accantonato per troppo tempo\, quella drammatica\, è un tuffo nelle emozioni\, nella vibrante arte del Teatro “necessario” che\, partendo dalla realtà di una società pericolosa\, attraverso il palcoscenico diventa simbolo\, metafora\, significato e condivisione di urgenze narrative\, anche per concedersi\, ogni tanto\, di pensare a quelle crepe della frenetica società moderna\, in cui vale la pena di fermarsi e “sentire” il dolore delle ferite del mondo”_ annota Patrizio Cigliano. “Con viva attenzione al mondo delle donne\, in un tempo scandito dall’orrore di continui e inaccettabili femminicidi. E chi conosce Giulia solo per la sua graffiante vena comica\, che l’ha caratterizzata in questi ultimi 15 anni\, scoprirà un’attrice straordinaria\, intensa e commovente: un’attrice. Punto. “ \n  \nNannarè\nNovità di e con Giulia Ricciardi \nRegia di Patrizio Cigliano \nRegista collaboratrice: Claudia Genolini \n21 -22 marzo ore 21 \nTEATRO COMETA OFF\nVia Luca della Robbia\, 47 (Testaccio) \nTel: 06.57.28.46.37 – www.cometaoff.it \n21 e 22 marzo 2023 – ore 21\,00
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SUMMARY:Un Viaggio in un Magone di prima classe
DESCRIPTION:Un Viaggio in un Magone di prima classe\n  \nLa vita di Anna Karenina compressa in un’ora di spettacolo divertente e con finale a sorpresa\n  \n1 e 2 aprile – Teatro Trastevere\n  \nEmilio Celata\, incastrato in un quadrato di luci\, dipinge il surrealismo ritmico dei tanti personaggi che girano intorno alla protagonista\, Anna Karenina; donna fuori di sé\, caparbiamente presente a se stessa. La regia visionaria di Sandro Nardi crea atmosfere che tendono a mutare velocemente\, i pochissimi oggetti in scena stupiscono lo spettatore quando si trasformano in figure che accompagnano l’attore quasi a non volerlo lasciare solo dentro la scena; Anna appare ritmicamente naif e tremendamente vera\, Anna è totalizzante. Il racconto è un insieme di impressioni che\, in un saliscendi di vortici intrecciati di surrealismo e verismo\, incarnano lo stile di scrittura di Emilio e Elisa Celata e Sandro Nardi. La narrazione non è certo lineare ma lo spettatore riuscirà comunque a uscirne indenne\, meravigliato e arricchito. \n  \nAss. Culturale Teatro Trastevere  \nTeatro Boni presenta \nEsclusivamente 1 e 2 aprile 2023 \nEmilio Celata é Anna Karenina \nUn Viaggio in un Magone di prima classe\ndi Emilio e Elisa Celata e Sandro Nardi \nregia Sandro Nardi \ncon Emilio Celata \nDisegno Luci Filip Marocchi – Stas Terni \nTeatro Trastevere\nIl Posto delle Idee a ROMA \nFeriali ore 21\, festivi ore 17:30 CONSIGLIATA PRENOTAZIONE \nbiglietto intero 13\, ridotto 10 (prevista tessera associativa) \nContatti: in**@**************re.it
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SUMMARY:Io sono Nijinsky
DESCRIPTION:Io sono Nijinsky\n  \nCome le notizie di vita comune sconvolgono il ballerino russo Nijinsky\, già provato dall’infortunio personale\n  \nDal 17 al 19 marzo – Teatro Lo Spazio\n  \nArriva a Roma\, al Teatro Lo Spazio\,  dal 17 al 19 marzo\, IO SONO NIJINSKY\, spettacolo di e con Daniele Bernardi\, liberamente tratto da i diari dei Balletti Russi di Vaslav Nijinsky. \nSaint Moritz\, inverno del 1918-1919. Da un anno e mezzo trasferitosi in Svizzera in attesa che la guerra finisca\, il ballerino Vaslav Nijinsky comincia a dare segni di squilibrio. Anche se non sono chiare le cause del male\, più eventi sembrano concorrere al suo manifestarsi e uno sembra assumere un ruolo particolarmente simbolico: la notizia della morte del fratello\, malato di nervi fin dall’infanzia. Così\, mentre il paesaggio elvetico si imbianca\, Nijinsky prende a comportarsi in modo incomprensibile gettando una piccola comunità nel caos. E nel farlo redige febbrilmente un celebre diario\, che sarà pubblicato solo in un secondo momento. Proseguendo la sua ricerca nei territori della follia\, Daniele Bernardi dedica uno spettacolo alla dolorosa figura del «Dio della danza» proprio attraverso una personale elaborazione di questo scritto. \nLo spettacolo sarà inoltre in scena a Milano\,  all’Argomm Teatro\, il 14 e 15 aprile. \n  \n  \n\nIo sono Nijinsky\nliberamente tratto da i diari dei Balletti Russi \ndi e Con Daniele Bernardi \na partire dall’opera di Vaslav Nijinsky \nDal 17 al 19 marzo ore 21; domenica ore 18 \nBiglietti: 15 euro – ridotto: 12 euro \n(bar aperto per aperitivo dalle 20.00) \nTeatro Lo Spazio\nVia Locri 43\, Roma \ninformazioni e prenotazioni \n339 775 9351 / 06 77204149 \nin**@************io.it
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SUMMARY:PIAF
DESCRIPTION:PIAF\n  \nUno spettacolo che vuole far rivivere la grandezza di Edith Piaf\, cantautrice famosa per la sua de’ La Vie En Rose\n  \nDal 16 al 26 marzo – Teatro Spazio 18B\n  \n  \nDebutta in prima assoluta al Teatro Spazio 18b\, dal 16 al 26 marzo\, PIAF di Federico Malvaldi\, un viaggio nella vita della cantante de’ La Vie En Rose\, con Veronica Rivolta. Una storia tormentata che inizia su un marciapiede di Parigi\, davanti al numero 72 di rue Belville: meno di due chilometri dalla tomba del Père Lachaise dove adesso riposa in un trionfo di fiori. \nUna donna troppo piccola\, per una voce così grande. Questo dicevano di lei. E da questo aneddoto si sviluppa un racconto fatto di musica\, amore\, autodistruzione\, disperazione e momenti di intensissima felicità. \nAl centro di tutto\, oltre alla vita\, ci sono le sue canzoni più celebri – Je Ne Regrette Rien\, Padam Padam\, Hymne A L’Amour – e soprattutto la sua voce vibrante e potente\, capace di raggiungere picchi di intensità così alti da dimenticare che il corpo che la contiene sta lentamente morendo a causa di un’esistenza sregolata. Un’esistenza che solo i più grandi e i più disperati si possono permettere di vivere. \nPIAF non vuole essere uno spettacolo autobiografico\, ma il tentativo di far continuare a vivere la grandezza di una donna e della sua voce\, icona di Francia e del mondo intero: perché ancora oggi\, in qualunque angolo del mondo ti trovi\, quando senti gracchiare da un vecchio disco La Vie En Rose ti vedi apparire davanti le strade\, i quartieri\, le luci\, i caffè di Parigi\, e pensi che non si possa vivere altrove. \n  \nPIAF\ndi Federico Malvaldi \ncon Veronica Rivolta \nregia Rivolta/Malvaldi \nUna produzione La Compagnia dei Masnadieri \nCostumi Marta Montanelli \nLuci e foto Federico Malvaldi \nAssistenza alla regia Davide Mario Lo Presti \nLocandina e ideazione grafica Bernardo Anichini \nOrganizzazione Ferrante Cavazzuti \nDal 16 al 26 marzo \ndal giovedì al sabato\, ore 20:30. \nLa domenica\, ore 18:00 \nTeatro Spazio 18B\nVia Rosa Raimondi Garibaldi 18b- Roma \nPer prenotazioni: \nTEL. 06.92594210 \nWhatsApp 333.3305794 \nMAIL bi**********@*******8b.com \nBiglietti al link: https://www.liveticket.it/spazio18b \n 
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SUMMARY:La madre
DESCRIPTION:La madre\n  \nIl tema dell’amore materno e un amore in decadenza sono i temi che ossessionano la madre di Florian Zeller\, interpretata da Lunetta Savino\n  \nDal 14 al 26 marzo – Teatro Quirino\n  \n  \nAnna\, la madre\, è ossessionata da una realtà multipla\, una sorta di multiverso della mente\, in cui le realtà si sdoppiano creando un’illusione di autenticità costante in tutti i piani narrativi. \nNe “La Madre” Zeller indaga con estrema acutezza il tema dell’amore materno e le possibili derive patologiche a cui può condurre. La partenza del figlio\, ormai adulto\, viene vissuta dalla donna come un vero e proprio tradimento\, come abbandono del nido\, a cui si aggiunge una decadenza dell’amore coniugale in atto da tempo. \nAnna\, la madre\, è ossessionata da una realtà multipla\, una sorta di multiverso della mente\, in cui le realtà si sdoppiano creando un’illusione di autenticità costante in tutti i piani narrativi. \nIl mondo di Anna è un luogo in cui lei non si riconosce più\, isolata da un ménage familiare che l’ha espulsa. Ma la responsabilità di questa solitudine non sta forse anche nell’aver rinunciato alla vita? Abdicare ai sogni\, alle speranze e ai desideri unicamente per dedicarsi al proprio unico figlio maschio su cui riversare frustrazioni\, rimorsi e ideali d’amore non è forse un cammino che inclina pericolosamente verso la disperazione? \nMa dai ricordi di Anna si può immaginare un risveglio? Nella sua mente di madre si affastellano ora sequenze oniriche ora situazioni iperrealistiche che\, alla fine\, non sembrano essere né un vero sogno\, né la banale realtà del presente\, ma una vertigine ipnotica e crudele dalla quale risvegliarsi è impossibile. \nNella società liquida e levigata di Zygmunt Baumann e Byung Chul Han il senso di colpa non basta più a tenere vicini i figli. Nel dolore del lasciarli andare\, per una madre\, c’è tutta l’accettazione della vita nel suo divenire\, c’è del lasciar andare una parte di sé per rinascere nel distacco. \n  \n  \nCompagnia Moliere in coproduzione con Teatro di Napoli – Teatro Nazionale \ne Accademia Perduta Romagna Teatri presentano \nLUNETTA SAVINO in \nLa Madre\ndi Florian Zeller \nregia MARCELLO COTUGNO \n con \nANDREA RENZI \nNICCOLÒ FERRERO \nCHIARASTELLA SORRENTINO \n scene Luigi Ferrigno \n14 al 26 marzo 2023 \nTEATRO QUIRINO \nTEATRO QUIRINO\nVia Delle Vergini\, 7 – 00187 Roma \ninfo e prenotazioni  Tel. 06.6794585 – bi**********@***********no.com \nmartedì          14 marzo 2023           ore 21:00 \nmercoledì      15 marzo 2023           ore 21:00 \ngiovedì           16 marzo 2023          ore 17:00 \nvenerdì           17 marzo 2023           ore 21:00 \nsabato 18 marzo 2023          ore 21:00 \ndomenica      19 marzo 2023          ore 17:00 \nmartedì          21 marzo 2023          ore 21:00 \nmercoledì      22 marzo 2023          ore 19:00 \ngiovedì           23 marzo 2023          ore 17:00 \nvenerdì           24 marzo 2023          ore 21:00 \nsabato 25 marzo 2023          ore 17:00 e ore 21:00 \ndomenica      26 marzo 2023          ore 17:00 \nprezzo biglietto da 30 € a 15€ – disponibili su www.teatroquirino.it \n  \nTOUR\nBagnacavallo \, Teatro Goldoni\, 20-21 Febbraio 2023 \nOrtona\, Teatro Tosti\, 24 febbraio 2023 \nSulmona\, Teatro Maria Caniglia\, 25 febbraio 2023 \nCampobasso\, Teatro Savoia\, 26 febbraio 2023 \nCastel Fiorentino\, Teatro Del Popolo\, 1° marzo 2023 \nCittadella\, Teatro Sociale\, 2 marzo 2023 \nForlì\, Teatro Diego Fabbri\, 3-5 marzo 2023 \nLocarno\, Teatro di Locarno\, 9-10 marzo 2023 \nRoma\, Teatro Quirino\, 14-26 marzo 2023 \nSpoleto\, Teatro Nuovo\, 27 marzo 2023 \nCastelfranco Piandiscò\, Teatro Campidoglio\, 28 marzo 2023 \nTrieste\, Teatro la Contrada\, 30 marzo-2 aprile 2023 \nBassano del Grappa\, Teatro Remondini 3 aprile 2023 \nCarlentini\, Teatro Comunale T.Ferro\, 14 aprile 2023 \nCatania\, Teatro ABC\, 15-16\, 21-23 aprile 2023 \nFaenza\, Teatro Angelo Masini\, 28-30 aprile 2023
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DESCRIPTION:Sammarzano\n  \nSammarzano è il viaggio di un uomo che diventa un filtro tra la realtà e l’immaginario\n  \nDal 10 al 12 marzo – Teatro Basilica\n\n  \nSarà in scena al TeatroBasilica\, dal 10 al 12 marzo\, Malmand Teatro con lo spettacolo Sammarzano\, regia Ivano Picciallo\, con Adelaide Di Bitonto\, Giuseppe Innocente\, Ivano Picciallo\, Francesco Zaccaro. Produzione Teatro Kismet – Teatri Di Bari. \nUn paese del sud Italia. Il sole cocente d’agosto\, il lamento di un gruppo di vecchi in piazza\, l’eco del megafono del fruttivendolo. Immense campagne all’orizzonte coltivate a pomodori dove uomini lavorano a capo chino\, senza sosta. “Sammarzano” è il viaggio di Dino che\, attraverso il suo sguardo\, deforma i personaggi grotteschi che lo accompagnano nella storia\, portando allo scoperto\, le contraddizioni e la tragicità di una realtà invisibile mettendo una lente sulla più grande baraccopoli d’Italia. Nella sua cruda semplicità Dino\, diventa filtro tra realtà e immaginario\, vetro frapposto tra pubblico e attori in scena attraverso il quale è possibile assistere alla sua vita\, al suo quotidiano\, alle sue speranze\, ai suoi sogni. \n  \n  \nMalmand Teatro presenta \nSammarzano \nregia Ivano Picciallo \ncon Adelaide Di Bitonto\, Giuseppe Innocente\, Ivano Picciallo\, Francesco Zaccaro \nluci Camilla Piccioni \ncostumi Lorena Curti \naiuto regia Marta Franceschelli \nmaschere Officine Zorba \nfoto e grafica Manuela Giusto \nproduzione TEATRO KISMET – TEATRI DI BARI \ncon il sostegno di IAC – I NUOVI SCALZI – NUOVO CINEMA PALAZZO \nOrari: \nlunedì ore 19:00 \ndal martedì al sabato ore 21:00 \ndomenica 16:30 \nPrezzi: \nBiglietto intero € 18\,00 \nBiglietto ridotto € 12\,00 (studenti\, under 26\, operatori) \nBiglietto online € 15\,00 \nCarnet 4 spettacoli € 40\,00 \nPiazza di Porta San Giovanni 10\, Roma \nwww.teatrobasilica.com \nemail: in**@************ca.com \ntelefono: +39 392 9768519 \nLink utili: Sito\, Facebook\,  Instagram \n 
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SUMMARY:Il canto dell'usignolo
DESCRIPTION:Il canto dell’usignolo\n  \nGlauco Mauri e Roberto Sturno omaggiano Shakespeare unendo poesie e teatro con Il canto dell’usignolo\n  \nDal 10 al 12 marzo – Teatro Arcobaleno\n  \nAl Teatro Arcobaleno\, da venerdì 10 a domenica 12 marzo 2023\, Glauco Mauri e Roberto Sturno portano in scena “Il canto dell’usignolo”\, poesie e teatro di William Shakespeare\, il loro omaggio al grande poeta inglese\, genio della cultura europea che da oltre quattrocento anni ci parla dell’essere umano nella sua essenza. Il canto dell’usignolo è una breve favola di Gotthold Ephraim Lessing. Un pastore\, in una triste sera di primavera dice a un usignolo: «Caro usignolo\, perché non canti più?» \n«Ahimè – rispose l’usignolo – ma non senti come gracidano forte le rane?  Fanno tanto tanto chiasso e io ho perso la voglia di cantare. Ma tu le senti?»   «Certo che le sento – rispose il pastore – ma è il tuo silenzio che mi condanna a sentirle». \nChi ha il dono di “cantare” quindi canti\, per non condannarci a sentire il tanto gracidare della banalità e della volgarità che ci circonda. C’è tanto chiasso intorno a noi che abbiamo bisogno che si alzi un canto di poesia e di umanità. \nGlauco Mauri e Roberto Sturno\, accompagnati dalle musiche composte da Giovanni Zappalorto\, eseguite in scena dallo stesso Zappalorto al pianoforte\, e alle percussioni da Rodolfo De Montis\, con gli elementi scenografici di Marta Crisolini Malatesta\, danno voce alle immortali opere di Shakespeare\, “l’usignolo” che con il suo canto ci parla della vita di tutti noi. Un caleidoscopio che attinge alle pagine più belle dei capolavori del Bardo di Avon\, dall’amore esternato nei Sonetti\, sentimento universale al di là dei generi\, a Enrico V\, da Come vi piace a Macbeth\, da Riccardo II a Timone d’Atene\, da Giulio Cesare a Re Lear e alla magia di Prospero de La tempesta. \n  \n  \nGlauco Mauri   &    Roberto Sturno \nSerata Shakespeare \nIl canto dell’usignolo\npoesie e teatro di William Shakespeare \nregia Glauco Mauri \nmusiche composte ed eseguite dal vivo al pianoforte da Giovanni Zappalorto  \nalle percussioni Rodolfo De Montis \nelementi scenografici Marta Crisolini Malatesta  \nluci Alberto Biondi  \nProduzione Compagnia Mauri Sturno \nDal 10 al 12 marzo 2023 \nINFO BIGLIETTI E ABBONAMENTI \nTEATRO ARCOBALENO\n(Centro Stabile del Classico) \nVia F. Redi 1/a\, 00161 Roma – Tel. 06.4402719 / 06.44248154 \nMail: in**@**************no.it – Sito: www.teatroarcobaleno.it
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SUMMARY:Premio M.Arte 2023 all'Auditorium Parco della Musica
DESCRIPTION:Premio M.Arte 2023 all’Auditorium Parco della Musica\n  \nIl noto giornalista Pietrangelo Buttafuoco riceverà il Premio M.Arte 2023\, ovvero un’opera unica realizzata per l’occasione dell’artista Maria Luisa Belcastro\n  \n9 Marzo – Auditorium Parco della Musica\n  \nIl prestigioso “Premio M.Arte 2023” andrà a Pietrangelo Buttafuoco. Il noto giornalista\, scrittore\, saggista\, conduttore televisivo e opinionista siciliano\, riceverà il Premio il 9 marzo alle 19\,30 in una serata evento all’Auditorium Parco della Musica di Roma nel Teatro Studio Borgna. \nIl Premio è un’opera unica realizzata per l’occasione dell’artista Maria Luisa Belcastro Scultura – Ciclo Icone “Maschera n. 14. \nMaria Luisa Belcastro Schneidersitz nasce in Calabria a San Giovanni in Fiore dall’ing. Domenico Belcastro\, e da Marcella Ludmilla Schneidersitz\, di origine austriaca. Allieva di Fazzini e di Mario Lupo si è diplomata all’Accademia di Arti Ornamentali San Giacomo di Roma. \nNel 2022 è stato premiato Luigi Cavanna il direttore del dipartimento di Oncoematologia dell’ospedale di Piacenza e precedentemente nel 2021 è stato assegnato al Ministro Gennaro Sangiuliano. \nButtafuoco non ama la definizione di “intellettuale”\, «preferisco – dice – quella di artista\, che sa cimentarsi tra costruzione e creazione». Ed è proprio la grande maestria creativa dello scrittore\, forgiatore di storie\, che ha fatto decidere l’Associazione culturale M.Arte e la sua presidente Roberta Di Casimirro a premiarlo con l’ambito riconoscimento artistico che gli verrà consegnato al Parco della Musica. \nDopo la consegna del Premio M.Arte\, andrà in scena lo spettacolo “Il lupo e la luna”\, tratta dall’omonimo romanzo di Pietrangelo Buttafuoco\, nella trasposizione teatrale di Valentino Picone. \n“Il lupo e la luna” è una storia popolare vera – ritrovata e scritta da Buttafuoco – che è stata adattata per le scene con la tecnica del “cunto” musicale (l’antica forma di narrazione orale della Sicilia). È portata in scena da Lello Analfino e Salvo Piparo della Compagnia Kleis\, con le musiche originali dello stesso Analfino. Si raccontano le vicende del messinese Scipione\, sottratto al padre dai pirata che poi diverrà comandante degli eserciti Ottomani e conquistatore\, ma con la nostalgia per la sua terra d’origine. \nL’ Associazione M.ARTE nasce\, nel 2009\, dalla volontà di un gruppo di amici di spinti dalla necessità di vedere concretizzato un nuovo movimento culturale\, apolitico e apartitico\, che sperimenti e ricerchi l’Eccellenza nelle Arti come nelle Scienze\, nella Pittura come nella Scultura\, e ancora nella Letteratura e nella Musica e in tutte quelle attività umane che riproducano il reale o il fantastico nelle migliori forme espressive e con tutte le tecniche e tecnologie possibili per contribuire fattivamente a far riconoscere\, e quindi a perseguire ed assimilare\, i Valori fondanti della nostra millenaria società. \n  \n  \nAssociazione M.ARTE presenta PREMIO M.ARTE 2023 – 4A EDIZIONE \nAUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA \n9 marzo ore 19.30 \nconsegna premio M.ARTE a Pietrangelo Buttafuoco  \nSeguirà rappresentazione teatrale “IL LUPO E LA LUNA” \ncon la compagnia KLEIS tratta dal romanzo di Pietrangelo Buttafuoco  \nAUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA – Sala BORGNA – ore 19\,30 \nVIALE PIETRO DE COUBERTIN 30 – ROMA
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SUMMARY:La corsa dietro il vento
DESCRIPTION:La corsa dietro il vento\n  \nÈ il nuovo spettacolo di Gioele Dix ispirato ai racconti di Dino Buzzati. Uno spettacolo tra ironia e risate\, ombre e attese\, luci e misteri\n  \nDal 7 al 12 Marzo – Sala Umberto\n  \nSotto il palazzo in cui abita un grande scrittore\, piove dall’alto nel cuore della notte una pallottola di carta. Che cosa conterrà? Appunti senza importanza o versi indimenticabili da salvare? Da questo affascinante spunto\, tratto da un racconto di Dino Buzzati\, prende il via il nuovo spettacolo scritto e interpretato da Gioele Dix “La corsa dietro il vento”. \nAmbientato in una sorta di laboratorio letterario\, a metà fra una tipografia e un magazzino della memoria – la bella scena disegnata da Angelo Lodi – lo spettacolo attinge dal ricchissimo forziere di racconti del grande scrittore bellunese (Sessanta racconti\, Il Colombre\, In quel preciso momento) e compone un mosaico di personaggi e vicende umane nel quale spettatrici e spettatori possono ritrovare tracce di sé. \nDino Buzzati è stato scrittore\, giornalista\, pittore\, ma soprattutto un fine scrutatore d’anime. E la sua scrittura\, insieme realistica e fantastica\, corre sempre fulminea al punto\, pur non trascurando l’eterna sospensione che caratterizza le nostre esistenze. E grazie al suo talento narrativo\, assumono forma poetica paure\, sogni e fantasie a noi più che familiari. \n“La corsa dietro il vento” è un inedito viaggio teatrale grazie al quale Gioele Dix\, ispirandosi a personaggi e atmosfere buzzatiane\, parla (anche) di sé\, dei suoi gusti\, delle sue inquietudini\, delle sue comiche insofferenze\, con l’ironia e il gusto del paradosso cui ha abituato il suo pubblico. \nIn scena con lui Valentina Cardinali\, giovane attrice talentuosa ed eclettica. \nLe avvolgenti musiche originali sono di Savino Cesario\, gli arrangiamenti di Savino Cesario e Silvano Belfiore. \nI costumi\, realizzati componendo allusivi frammenti\, sono di Marina Malavasi e Gentucca Bini e il disegno luci di Carlo Signorini. \nIl legame fra Gioele Dix e Dino Buzzati è anche testimoniato dalla collaborazione con Audible\, multinazionale tra i maggiori player nella produzione e distribuzione di audio entertainment (audiolibri\, podcast e serie audio)\, che nell’estate del 2021 per celebrare uno degli autori più importanti della letteratura contemporanea italiana\, ha arricchito il suo catalogo con 25 audiolibri dello scrittore firmati Audible Studios. Quattro di questi – Il deserto dei Tartari\, Un amore\, Il Colombre e altri 50 racconti\, Sessanta racconti – sono magistralmente letti e interpretati dall’inconfondibile e profonda voce di Gioele Dix. \n  \n\n“Ho cominciato a leggere i racconti di Dino Buzzati all’età di dodici anni. Sono diventati parte del mio immaginario. La sua voce assomiglia spesso alla mia. Lo considero l’inventore di racconti perfetti\, che non solo ti avvincono – perché vuoi sapere come vanno a finire – ma ti lasciano sempre un segno dentro\, ineffabile però familiare.”       \nGIOELE DIX \n\n  \nGioele Dix – Attore\, autore e regista\, milanese\, Gioele Dix inizia la sua carriera nel teatro formandosi al fianco di grandi maestri come Franco Parenti e Sergio Fantoni. Intraprende poi la carriera di solista comico partecipando anche a popolari trasmissioni tv: dal 1997 è a Mai dire gol\, nel 2007 entra nel cast di Zelig. Notevoli a teatro alcune sue commistioni fra classico e comico: Edipo.com (2003-2005) sul mito di Edipo Re e La Bibbia ha (quasi) sempre ragione (2003-2008) sulle storie e i personaggi dell’Antico Testamento. Dal 2016 al 2021 ha portato nei teatri italiani il suo spettacolo Vorrei essere figlio di un uomo felice\, recital sull’Odissea. Ha interpretato per quattro stagioni consecutive Il malato immaginario di Moliere per la regia di A.R. Shammah e nel marzo 2018 ha debuttato nel ruolo del protagonista in Cita a Ciegas\, sempre per la regia di A.R. Shammah. Fra le sue regie: Oblivion show\, Sogno di una notte di mezza estate\, Matti da slegare con Giobbe Covatta e Enzo Iachetti\, Fuga da via Pigafetta con Paolo Hendel e i recenti A Testa in Giù con Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni e Manicomic con Rimbamband. Ha scritto numerosi libri\, non solo comici. In Quando tutto questo sarà finito\, pubblicato da Mondadori nel 2014\, ha narrato le vicissitudini della sua famiglia perseguitata dalle leggi razziali durante la seconda guerra mondiale. Nel maggio 2018 è uscito per Rai Eri Dix Libris\, la mia storia sentimentale della letteratura e nel novembre del 2018 la nuova edizione per Claudiana de La Bibbia ha (quasi) sempre ragione. \nValentina Cardinali – Valentina Cardinali è attrice e cantante. Dopo la Laurea in Lettere e Filosofia si diploma presso la scuola del Piccolo Teatro di Milano diretta da Luca Ronconi. Continua la sua formazione presso la Susan Batson Studio di New York. Nel 2012 ottiene una menzione speciale in occasione del premio Hystryo alla vocazione teatrale. Prende parte a molte produzioni teatrali\, tra le quali: Il Teatrante di Bernhard con Franco Branciaroli\, Coefore e Eumenidi di Eschilo diretto da Daniele Salvo. Questa sera si recita a soggetto di Pirandello per la regia di Federico Tiezzi\, è diretta da Giorgio Sangati nel Rinaldo di Haendel presso il Festival di musica classica della Valle D’Itria\, è diretta in varie produzioni teatrali da Sandro  Mabellini\, tra i cui\, Trainspotting di Welsh adattato da Mouawad e Casa di bambola di Ibsen. Nel 2016 fonda insieme ad altri colleghi la compagnia comica Contenuti Zero Varietà che nel 2019 partecipa alla trasmissione televisiva Quelli che il calcio su Rai Due e ad oggi continua ad esibirsi presso lo Zelig di Milano. Nel 2020 debutta col suo monologo Sincopatica scritto insieme a Greta Cappelletti. \n \n  \n  \n  \nGioele Dix \nLa corsa dietro il vento\nDino Buzzati o l’incanto del mondo \ndrammaturgia e regia Gioele Dix \ncon Valentina Cardinali \nscene Angelo Lodi \nmusiche Savino Cesario \narrangiamenti Savino Cesario\, Silvano Belfiore \ncostumi Marina Malavasi e Gentucca Bini \ndisegno luci Carlo Signorini \nassistente alla regia Beatrice Cazzaro \naudio Beppe Pelliciari – Mordente \nproduzione Centro Teatrale Bresciano \nin collaborazione con Giovit \ndistribuzione Retropalco srl \nmacchinista Gianluca Spaggiari \ndirezione tecnica Cesare Agoni\, Edwige Paulin \nscene realizzate nel laboratorio del Centro Teatrale Bresciano \nresponsabile della costruzione Michele Sabattoli \nmacchinisti costruttori Pierangelo Razio\, Gianluca Treccani \nufficio stampa Cristina Atzori \ncomunicazione Veronica Verzeletti\, Sabrina Oriani \nfoto di scena Laila Pozzo \nSala Umberto\nVia della Mercede\, 50\, 00187 Roma – pr**********@*********to.com \nda martedì a sabato ore 21\, domenica ore 17 \nprezzo biglietto da 30 € a 25 € disponibili su www.salaumberto.com – www.ticketone.it
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SUMMARY:Non andartene docile
DESCRIPTION:Non andartene docile\n  \nE se la perdita non fosse una strada a senso unico? Cosa rimane di una relazione\, due settimane dopo la sua fine? E due anni dopo?\n  \nDal 3 al 12 marzo – Teatro Altrove Studio\n  \nDebutta in prima assoluta  dal 3 al 12 marzo all’Altrove Teatro Studio\, NON ANDARTENE DOCILE\, il nuovo spettacolo scritto da Andrea Giovalè e \ndiretto dallo stesso Giovalè con Michele Eburnea\, Sara Mafodda\, Mersila Sokoli. \nE se la perdita non fosse una strada a senso unico? Cosa rimane di una relazione\, due settimane dopo la sua fine? E due anni dopo? \nAle\, Bene e Fede cercano a tentoni le risposte nello spazio caotico e scomodo di una casa frammentata\, mentre le loro storie\, passate\, future o immaginarie\, tornano a bussare alla porta. Non hanno strumenti per affrontarle\, solo un mucchio di scatole con dentro i loro compromessi\, le contraddizioni e le fragilità che conoscono\, o non conoscono ancora\, gli uni degli altri. \nRipercorrendo frammenti di passato\, setacciando ipotesi di futuro\, non rinunciano al progetto di ricomporre qualcosa che si è rotto\, o di cancellare del tutto i segni della rottura. Chissà se ne usciranno tutti interi. \nNon andartene docile è un percorso di ricerca ed esplorazione attorno\, ma soprattutto oltre\, il tema del distacco e del limite. \nDopo il dolore della crescita in una società noncurante\, questo spettacolo affronta un momento più specifico della vita: il contatto con la perdita e con l’assenza. \nChe si rivolgano al passato o al futuro\, i protagonisti lo fanno con uno sguardo fratturato\, parziale\, soggettivo\, ferito. La scena\, quindi\, restituisce loro una visione non lineare\, incompleta\, ma non per questo meno vera. \nCosa accade a una persona quando ce ne separiamo? E andare avanti\, qualunque cosa significhi\, è davvero l’unica risposta? \nDomande che fanno da fondamenta dinamiche a uno spettacolo che\, di riflesso\, sperimenta con i linguaggi – drammatico\, grottesco\, onirico\, commovente – per plasmarli fino a trovare qualcosa di nuovo. Allo stesso modo\, i personaggi dovranno piegare la realtà che conoscono\, le regole che la società ha insegnato loro\, per giungere alle risposte che\, forse\, li attendono alla fine del viaggio\, anzi\, un poco oltre. \n  \n  \nNon andartene docile\nDi Andrea Giovalè \nCon Michele Eburnea/ Lorenzo Fochesato\, Sara Mafodda\, Mersila Sokoli \nRegia Michele Eburnea\, Sara Mafodda\, Mersila Sokoli\, Andrea Giovalè \nDal 3 al 12 marzo \nALTROVE TEATRO STUDIO\nVia Giorgio Scalìa\, 53\nip******************@***il.com\nMP 351 8700413\nwww.altroveteatrostudio.it \nDal venerdì al sabato ore 20 \nDomenica ore 17
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SUMMARY:Diario Elettorale
DESCRIPTION:Diario Elettorale\n  \nLa stagione del teatro Spazio18B è al giro di boa e propone uno spettacolo inusuale sulle elezioni italiane\n  \n Dal 2 al 5 marzo – Teatro Spazio 18B\n  \nInaugura la seconda parte della stagione del Teatro Spazio 18b\, nel cuore della Garbatella\, DIARIO ELETTORALE\, spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Mario Migliucci\, in scena dal 2 al 5 marzo. \nUn incontro al seggio\, due giovani scrutatori al servizio della democrazia\, lui e Lei\, ore e ore dietro a un banco\, scambiandosi giusto qualche parola. \nPoi tutto finisce\, in attesa della prossima chiamata alle urne: un referendum\, le politiche\, un ballottaggio\, ogni voto potrebbe essere l’occasione giusta per rivedere Lei. In mezzo scorre la vita\, scritta\, raccontata\, immaginata.  Legati da un filo invisibile\, lanciato da lui senza che Lei\, l’eletta\, nemmeno lo sappia. \n“Diario Elettorale” è un progetto di scrittura che ha visto succedersi più fasi di creazione e sedimentazione. La prima tappa risale\, circa dieci anni addietro\, alla stesura quotidiana di un diario sotto forma epistolare\, con destinataria una ragazza conosciuta nelle vesti di scrutatore durante le operazioni di voto. Una ragazza mai più vista e sentita\, a cui un ipotetico giorno fare arrivare in qualche modo i messaggi a lei destinati. \n“In questa prima fase che ancora non prevedeva un’evoluzione teatrale il dichiarato modello di riferimento è stato il romanzo Che tu sia per me il coltello di David Grossman\, autore a me particolarmente caro in quanto legato al mio debutto teatrale professionistico\, avvenuto nel 1998 con Il giardino d’infanzia di Riki\, sua unica opera teatrale”_ annota Mario Migliucci. \n“Del romanzo di Grossman mi ha conquistato la creazione di un universo parallelo\, un mondo fuori del mondo\, che del mondo però inevitabilmente si nutre\, che rende possibile una comunicazione autentica tra due esseri umani. Un uomo vede una donna\, se innamora\, o meglio\, sente un legame invisibile\, le scrive\, e conseguentemente si scrive\, con la comprensione totale di colui che ama\, con la spietatezza della lama di un coltello. Le prime pagine del mio diario epistolare le ho scritte prima ancora di finire di leggere quelle del romanzo di Grossman. Quello era il modello\, la materia da lavorare ovviamente era la mia\, il caso singolare a cui adattarlo era il mio. E così per un po’ mi sono scritto\, scrivendo alla mia musa\, Donatella\, la ragazza del seggio. Poi mi sono fermato\, pensando di poter ricominciare da un momento all’altro\, sarebbe bastato scrivere di nuovo quel nome\, Donatella\, in cima a una pagina del mio blocco-diario. Ma non è successo. Quindi\, più recentemente\, mi sono riletto e trascritto\, parola per parola\, da blocco a nuovo documento word. Ho sentito la brace scoppiettare ancora sotto la cenere del tempo raccontato e trascorso e ho pensato fosse arrivato il momento. Il momento di far arrivare a Donatella le parole a lei destinate. E ho capito che il mio ufficio postale di riferimento non poteva essere che il teatro. E allora sono ripartito da tre domande. \nCosa mi ha spinto un giorno a cominciare a scriverle? Cosa mi ha spinto\, una volta compiuti diciotto anni\, a cominciare a collezionare con cura i miei certificati elettorali? \nChe cosa\, con il passare del tempo\, ha fatto perdere di senso ad entrambe le decisioni? I certificati ho smesso di conservarli\, perché sostituiti dalla tessera elettorale. Ma avrei continuato a farlo\, se ancora esistessero? Li rivestirei ancora di qualche particolare importanza? Oppure\, uscito dal seggio (perché a votare continuo ad andarci)\, appallotterei quel foglio per gettarlo nel più vicino cassonetto per il riciclo della carta? Ah\, benedetto senso civico.. Ah\, benedette illusioni.. Ho ritenuto che i due elementi\, privato e politico\, andassero intrecciati. Mi è piaciuto pensare che il luogo dell’incontro con Donatella\, la mia eletta immaginaria\, un seggio elettorale\, non fosse poi così casuale. Entra dunque in gioco il secondo modello di riferimento\, La giornata di uno scrutatore di Italo Calvino\, illuminante esempio di cortocircuito tra vicenda personale e contesto generale\, limpido racconto di sentimenti e considerazioni di un servitore della democrazia rappresentativa. Decisivo incontro infine si è rivelato\, come nelle mie intenzioni\, quello con Mariaclara Verdelli\, Laura Benvenga\, Giulia Anita Bari e Javier Salnisky e le musiche da loro eseguite\, nelle diverse versioni dello spettacolo finora presentate. Come in un seggio elettorale\, ognuno al suo posto\, ci si divide compiti e strumenti\, al servizio di questa nostra storia.” \nChi è Mario Migliucci – Attore e autore. Debutta come attore in teatro nel 1998 in Il Giardino d’Infanzia di Riki di David Grossman\, con la regia di Stefano Viali. Dal 2004 lavora con la Compagnia Locomoctavia in Giorno d’Estate di Slawomir Mrožek e Hamlet. di W. Shakespeare\, con la regia di Daniele Fior. Nel 2007 debutta al Teatro dell’Orologio di Roma Doktoro Esperanto\, monologo da lui scritto e interpretato\, da allora in scena anche nella versione in esperanto. Nel 2011 porta in scena per la prima volta Primo Sguardo\, di cui è autore e interprete. Nel 2012 lavora all’adattamento teatrale del romanzo La ragazza e il professore di Jean-Claude Carrière\, realizzando lo spettacolo Bussando alla porta di Einstein\, regia di Giles Smith. Dal 2015 è in scena con il suo testo Diario Elettorale. Nel 2018 è attore per la compagnia Afrodita in Il bambino sogna di Hanoch Levin\, regia di Cludia della Seta e Stefano Viali. Nel 2019 è in scena con I miei soldi\, regia di Adriano Saleri\, di cui realizza l’adattamento teatrale dal romanzo Mon chèque di Jean Claude Carrière. Partecipa come attore e autore alle produzioni di Teatro Forum Amore ti odio\, L’interferenza\, Lupi nella Rete (finalista RomaFringeFestival 2021 – sezione TUBE) per Il Teatro Invisibile. \nHa recentemente lavorato nel documentario cinematografico per Rai3 D’Annunzio\, l’uomo che inventò sé stesso\, regia di Stefano Viali e Francesca Pirani (2021) e La stranezza di Roberto Andò (2022) \n  \nDiario Elettorale\ndi e con Mario Migliucci \n musica Giulia Anita Bari \nJavier Salnisky \ndisegno luci Dario Aggioli \n contributo realizzazione video  \nGianluca D’Apuzzo – Karma Gava \nDAL 2 AL 5 MARZO \nTEATRO SPAZIO 18B-ROMA\nvia Rosa Raimondi Garibaldi 18B\, 00145 ROMA (zona Garbatella) \nORARIO SPETTACOLI \ndal giovedì al sabato ore 20.30\, domenica ore 18.00 \nbiglietto intero EURO 18\,00\, biglietto ridotto EURO 13\,00 \ntessera associativa euro 2\,00 \nTEATRO SPAZIO 18B \nPRENOTAZIONE OBBLIGATORIA \nTEL 06.92594210 WAPP 333.3305794 \nCONTATTI \nBiglietteria e Front Office \nbi**********@*******8b.com    www.liveticket.it
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SUMMARY:Casalinghi disperati
DESCRIPTION:Casalinghi disperati\n  \nChi l’ha detto che gli uomini senza le mogli non riescono a cavarsela? Torna la commedia esilarante che vede come protagonisti gli uomini separati\n  \nDal 28 febbraio al 12 marzo – Teatro dè Servi\n  \n  \nTorna in scena a Roma\, al Teatro de’ Servi\, dal 28 febbraio al 12 marzo\, CASALINGHI DISPERATI la brillante commedia scritta da Cinzia Berni e Guido Polito\, diretta da Nicola Pistoia. \nLe problematiche affrontate dagli uomini separati\, tra spese di mantenimento\, appuntamenti concordati per vedere i figli\, delusioni e incertezze\, raccontate in chiave ironica\, sono le tematiche al centro della commedia. Tre uomini separati vivono insieme in un appartamento\, devono affrontare tutte le problematiche della convivenza e della vita da separati. Nonostante i turni per chi cucina o fa le pulizie i tre uomini trovano un loro equilibrio\, l’arrivo di un ospite leggermente bipolare sconvolgerà la loro vita. \n  \nLa Bilancia Produzioni presenta \nCasalinghi disperati\ndi Cinzia Berni e Guido Polito \nregia di Nicola Pistoia \ncon Giancarlo Fares\, Andrea Catarinozzi\, Valerio Giombetti e Stefano Tomassini \nDal 28 febbraio al 12 marzo  \nTEATRO DE’ SERVI-ROMA \nOrario spettacoli\nda martedì a venerdì ore 21 / sabato ore 17.30 e ore 21 / domenica ore 17.30 \nBiglietti € 24 \nTeatro de’ Servi \nVia del Mortaro 22\, Roma \ninfo: 06 6795130 \nwww.teatroservi.it
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SUMMARY:Festen - Il gioco della verità
DESCRIPTION:Festen – Il gioco della verità\n  \nTerzo anno di tournée per Festen\, tratto dall’omonimo film danese\, è un lavoro a quattro mani con Lorenzo De Iacovo e Marco Lorenzi\n  \nDal 28 febbraio al 5 marzo – Sala Umberto\n  \nArriva al suo terzo anno di tournée\, suscitando ampia attenzione di pubblico e critica\, Festen. Il gioco della verità\, primo adattamento italiano tratto dalla sceneggiatura dell’omonimo film danese diretto da Thomas Vinterberg\, scritto da Mogens Rukov e BO Hr. Hansen e prima opera aderente al manifesto Dogma 95. A firmare la regia è Marco Lorenzi\, regista fondatore della compagnia torinese Il Mulino di Amleto\, vincitrice Premio della Critica A.N.C.T. 2021\, che insieme a Lorenzo De Iacovo ha realizzato la versione italiana e l’adattamento. \nLo spettacolo – inserito dalla rivista Birdmen tra i 10 spettacoli imperdibili nel 2022 – è sostenuto dall’impegno produttivo di TPE – Teatro Piemonte Europa\, Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti\, in collaborazione con Il Mulino di Amleto. \nCoerente con il percorso artistico de Il Mulino di Amleto e considerato ormai un classico del teatro europeo\, Festen vede in scena Danilo Nigrelli\, Irene Ivaldi\, Yuri D’Agostino\, Elio D’Alessandro\, Roberta Lanave\, Carolina Leporatti\, Barbara Mazzi\, Raffaele Musella\, Angelo Tronca. \n  \nLa pièce racconta di una grande famiglia dell’alta borghesia danese\, “i Klingenfeld”\, riunita per festeggiare il sessantesimo compleanno del patriarca Helge. Alla festa sono presenti anche i tre figli: Christian\, Michael e Helene. Il momento di svolta sarà il discorso di auguri del figlio maggiore Christian che\, una volta pronunciato\, cambierà per sempre gli equilibri della famiglia\, svelando ipocrisie e strappando via maschere. La festa si trasforma in un gioco al massacro volto a mettere in discussione\, in un crescendo di tensione\, il precario equilibrio familiare fondato su rapporti ipocriti\, segreti indicibili e relazioni di potere malsane. \nL’opera scava all’interno dei tabù più scomodi\, affrontando la relazione con la figura paterna\, la verità\, il rapporto con il potere e l’autorità imposta. Impossibile non pensare ad Amleto\, alla tragedia greca\, ma anche all’universo favolistico dei Fratelli Grimm. \nLa scelta registica di un uso drammaturgico radicale della cinepresa permette di sfruttare la possibilità di costruire costantemente un doppio piano di realtà che consegna allo sguardo degli spettatori la condizione di scegliere tra quello che viene costruito sul palcoscenico e la “manipolazione” che l’occhio della cinepresa rielabora in diretta e che viene proiettato. Un gigantesco piano-sequenza\, girato dagli stessi attori per tutto lo spettacolo e proiettato davanti allo sguardo della platea\, amplifica\, ironizza\, dissacra e approfondisce il senso delle domande di Festen. Qual è la verità? Cosa scegliamo di guardare? A cosa scegliamo di credere? \n  \nFesten è il primo film realizzato da Thomas Vinterberg secondo i dettami del Dogma 95\, manifesto che\, redatto a Copenhagen nel 1995 dai cineasti danesi Søren Kragh-Jacobsen\, Kristian Levring\, Lars Von Trier e lo stesso Vinterberg\, proclamava un «voto di castità» sulla tecnica cinematografica. Un dettame a cui\, sia loro che gli eventuali aderenti al movimento\, avrebbero dovuto seguire nel realizzare i loro film. Tutti gli orpelli erano vietati\, si proclamava un cinema senza filtri\, puro\, privo di illusioni e di canoni predefiniti\, in cui è «la vita interiore dei personaggi a giustificare la trama». \nLa semplicità nella realizzazione\, l’incredibile mano del grande Vinterberg e il profondo significato politico sociale di critica alla società danese\, fanno del film un cult fondamentale\, tanto da vincere nel 1998 il Gran Premio della Giuria a Cannes (all’epoca presieduta da Martin Scorsese)\, numerosi Robert (gli Oscar nordici) e anche alcuni Independent Spirit Awards. Thomas Vinterberg si è aggiudicato nel 2021 il premio Oscar per il miglior film straniero con la pellicola Un altro giro. \n  \n  \nNOTE DI REGIA \n«Festen è un abisso. Anzi\, mi torna in mente una battuta incredibile del Woyzeck di G. Büchner «Ogni uomo è un abisso\, a ciascuno gira la testa se ci guarda dentro». Ecco\, Festen mi fa questo effetto. Quando\, nel 2020\, ho iniziato a lavorare alla trasposizione teatrale del film cult di Thomas Vinterberg\, ero affascinato dalla potenza delle dinamiche familiari e dall’impertinenza linguistica e formale con cui Vinterberg\, Lars Von Trier e il Dogma 95 avevano rivoluzionato il cinema che li circondava. Ancora non sapevo l’abisso che mi aspettava… \nFesten ci chiama in causa\, ci sposta dall’indifferenza in cui pericolosamente rischiamo di scivolare ogni giorno di più\, soprattutto in un tempo costellato da paure e incertezze come il nostro\, un tempo di divertissement e entertainment mentre intorno a noi tutto si sgretola\, un tempo in cui è facile voltare lo sguardo dagli orrori per continuare a dire: “Dopo questo piccolo – come potremmo definirlo – intermezzo\, possiamo riprendere i nostri posti per proseguire la festa”\, come i personaggi dello spettacolo\, così come noi. \nFesten sembra raccontare una festa di famiglia per celebrare i 60 anni del patriarca\, ma in verità ha a che vedere con il nostro rapporto con la verità\, con il potere e con l’ordine costituito. Sono sempre più sicuro che il nostro Festen sia una comunità di esseri umani che recitano una commedia mentre uno di loro (Christian) combatte come un pazzo per mostrare che in realtà sono tutti in una tragedia. Per questo\, Festen è radicalmente politico. \nSento che in questa tensione tra due forze\, così opposte e profonde\, ci sia la forza del nostro spettacolo che ci porterà a mostrare quanto sia necessario strappare quel velo di Maya\, quel diaframma che impedisce di vedere realmente le cose come stanno. Mi sembra molto toccante\, attraverso Festen\, poter chiedere al pubblico: “Perché non abbiamo la forza di vedere le cose come stanno? Perché accettiamo tutta questa finzione? Quanto coraggio richiede la verità?”. Certo\, sono domande grandissime e non saremo noi a dare le risposte. Ma penso che l’onestà e il gioco profondo del nostro spettacolo stia nel condividerle con gli spettatori\, con tutte le paure\, le fragilità\, la tenerezza e l’ironia che le accompagnano. Ma Festen ci ha fornito anche un incredibile materiale di ricerca e di sperimentazione del linguaggio. Ci siamo spinti verso un radicale uso drammaturgico della cinepresa per sfruttare la possibilità di costruire costantemente un doppio piano di realtà che consegnasse allo sguardo degli spettatori la condizione di scegliere tra quello che viene costruito sul palcoscenico e la “manipolazione” che l’occhio della cinepresa rielabora in diretta e che viene proiettato. Con un gigantesco piano-sequenza che lungo tutto lo spettacolo verrà girato dagli stessi attori e proiettato davanti allo sguardo della platea\, cerchiamo di amplificare\, ironizzare\, dissacrare e approfondire il senso delle domande di Festen. Qual è la verità? Cosa scegliamo di guardare? A cosa scegliamo di credere? \nTutto questo fino a quando il sottile velo che divide la verità dalla sua immagine\, non cadrà\, non scomparirà una volta per tutte\, lasciando spazio al silenzio\, al vuoto\, alla meraviglia della presenza degli attori che hanno reso possibile questa “follia”; alla meraviglia dei loro corpi\, alle loro vibrazioni più sottili e alle loro emozioni\, alla realtà insostituibile della loro sincerità…». \n  \nProduzione TPE – Teatro Piemonte Europa\, Elsinor Centro di Produzione Teatrale\,\nTeatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia\, Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti \nin collaborazione con Il Mulino di Amleto \nFesten – Il gioco della verità\nprimo adattamento italiano tratto dalla sceneggiatura dell’omonimo film danese diretto da Thomas Vinterberg\, \nscritto da Mogens Rukov & BO Hr. Hansen \nversione italiana e adattamento di \nLorenzo De Iacovo e Marco Lorenzi \ncon Danilo Nigrelli\, Irene Ivaldi e (in o. a.) \nYuri D’Agostino\, Elio D’Alessandro\, Roberta Lanave\, Carolina Leporatti\, \nBarbara Mazzi\, Raffaele Musella\, Angelo Tronca \nregia Marco Lorenzi \nAssistente alla regia Noemi Grasso \nDramaturg Anne Hirth \nVisual concept e video Eleonora Diana \nCostumi Alessio Rosati \nSound designer Giorgio Tedesco \nLuci Link-Boy (Eleonora Diana & Giorgio Tedesco) \nConsulente musicale e vocal coach Bruno De Franceschi \nDirettore tecnico Rossano Siragusano \nDirettore di scena Francesco Dina\nFonico Denis Petraglia \nDatore luci Alessandro Palumbi \nFoto di scena Giuseppe Distefano \nDal 28 febbraio al 5 marzo \nSala Umberto\nVia della Mercede\, 50\, 00187 Roma – pr**********@*********to.com \nda martedì a sabato ore 21\, domenica ore 17 \nprezzo biglietto da 30 € a 25 € disponibili su www.salaumberto.com – www.ticketone.it \n  \nCalendario Tour 2023\nTorino\, Teatro Astra\, dal 13 al 15 gennaio \nVignola (MO)\, Teatro Ermanno Fabbri\, 24 gennaio \nPisa\, Teatro Verdi\, 25 gennaio \nBologna\, Teatro Arena del Sole\, dal 26 al 29 gennaio \nRosignano\, Teatro Solvay\, 2 febbraio \nLucca\, Teatro del Giglio\, dal 3 al 5 febbraio \nMonfalcone (GO)\, Teatro Comunale\, 7 febbraio \nSan Marino\, Teatro Nuovo\, 11 febbraio \nBari\, Teatro Kismet Opera\, 25 e 26 febbraio \nRoma\, Teatro Sala Umberto\, dal 28 febbraio al 5 marzo \nSiena\, Teatro dei Rinnovati\, dal 10 al 12 marzo \nMilano\, Teatro Elfo Puccini\, dal 27 giugno al 1° luglio \n  \n 
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SUMMARY:Le Baccanti
DESCRIPTION:Le baccanti\n  \nFrancesca Benedetti porta una delle tragedie di Euripide insieme a Micol Pambieri e Silvia Siravo\n  \nDal 24 febbraio al 5 marzo – Teatro Arcobaleno\n  \nLa straordinaria interprete Francesca Benedetti ritorna al Teatro Arcobaleno\, dal 24 febbraio al 5 marzo\, accanto a Micol Pambieri e Silvia Siravo\, in una delle tragedie più controverse di Euripide. Il testo euripideo rivela infatti forti e stimolanti ambiguità. Protagonista è il dio stesso del teatro\, Dioniso. E il punto centrale della tragedia\, è il contrasto tra il Dio Dioniso e il Re Penteo: da una parte il Dio che rappresenta l’inconscio\, con cui l’uomo è chiamato a relazionarsi\, il Dio che rende l’aspetto irrazionale il punto principale del suo culto; dall’altra il sovrano presuntuoso\, che rifiuta di accettare l’esistenza dell’irrazionale\, non riconoscendo la “deità” di Dioniso. La tragedia euripidea è il racconto di una società in declino che non ha più difese culturali per fargli distinguere le tentazioni seducenti di un’irresponsabilità sociale da un vivere assennato. Il culto della personalità\, incarnato dalla figura di Dioniso\, rappresenta il corto circuito epocale che attraversa ogni tempo e declina ogni despotismo. Un allestimento attualissimo dove la scena diviene “stanza della tortura” e il Dio del massacro agisce indisturbato. \n  \n  \nLe Baccanti\ndi Euripide \nAdattamento e Regia di Giuseppe Argirò \nCon Francesca Benedetti \nMicol Pambieri e Silvia Siravo \nLuigi Mezzanotte\, Maurizio Palladino\, Elisabetta Arosio\, Melania Fiore\, Vinicio Argirò \nDal 24 FEBBRAIO al 5 MARZO 2023 \nvenerdì e sabato ore 21.00 – domenica ore 17.30 \nTEATRO ARCOBALENO \nVia F. Redi 1/a – 00161 Roma \nTel./ Fax 06.44248154 – Cell. 320.2773855 \ne-mail: in**@**************no.it – sito: www.teatroarcobaleno.it \nCosto Biglietti Intero € 22\,00 – Ridotto € 18\,00 (Over 65\, CRAL\, Associazioni convenzionate) –Ridotto Studenti € 15\,00 (fino a 26 anni) \nIl costo dei BIGLIETTI è comprensivo di prevendita e diritti di segreteria.
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SUMMARY:Io per te come un paracarro ed eretici al Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Io per te come un paracarro ed eretici al Tor Bella Monaca\n  \nIn scena due spettacoli che puntano lo sguardo alla contemporaneità e l’altro che trasporta nel mondo delle favole\, con Daniele Parisi che ha già avuto un notevole riscontro dal pubblico\n  \nDal 20 al 26 febbraio – Teatro Tor Bella Monaca\n  \n“Io per te come un paracarro”\, prodotto da Altra Scena\, sarà in scena da martedì 21 a sabato 25 febbraio. Scritto e diretto da Daniele Parisi\, racconta di una coppia che sta per dare alla luce un figlio. I due decidono di partire e cercano un luogo dove costruirsi un avvenire decente. I famigliari di lui\, vittime di antiche patologie non risolte\, non riescono a dissuadere i due dal voler intraprendere questo viaggio. Lungo il tragitto la coppia incontrerà diverse umanità alla deriva: c’è una Maga Indovina sfaticata che tradisce la sua antica funzione oracolare; c’è chi si indebita\, chi ruba\, chi vende per strada\, chi è rinchiuso nelle proprie manie ossessivo-compulsive e\, infine\, chi vede nella contraddizione l’unica possibilità per essere coerente. Nel frattempo la fame aumenta e ci si ascolta sempre meno. La drammaturgia è accompagnata da un tappeto musicale composto sulla scena\, grazie all’utilizzo di una loop station con cui vengono incisi dal vivo i quadri sonori. È dunque il suono della voce a disegnare lo spazio ridotto all’osso: l’immancabile separé\, un appendiabiti\, un microfono per la loop-station. È pertanto l’azione scenica a definire i personaggi che si materializzano davanti agli spettatori\, utilizzando solo pochi elementi: a volte un capello\, un foulard o un paio di guanti. Un viaggio lungo un tempo indefinito. Una storia narrata da un attore solo\, parlato a più voci. Tragico\, comico suo malgrado. \n  \nVenerdì 24 e sabato 25 febbraio il palco del TBM ospita “Eretici”\, prodotto da Lo Stanzone delle Apparizioni e Loft Produzioni. Per la regia di Matteo Marsan\, lo spettacolo vede in scena Tomaso Montanari\, che anche l’autore del testo\, affiancato da Daniela Morozzi. Eretico dal greco aireo scegliere. L’eretico è colui che sceglie\, la scienza\, l’arte\, la politica\, i diritti civili\, la disobbedienza\, la pittura\, persino la Chiesa: un principio di eresia è presente in tutto ciò che coinvolge l’essere umano. Gli eretici possono essere uomini o donne\, assassini o santi\, pazzi o estremamente lucidi.\nE allora come riconoscerli? Gli eretici sono coloro che\, nei secoli\, sono stati additati come diversi\,  che si sono distinti\, che si sono messi da parte per le loro idee\, che hanno infiammato pulpiti e che hanno vissuto nascosti. Inoltre\, sono coloro che hanno pagato con la vita per difendere un’idea e che hanno pagato il loro conto con la giustizia per mantenere viva la propria disobbedienza. Gli eretici hanno volontariamente rinunciato alla vita\, difendendola in tutte le sue forme e manifestazioni; sono i non allineati\, le presenze scomode\, le voci di una coscienza collettiva spesso afona. Gli eretici sono donne e uomini che\, attraverso le epoche\, non si sono piegati al pensiero unico\, ma ci hanno lasciato l’eredità più importante: il coraggio di scegliere la libertà e la propria strada. “Eretici” è un libro scritto dallo storico dell’arte\, accademico\, saggista e firma de “Il Fatto Quotidiano”\, Tomaso Montanari\, in cui l’autore racconta alcuni degli “eretici” che hanno attraversato la Storia in una lettura particolare\, per costruire anticorpi contro il più pericoloso virus in circolazione: il pensiero unico. “Eretici” ora\, è anche uno spettacolo teatrale. Sul palco\, l’attrice Daniela Morozzi e Stefano ‘Cocco’ Cantini\, sassofonista noto a livello internazionale\, una delle voci più personali e liriche nello scenario della musica jazz\, accompagnano l’autore. Lo storico duo artistico\, con la regia di Matteo Marsan\, permette di realizzare un “Reading” fuori dai canoni tradizionali: non si canta infatti\, ma si legge\, e la musica qui\, di altissimo livello\, non assume mai la funzione classica e/o didascalica\, di sottofondo o colonna sonora. I ritratti dei nostri eretici sono dunque raccontati contemporaneamente da entrambi i linguaggi\, in un continuo dialogo tra loro. Si dipanano così le storie di Tina Anselmi\, Caravaggio\, Rosa Luxemburg\, Don Lorenzo Milani\, Lev Tolstoj\, Virginia Woolf. Donne e uomini che hanno dimostrato per tutta la vita che costruire un mondo diverso è possibile. Difficile\, ma sempre più necessario\, come ci ricorda\, nella scelta dei suoi Eretici\, lo stesso Montanari. Musiche dal vivo Stefano “Cocco” Cantini; Coordinamento tecnico Davide Lettieri; Segreteria organizzativa Monica Cerretelli e Lorenzo Del Mastio. \n  \nLa settimana si conclude con “I vestiti nuovi dell’imperatore”\, prodotto da Il Teatro della Scuola\, dedicato ai bambini dai 6 anni in su. La favola di H. C. Andersen sarà trasposta sul palco del teatro domenica 26 febbraio. Santa Spena ne cura la regia e l’adattamento e guida un gruppo di ragazzi che si caleranno nei panni dei personaggi inventati da Andersen: Flavio Lombardi\, Valentina Coletta\, Marilisa Sposito\, Matteo Fiori\, Daniele Filogna e Giulia Taloni. Quanto siamo disposti a distaccarci dalla massa e ad avere un nostro\, proprio pensiero critico? Spesso ci nascondiamo dietro la paura di non essere accettati dagli altri con la conseguenza di (fingere di) non vedere una verità palese. Quanto è invece liberatorio e soddisfacente esclamare: “Il Re è nudo!”. Un Re vanitoso\, interessato più al suo aspetto che al suo regno\, è alla ricerca di qualcuno che gli possa cucire l’abito più bello mai indossato da un imperatore. Si propongono a sua maestà due sarti (veri o finti?) che vengono pagati a peso d’oro per cucire l’incredibile vestito. Ma non tutto andrà come previsto. I due sarti infatti si riveleranno due truffatori che\, in realtà\, non stanno cucendo nulla. Nessuno però alla corte ha il coraggio di ammettere che il vestito “non c’è”\, per paura di essere tacciato come persona poco intelligente che non riesce a scorgere la vera bellezza di questi vestiti. Solo l’innocenza di un bambino svelerà la realtà. Organizzazione generale Luca Cardillo; Direzione Artistica Beppe Farina; Illustrazione & grafica Marilisa Sposito.
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SUMMARY:Le più belle frasi di Osho
DESCRIPTION:Le più belle frasi di Osho\n  \nUno spettacolo dal vivo con Federico “Osho” Palmaroli accompagnato live dalla Furano Saxophone Quartet\n  \n20 febbraio – Sala Umberto\n  \n#lepiubellefrasidiosho è l’hashtag social in cui Federico Palmaroli ordisce urticanti e divertenti situazioni surreali. Decontestualizzando le immagini\, catturate dal flusso mediatico tramite tagli originali\, Palmaroli attribuisce irriverenti battute ai loro eminenti protagonisti. Sono irresistibili carrellate di personaggi della politica\, del costume\, dello sport e della spiritualità che si esprimono con un linguaggio “da strada” e che proprio per quel senso del contrario innescano meccanismi del tutto esilaranti. Il successo\, inizialmente misurato a colpi di “mi piace”\, deve la sua fortuna ad un sottotesto drammaturgico che restituisce sempre qualcosa di estremamente aderente alla realtà dei fatti\, alla loro attualità\, e sovente alla loro crudeltà. \nDal vivo\, in scena sul palco\, Federico Palmaroli fa sfilare una dopo l’altra le scoppiettanti vicende di questi ultimi anni\, immagini e parole s’accoppiano in una catartica satira 4.0\, a velocità 5G\, anzi alla velocità della luce. Per contraltare la velocità del suono è affidata ai Furano Saxophone Quartet\, giovane quartetto di musicisti particolarmente sensibile ai temi della contemporaneità. L’ensemble\, spingendo l’acceleratore su fatti e personaggi in scena\, interpreta alcuni brani che dialogano alla perfezione con i toni di questa parata semiseria\, tra questi in programma “Il carnevale degli animali” di Camille Saint-Saëns (arr. di Alberto Napolitano) e “Nino Rota’s Fantasy” (elaborazione di Alberto Napolitano). \nCaro pubblico\, prestate attenzione\, se coglierete tutte le illuminanti realtà aumentate sarete indotti a fragorose risate\, e vi libererete così da ogni male. \n  \n#LEPIÚBELLEFRASIDIOSHO \nFEDERICO “OSHO” PALMAROLI\nUno spettacolo dal vivo di e con OSHO \nAccompagnamento musicale live di FURANO SAXOPHONE QUARTET \nAntonio Bruno sax soprano \nMatteo Quitadamo sax alto \nAlberto Napolitano sax tenore \nMarco Destino sax baritono \n20 FEBBRAIO 2023 – h 20:45 \nSALA UMBERTO \nVia della Mercede\, 50\, 00187 Roma – pr**********@*********to.com \nlunedì h 20:45 \nprezzo biglietto da 24 € a 20 € disponibili su www.salaumberto.com – www.ticketone.it \n 
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SUMMARY:Variazioni Enigmatiche
DESCRIPTION:Variazioni Enigmatiche\n  \nUna partita a scacchi\, un thriller psicologico\, un incontro-scontro tra due uomini   legati alla figura di una donna\n  \n18 e 19 febbraio – Teatro Ciak\n\nGlauco Mauri e Roberto Sturno per la prima volta sul palco del Teatro Ciak di Roma. Sabato 18 (ore 21.00) e domenica 19 febbraio (ore 17.30) i due grandi interpreti saranno protagonisti di Variazioni enigmatiche di Éric- Emmanuel Schmitt. Matteo Tarasco è il regista di questo nuovo allestimento del testo dell’autore francese prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno; la traduzione e l’adattamento sono di Glauco Mauri\, le scene e costumi di Alessandro Camera\, le musiche di Vanja Sturno. \nVariazioni Enigmatiche è una partita a scacchi\, un intreccio psicologico\, un incontro- scontro tra due uomini legati alla figura di una donna. Abel Znorko premio Nobel per la letteratura che\, per fuggire gli uomini e la volgarità del mondo\, si è rifugiato in un’isola sperduta nel mare della Norvegia e in questa solitudine mantiene vivo\, attraverso una corrispondenza amorosa che ormai dura da vent’anni\, l’amore per una donna misteriosa. E Erik Larsen giornalista che ha preso il pretesto di un’intervista per poter incontrare lo scrittore. Ma qual è il vero motivo dell’incontro? E perché il grande Abel Znorko\, quest’uomo solitario e misantropo\, ha accettato per la prima volta di ricevere uno sconosciuto giornalista? \nCome in un thriller dei sentimenti\, ritmato da drammatici colpi di scena\, due uomini si scontrano in un’alternanza di crudeltà e di tenerezza\, di ironia feroce e di profonda commozione: un’intervista che presto si trasforma in un’affannosa\, affascinante scoperta di verità taciute. Ma solo alla fine –spiega Glauco Mauri –  l’ultima lancinante rivelazione svelerà il vero motivo dell’incontro e l’uomo scoprirà nell’altro uomo lo stesso bisogno di comprensione e d’amore.  \nUn enigma è un problema senza soluzione\, un mistero del senso – dice il regista Matteo Tarasco –  e\, come per la partitura musicale di Edwar Elgar che ispira il titolo del dramma di Éric-Emmanuel Schmitt\, costruita attorno ad un tema principale in fuga nel labirinto di molteplici variazioni\, l’enigma è il protagonista anche del misterioso incontro/intervista tra il premio Nobel Abel Znorko\, che vive isolato su un’isola ai margini del Polo Nord\, e il giornalista Erik Larsen. \nVariazioni Enigmatiche è un thriller psicologico – continua Tarasco – un face-à-face inesorabile\, dove in un costante scambio dialettico tra illusione ed elusione (nel senso antico di in-ludo ed ex- ludo\, mettersi in gioco e contemporaneamente fuori gioco) due uomini si sfideranno alla ricerca della verità. Ma\, come ci suggerisce Schmitt\, ammaliandoci con la sua poetica   intrisa di umana fraternità\, siamo sicuri che la verità riveli più delle menzogne? \nÉric-Emmanuel Schmitt\, per anni professore universitario di filosofia\, scrittore\, e anche attore e regista\, è il più tradotto romanziere e il più rappresentato drammaturgo di lingua francese\, Variazioni enigmatiche è rappresentato ininterrottamente da un quarto di secolo in tutto il mondo. Tra le sue opere teatrali rappresentate in Italia: Il visitatore e Il libertino\, oltre a Variazioni Enigmatiche e Il Vangelo secondo Pilato\, queste ultime due messe in scena con grande successo rispettivamente nel 2000 e nel 2008 da Glauco Mauri e Roberto Sturno\, con la regia di Mauri. \n  \n  \nGlauco Mauri   &  Roberto Sturno in \nVariazioni Enigmatiche\ndi Éric-Emmanuel Schmitt \ntraduzione e adattamento Glauco Mauri \nscene e costumi  Alessandro Camera \nmusiche  Vanja Sturno \nluci  Alberto Biondi \nregia Matteo Tarasco \nproduzione Compagnia Mauri Sturno \nTEATRO CIAK\nVia Cassia\, 692 – 00189 Roma \nwww.teatrociakroma.it \nin**@************ma.it \nPer info e prenotazioni 06.33249268 \nOrario spettacoli \nsabato ore 21.00 \nDomenica ore 17.30 \nPrezzo biglietti:  \nIntero € 28\,00 \nRidotto € 25\,00 (under 20\, over 65\, gruppi 10+ e disabili) \nDurata dello spettacolo: 50’ I atto\, 40’ II atto\, più intervallo
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SUMMARY:La papessa
DESCRIPTION:La papessa\n  \nUn monologo intimo e avvincente scritto da Andrea Balzola\, che narra la storia della Papessa Giovanna\, la donna che ha sfidato ogni legge e dettame del suo tempo (IX secolo)\, pur di affermare la propria identità\n  \nDa giovedì 16 a domenica 19 febbraio – Teatrosophia\n  \n  \n“La donna che vuole sapere è pericolosa. \nLa donna che sa è ancora più pericolosa…” \n  \n  \nUn monologo intimo e avvincente scritto da Andrea Balzola\, che narra la storia della Papessa Giovanna\, la donna che ha sfidato ogni legge e dettame del suo tempo (IX secolo)\, pur di affermare la propria identità. In un’epoca in cui la donna era discriminata fin dalla nascita come inadatta alla cultura e alla spiritualità\, Giovanna si ribella\, studia\, si spinge oltre ogni limite fingendosi anche uomo\, fino a rendere possibile l’impossibile: diventare Papa con il nome di Giovanni VIII. A metà tra storia e leggenda\, la figura della Papessa diventa archetipo collettivo di coraggio e affermazione individuale\, di conoscenza e solidità\, come suggerito anche dalla misteriosa Papessa dei Tarocchi. \nLa figura del monaco Johannes Anglicus\, salita al soglio pontifico con il nome di Papa Giovanni VIII (dall’853 all’855)\, è stata l’unica figura di papa donna a lungo celata e volutamente oscurata per secoli dalla Chiesa Cattolica e poi riesumata dalla Riforma Protestante. Avvolta nella leggenda\, ha lasciato tracce in molti documenti e anche in narrazioni eccellenti come “Le storie di donne illustri” di Giovanni Boccaccio. Dopo le recenti conferme storiche circa la sua esistenza (“Le pagine strappate” di Pietro Ratto\, il ritrovamento di monete con la sua effige)\, il cinema e la letteratura hanno riportato alla luce la sua storia. \n  \nLa papessa\ndi Andrea Balzola \n Monologo per attrice \nDal progetto teatrale multimediale “Free Women suite” \n Con Beatrice Schiaffino \nMusiche di Alessandro Panatteri \nCostumi Loredana Redivo \nRegia di Carmen Di Marzo \nDa giovedì 16 a domenica 19 febbraio 2023 \nDurata spettacolo: 60 minuti \nAl termine dello spettacolo il consueto aperitivo offerto da Teatrosophia \nTEATROSOPHIA\nVia della Vetrina\, 7 – Roma – 00186 \nDate e Orari \nGiovedì\, Venerdì e Sabato ore 21 – Domenica 0re 18 \nBiglietti:\nIntero: Euro 14\,00+4\,00 per tessera associativa\nRidotto: Euro 11\,00+4\,00 per tessera associativa \nPRENOTAZIONI:\nhttps://www.teatrosophia.it/index.php/biglietteria\nin**@**********ia.com\n0668801089- 353 3925682 \n 
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SUMMARY:Scusa sono in riunione...ti posso richiamare?
DESCRIPTION:Scusa sono in riunione…ti posso richiamare?\n  \nVanessa Incontrada al teatro Sistina di Roma con la commedia di Gabriele Pignotta che chiude il tour italiano\n  \nDal 15 al 26 febbraio – Teatro Sistina\n  \nDal prossimo mercoledì 15 febbraio\, al Teatro Sistina di Roma\, arriva lo spettacolo ‘SCUSA SONO IN RIUNIONE… TI POSSO RICHIAMARE?’\, l’esilarante commedia di Gabriele Pignotta\, che chiuderà proprio nella Capitale il trionfale tour di oltre 120 recite. Indiscussa protagonista una vulcanica Vanessa Incontrada accompagnata da un gruppo di coprotagonisti superlativi. \nLo spettacolo resterà in scena fino a domenica 26 febbraio (www.ilsistina.it). \nPignotta dipinge il ritratto della sua generazione\, quella dei quarantenni di oggi\, abbastanza cresciuta da poter vivere inseguendo il successo e la carriera ma non abbastanza adulta da poter smettere di ridere ed ironizzare su se stessa. Ex ragazze ed ex ragazzi che senza accorgersene sono diventati donne e uomini con l’animo diviso tra le ambizioni ed i propri bisogni di affetto\, ma anche in fondo persone portatrici sane di un fallimento sentimentale vissuto sui ritmi frenetici di un’esistenza ormai dipendente dalla tecnologia che non lascia spazio ad un normale e sano vivere i rapporti interpersonali! Cosa succederebbe se queste stesse persone\, per uno scherzo di uno di loro\, si ritrovassero protagonisti di un reality show televisivo? La risposta rimane di proprietà di un pubblico che dopo avere riso di se stesso si interrogherà a lungo sul senso di molti aspetti della sua vita. Scusa sono in riunione… ti posso richiamare? è un’attuale e acutissima commedia degli equivoci che\, con ironia\, ci invita a riflettere sull’ossessione della visibilità e sulla brama di successo che caratterizzano i nostri tempi. \n‘La generazione dei quarantenni ne esce come quella di adorabili perdenti\, pieni di fragilità\, di insicurezze\, di stress\, di nevrosi\, di patologie più o meno complicate a livello psicologico – spiega Pignotta – ma proprio per questa fragilità adorabili nella loro imperfezione. E quindi non puoi non volere bene a questi personaggi che in fondo sono proprio uno spaccato preciso e fedelissimo di ognuno di noi. Io ho voluto ironizzare su una generazione\, che forse è anche un po’ più estesa’. \nLa commedia si sviluppa rapidamente in un crescendo: ‘Ad un certo punto – racconta ancora l’autore e regista – la pièce diventa una commedia degli equivoci. La seconda parte è davvero esilarante proprio perché il meccanismo degli equivoci è vincente\, uno standard del teatro comico’. \nPignotta usa la penna con intelligenza\, sagacia ed ironia;  descrive il nostro contesto sociale con grande attenzione dal punto di vista umano e con enorme capacità comica ne declina vizi e virtù. \nDopo aver riso a crepapelle ci si accenderanno molti interrogativi e riflessioni sul nostro modo di vedere la vita. \nA sostenere il ritmo di questo racconto dal finale sorprendente una compagnia brillante e meravigliosamente assortita: Vanessa Incontrada\, Gabriele Pignotta\, Fabio Avaro\, Siddhartha Prestinari e Nick Nicolosi. \nLe scene sono di Matteo Soltanto\, i costumi di Valter Azzini\, le luci di Pietro Sperduti e le musiche di Stefano Switala. Produzione ArtistiAssociati. \n  \n  \nSCUSA SONO IN RIUNIONE… TI POSSO RICHIAMARE?\nUna commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta \ncon \nVanessa Incontrada \nGabriele Pignotta \nFabio Avaro \nSiddhartha Prestinari \nNick Nicolosi \nTEATRO SISTINA\ndal 15 al 26 febbraio \nVia Sistina 129\, 00187 Roma \nwww.ilsistina.it \nFB: Teatro Sistina \nTwitter: @TeatroSistina \nIG: teatrosistina \nACQUISTA ONLINE \nwww.ilsistina.it \nPER INFORMAZIONI \nTel. 06 4200711 \nDal lunedì alla domenica dalle ore 10.00 alle 19.00 \nUFFICIO GRUPPI \nuf***********@*******na.it \nPrezzi Biglietti \nPoltronissima €46\,00 \nPoltrona €42\,00 \nI Galleria €39\,00 \nII Galleria €32\,00 \nIII Galleria €24\,00 \nOrario Spettacoli  \nDal mercoledì al venerdì ore 20\,30 \nSabato ore 16\,00 e ore 20\,30 \nDomenica ore 16\,00 \n 
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SUMMARY:La versione ufficiale - uno studio
DESCRIPTION:  \nLa versione ufficiale – uno studio\n  \nDopo tanti anni\, due amici giornalisti si incontrano nel periodo più difficile della loro esistenza e scoprono come si intrecciano le loro vite\n  \nDal 14 al 19 febbraio – Teatro Trastevere\n  \nDue amici si incontrano dopo quindici anni\, ognuno nel momento più difficile della propria vita. Flavio e Dino sono due giornalisti\, diversi per idee e condizione sociale\, ma la loro storia è intrecciata\, fatta di amore e odio\, di amicizia e invidia\, come dei bambini che giocano alla guerra e al massacro. Il mondo del giornalismo è feroce\, senza scrupoli\, a volte basta creare una voce che la notizia diventa realtà\, altre volte non serve nemmeno agire per farsi ascoltare. Il mondo che viviamo è chiuso\, fatto di muri\, cosa fa notizia? E perché? Può la morte di un ministro scatenare la rivoluzione? O è solo un’altra bugia in mezzo alla marea che ci travolge? \nIl falso non è solo una mistificazione della realtà\, ma è un tradimento costante del nostro sentimento umano\, una negazione continua delle proprie responsabilità\, una forma di interazione sociale assecondata dalla società che ci circonda: accettiamo di essere falsi e accettiamo le falsità come strumento di comunicazione. Prendendo spunto dal romanzo di Conrad “Sotto lo sguardo dell’occidente” il testo parte da un presupposto semplice: se è giusto o sbagliato uccidere un ministro reputato un criminale; da qui siamo partiti\, per arrivare alle conclusioni più intime e personali dei personaggi fino all’ultimo. \n  \nLA VERSIONE UFFICIALE \nUno Studio \nscritto da Paolo Maria Congi \nDiretto da Benedetta Cassio e Paolo Maria Congi \nCon Mauro Tiberi e Paolo Maria Congi \nDal 14 al 19 febbraio \nTeatro Trastevere Il Posto delle Idee a ROMA \nFeriali ore 21\, festivi ore 17:30 CONSIGLIATA PRENOTAZIONE \nBiglietto intero €13\, ridotto €10 (prevista tessera associativa) \nContatti: in**@**************re.it trastera
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SUMMARY:Bloccati dalla neve
DESCRIPTION:Bloccati dalla neve\n\nArriva a Roma la divertente commedia con Vittoria Belvedere e Enzo Iachetti che divertito già mezza Italia\, riscuotendo un grande successo\n  \nDal 14 al 26 Febbraio – SALA UMBERTO\n  \n  \nPatrick è un uomo di mezza età che vive solitario in un cottage di campagna. Patrick ama stare da solo\, negli anni ha sviluppato una sorta di misantropia. Ma un giorno\, durante una violentissima tempesta di neve\, la sua pace viene turbata. È l’incontro con il destino. Stanno bussando alla porta. È Judith\, una donna che nel villaggio vicino. È interamente coperta di neve\, sui capelli sino formati addirittura dei ghiaccioli. Ha bussato alla porta di Patrick chiedendo pane e uova. \nPatrick\, indispettito\, la accontenta. Spera che Judith se ne vada presto. Purtroppo per lui le cose si complicano. La tempesta di neve diventa ancora più violenta e un comunicato della polizia intima a tutti gli abitanti dei dintorni di non uscire all’aperto e di barricarsi in casa. Patrick e Judith sono costretti a dover convivere in quella quarantena forzata. \nDue caratteri forti messi costantemente a confronto\, ventiquattro ore su ventiquattro. Lo scontro è inevitabile. Seguono giorni di litigi continui\, ma anche di risate e di momenti di pura follia. \nRiusciranno Patrick e Judith a trovare dei punti in comune\, nonostante appartengano a mondi completamente diversi? \nDiventeranno amici\, nonostante tutto\, anche dopo la fine della tempesta di neve? SNOWBOUND è una commedia brillante che ha come tema la convivenza tra persone diverse\, e per carattere e per il modo di concepire il mondo e la vita\, in una situazione al limite\, di estrema necessità. \nLo spettacolo è stato scritto durante il primo lockdown del 2020 da Peter Quilter\, autore delle commedie di successo “Glorious!” e “End of the Rainbow”. Quest’ultimo testo è stato adattato per il film “Judy” (2019)\, premiato agli Oscar. \n  \nNote sul regista Enrico Maria Lamanna – Napoletano doc\, ha curato la regia di numerosi spettacoli\, circa un centinaio\, portando in scena testi di autori italiani e internazionali\, come Annibale Ruccello (Notturno di donna con ospiti\, Le cinque rose di Jennifer\, L’ereditiera\, Mamma\, Se cantar mi fai d’amore)\, Giuseppe Patroni Griffi (Le rose rosse no!)\, David Goggin (Nonsense)\, Manlio Santanelli (Il mio cuore tra le tue mani\, Vita natural durante\, Uscita d’emergenza)\, Gianni Clementi (Ma che bell’Ikea! e L’ebreo\, che ha segnato il debutto sulle scene di Ornella Muti)\, Terrence McNally (Corpus Christi\, Amore! Coraggio! Pietà!)\, Sam Shepard (Le ultime ore di Henry Moss)\, Salvatore Di Giacomo (Assunta Spina)\, Jonathan Larson (Rent)\, Arthur Miller (Uno sguardo dal ponte\, Il mondo di Mr. Peters)\, Michael Kerns (Off)\, Silvano Spada (Tangeri\, Processo alla strega)\, Edoardo Erba (Il sindaco pescatore)\, Adriano Bennicelli (Radice di 2)\, Peter Quilter (Gloriosa!)\, Moises Kauffman (Laramie Project)\, David Auburn (La formula)\, Woody Allen (Pallottole su Broadway)\, André Gide (Gli amori degli altri)\, Edna Mazya (Voci dal cortile)\, solo per citarne alcuni. \nPer il cinema ha girato Atto senza parole di Samul Beckett\, cortometraggio vincitore del Golden Globe nel 2006\, e Angelo come te\, cortometraggio vincitore del Premio della Giuria \n  \n  \nMARIOLETTA BIDERI per BIS TREMILA \nENZO IACCHETTI E VITTORIA BELVEDERE IN \nBLOCCATI DALLA NEVE\nTraduzione e adattamento Enrico Maria Lamanna e Marioletta Bideri \nRegia di Enrico Maria Lamanna \nScene Fabiana di Marco Costumi Teresa Acone \nMusiche originali Adriano Pennino Disegno luci Marco Macrin \nDal 14 al 26 Febbraio – SALA UMBERTO \nTOURNÉE\nDal 14 al 26 febbraio – ROMA  Sala Umberto \n27 febbraio – FROSINONE – Teatro Nestor \n28 febbraio – GIFFONI Teatro Truffaut \n2 marzo – PRATOVECCHIO Teatro Comunale Antei \n3 e 4 marzo  – BOLOGNA – Teatro Celebrazioni \n5 marzo – SANT’EPIDIO A MARE – Teatro Cicconi \n7 marzo – CORINALDO – Teatro Goldoni \n9 marzo – VICCHIO – Teatro Comunale Giotto \n10 marzo – CAMAIORE – Teatro dell’Olivo \n11 marzo  – VENTIMIGLIA – Teatro Comunale \n12 marzo – BRA – Teatro Politeama \n14 marzo – PIOMBINO – Teatro Metropolitan \n15 marzo – CASTELFRANCO PIANDISCO – Teatro Capadaglio \n17 marzo – BOVISIO MASCIAGO – Teatro Campanella \n18 marzo – MELZO – Teatro Trivulzio \n19 marzo – CHIASSO – Cinemateatro di Chiasso \n21 marzo – ARGENTA – Teatro dei Fluttuanti \n22 marzo – SCANDICCI – Teatro Aurora \n2 e 3 maggio – MODICA – Teatro Garibaldi \n4 maggio – GELA – Teatro Eschilo \ndal 5 al 13 maggio – PALERMO – Teatro Massimo \n  \nSALA UMBERTO\nVia della Mercede\, 50\, 00187 Roma – pr**********@*********to.com \n14 – 18 Febbraio H 21 \n18-19 Febbraio H 17
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SUMMARY:Nascondino
DESCRIPTION:Nascondino\n  \nSul palco due attori adolescenti  tra bullismo\, segreti nascosti e un progetto pedagogico per le scuole\n  \nDal 14 al 19 febbraio – Teatro Lo Spazio\n  \nNascondino” lo spettacolo che unisce il teatro e la pedagogia. \nDal 14 al 19 febbraio il palcoscenico del Teatro Lo Spazio accoglie NASCONDINO\, spettacolo di Tobia Rossi\, diretto da Fabio Marchisio\, che si lega al mondo della riflessione socio pedagogica sull’adolescenza\, diventando un potente strumento di comunicazione\, formazione e denuncia sociale\, attraverso un progetto pedagogico e formativo\, pensato e sviluppato sia per gli adolescenti che per il pubblico adulto. \nPartendo da questi presupposti\, “Nascondino” mette in scena la storia di due adolescenti accomunati dal desiderio di fuga\, di rivalsa e di amore. Un racconto delicato ma potente e profondamente attuale per i suoi temi che\, come ci raccontano i fatti di cronaca\, colgono   gli adulti troppo spesso impreparati se non addirittura indifferenti. Un viaggio alla scoperta del mondo emotivo degli adolescenti\, del loro rapporto con il corpo e il sesso\, con la scuola\, con il fenomeno del bullismo\, divenuto ormai una vera e propria piaga sociale\, così come la dipendenza dai social. \n“Nascondino” è una favola nera sulla difficoltà di essere sé stessi all’interno di un tessuto sociale dominato dalle logiche della violenza\, dalla promozione della paura\, dal machismo interiorizzato\, dalla mancanza di comunicazione che genera solitudine. \nSi mescolano i generi\, dal thriller al melò\, dalla black comedy al racconto di formazione e si evocano immaginari pop dal mondo delle serie tv\, della letteratura e del cinema (Tobia Rossi). \n“Ci sono storie che devono essere raccontate ad una platea più ampia. \nIl teatro assolve il compito di rappresentare la realtà\, sottolineando spaccati di vita che fotografano la società di oggi. Storie autentiche che meritano attenzione e approfondimento che restituiscono consapevolezza e coscienza. Il teatro supera il teatro e si lega alla pedagogia come strumento di crescita\, di formazione e di grandi riflessioni.” \nQuesto il pensiero di Giuseppe Di Falco\, produttore dello spettacolo con la Montessori Brescia Società Cooperativa Onlus\, che raccoglie la sfida in un momento delicato per tutti. \nLo spettacolo si avvale della prestigiosa firma del prof. Raffaele Mantegazza\, docente di Scienze umane e pedagogiche dell’Università Bicocca di Milano\, che cura gli aspetti formativi e pedagogici del progetto\, ben consapevole di quanto il teatro possa essere educativo. “Quello che si mostra nello spazio di questo spettacolo – ci spiega – è un microcosmo dell’adolescenza e di tutte le sue difficoltà in un mondo che giudica\, etichetta\, condanna ma non capisce e forse soprattutto non ama. Una piccola grande tragedia che unisce e divide due sensibilità attraverso la carnalità delle loro presenze\, recuperata e persa al di là dell’invasione degli schermi”. \nSarà il prof. Mantegazza\, in occasione dei matinée previsti per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado\, a curare i dibattiti e gli interventi sui temi cardini dello spettacolo. \nLa regia dell’opera\, che ha debuttato ad ottobre 2021 a Brescia\, è firmata da Fabio Marchisio ed è impreziosita da una colonna sonora in surround 4.1 dal gusto cinematografico composta da Eleonora Beddini. Nascondino ha vinto il primo premio del Mario Fratti Award 2019 \, presentato a New York City\, presso l’Italian Cultural Institute\, col titolo Hide and seek\, con la seguente motivazione della giuria \n“Un dramma convincente\, ben articolato. Un gioco di forte impatto emotivo con passaggi poetici.L’autore è in grado di costruire un intersecarsi ambiguo di ruoli forti e deboli\, tra attrazione e repulsione. Pur in modo originale\, rispetto all’argomento\, l’opera si presenta come una seria testimonianza dei nostri tempi. La scrittura felice e la trama inquietante lo rendono un testo teatrale che parla ad un pubblico senza confini.” \nGiuria del Mario Fratti Award 2019 \nLa particolarità dello spettacolo è la presenza di due giovani attori under16 che daranno corpo e voce ai due protagonisti Gio e Mirko\, unici personaggi all’interno della storia: Andrea Manuel Pagella (16 anni\, Genova) e Luca Vernillo De Santis (17 anni\, Roma). I due ragazzi\, con già diverse esperienze artistiche all’attivo\, sono stati selezionati tra oltre 50 candidati in tutta Italia\, dopo una lunga fase di casting durata 3 mesi che si è conclusa a Brescia durante una tre giorni di lavoro teatrale e pedagogico sul testo. \nA conferma del valore teatrale\, sociale e pedagogico\, Nascondino\, oltre ad aver ricevuto il primo premio   Mario   Fratti   Award   2019\,   è   patrocinato   dal   Comune    di    Brescia\,    dalla Città metropolitana di Bologna e dal Centro Pedagogico “Officina Educazione”. \n  \nNascondino\nDi Tobia Rossi \nCon Andrea Manuel Pagella Luca e Vernillo De Santis \nMusiche Eleonora Beduini \nRegia Fabio Marchisio \nDal 14 al 19 febbraio  \nore 21.00; domenica ore 18 \nBiglietti: 15 euro – ridotto: 12 euro \n(bar aperto per aperitivo dalle 20.00) \nTeatro Lo Spazio\nVia Locri 43\, Roma \ninformazioni e prenotazioni \n339 775 9351 / 06 77204149 \nin**@************io.it \n  \n  \n 
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SUMMARY:Tutti parlano di Jamie
DESCRIPTION:Tutti parlano di Jamie\n  \nIl musical che ha incantato la scorsa stagione torna con il suo potente messaggio: non chiedere il permesso di essere te stesso\n  \nDal 14 febbraio al 5 marzo – Teatro Brancaccio \n  \nDopo il clamoroso successo di pubblico e critica al Teatro Brancaccio a marzo 2022 Tutti Parlano di Jamie il musical\, manifesto di una nuova generazione nel segno dell’inclusività\, è in tournée nei principali teatri italiani nella stagione 2022/2023. \nEdizione italiana del pluripremiato musical Everybody’s talking about Jamie è una storia di formazione moderna per una generazione alla ricerca della sua “vera” identità\, che vuole affermare sé stessa al di là del genere\, dell’orientamento sessuale e delle convenzioni sociali. Una storia\, come già avvenuto per Billy Elliot\, che parte da un piccolo paese inglese per portare la sua rivoluzione “gentile” in giro per il mondo. \nGiancarlo Commare veste gli scintillanti panni di Jamie\, attore rivelazione delle ultime stagioni televisive e cinematografiche\, dalla serie Skam Italia al film Maschile singolare\, dal Paradiso delle Signore alla serie Sky Original Romulus 2 a quella di Rai1 Rinascere nel ruolo di Manuel Bortuzzo. \nBarbara Cola\, cantante e interprete di svariati musical\, con la sua voce potente interpreta il ruolo di Margaret New\, la mamma di Jamie; l’attore e doppiatore Franco Mannella è Hugo\, alias la drag queen Logo Chanelle; Ludovica Di Donato\, attrice e affermata TikToker\, interpreta Ray\, l’amica del madre di Jamie. L’attrice e cantante Lisa Angellilo è Miss Hedge\, la severa insegnante di Jamie; Pritti\, l’amica del cuore di Jamie è Benedetta Boschi\, il bullo della scuola è Giovanni Abbracciavento. Umberto Noto interpreta il ruolo di una delle drag e del Padre di Jamie; l’altra del locale Legs Eleven è Sebastian Gimelli Morosini. \nLo spettacolo\, diretto da Piero Di Blasio (che ne ha curato anche l’adattamento)\, mette in scena nel classico stile del Musical Theatre\, un testo divertente ma anche commovente con canzoni pop e coreografie originali; uno stile fresco\, giovane ed immediato che\, grazie alla sua forza ed energia\, riesce a travolgere il pubblico con il suo messaggio di inclusività e libertà. \nLe musiche originali composte da Dan Gillespie Sells\, leader della band inglese “The feeling” attiva dalla seconda metà degli anni ’90\, rispecchiano il movimento pop progressive di quegli anni\, miste al nuovo soft-rock\, creando un’alchimia di musica e testi che catturano immediatamente il pubblico. “Puro pop britannico” come il compositore ama definire la colonna sonora di Tutti parlano di Jamie\, con qualche riferimento a band della scena pop inglese anni ‘80 come i celeberrimi Frankie Goes to Hollywood. \nLe coreografie di Laccio attingono da diversi generi: dal vogueging e waacking degli anni ’60/’70\, con movenze glamour e femminili\, alla street dance dei ghetti dai tratti più mascolini. Stili apparentemente lontani in un dialogo volto a celebrare le diversità e a comunicare qualcosa di nuovo e unico come Tutti parlano di Jamie. \nViola Produzioni\, detentrice per l’Italia dei diritti dello spettacolo\, per mettere in scena questo testo ha aspettato questo preciso momento storico\, con un tessuto sociale pronto per poter comprendere i messaggi importanti dello spettacolo. \nLa produzione italiana è l’unica autorizzata dall’originale anglosassone a mettere in scena una versione dello spettacolo completamente nuova: dalle scene ai costumi\, dalle coreografie alla regia\, senza però intaccare l’integrità di musica e testo. \n Per l’occasione sono state messe insieme le figure artistiche più rappresentative del settore e le più adatte ad un musical come Tutti parlano di Jamie e il collaudato cast creativo delle produzioni del Teatro Brancaccio: la regia dello spettacolo è di Piero Di Blasio\, già regista del musical La Piccola Bottega degli Orrori\, che per primo ha creduto nel progetto; le coreografie e la supervisione artistica sono firmate da Laccio (già direttore  artistico di The Voice of Italy e di X Factor\, e coreografo del Eurovision Song Contest 2022) che approda al musical per la prima volta\, con grande successo. \nLa direzione musicale è del Maestro Dino Scuderi\, direttore musicale di tanti musical italiani come Jesus Christ superstar\, Salvatore Giuliano\, La piccola bottega degli orrori oltre che compositore di musiche per il teatro e il cinema. Le scenografie sono firmate dal pluripremiato Alessandro Chiti (Rapunzel il musical\, La Regina di Ghiaccio il musical\, Aladin il musical geniale). I costumi sono stati affidati a Francesca Grossi\, (Rapunzel il musical\, La Regina di Ghiaccio il musical\, Aggiungi un posto a tavola\, Aladin il musical geniale\, La piccola bottega degli orrori). Il disegno luci è di Emanuele Agliati\, il disegno suono è di Emanuele Carlucci. \n  \nALESSANDRO LONGOBARDI in associazione con NICA BURNS presenta \nGIANCARLO COMMARE in \nMUSICHE E ORCHESTRAZIONI DI DAN GILLESPIE SELLS | LIBRETTO DI TOM MACRAE \nDA UN’IDEA ORIGINALE DI JONATHAN BUTTERELL \ncon: \nBARBARA COLA – Margaret New \nFRANCO MANNELLA – Hugo/ Loco Chanelle \nLUDOVICA DI DONATO – Ray \nLISA ANGELILLO – Miss Hedge \nBENEDETTA BOSCHI – Pritti Pasha \nUMBERTO NOTO – Drag/Padre di Jamie \nSEBASTIAN GIMELLI MOROSINI – Drag \nGIOVANNI ABBRACCIAVENTO – Dean Paxton \nENSEMBLE: \nANDREA SPATA – Cy | ELENA BARANI – Bex | ROBERT EDIOGU – Levi \nGIOVANNI ERNANI DI TIZIO – Mickey | ERICA MARINIELLO– Vicky \nGIUSEPPE MENOZZI – Sayd  MATILDE PELLEGRI – Becca |  GIOVANNA TINO – Fatimah \n  \nSCENE ALESSANDRO CHITI \nCOSTUMI FRANCESCA GROSSI \nDIREZIONE MUSICALE DINO SCUDERI \nSUPERVISIONE ARTISTICA E COREOGRAFIE LACCIO \nADATTAMENTO E REGIA PIERO DI BLASIO \nProduzione VIOLA PRODUZIONI in accordo con RGM PRODUCTIONS
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LOCATION:Teatro Brancaccio\, Via Merulana 244\, Roma\, Italia
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SUMMARY:Gli ultimi giorni di Agatha Von Braun
DESCRIPTION:Gli ultimi giorni di Agatha Von Braun\n  \nUn’atmosfera surreale\, una casa che rispecchia una gloria antica\, una donna e il suo desiderio di immortalità\n  \nDal 10 al 12 febbraio – Altrove Teatro Studio\n  \n  \nApproda a Roma\, all’Altrove Teatro Studio\, dal 10 al 12 febbraio\, GLI ULTIMI GIORNI DI AGATHA VON BRAUN\, spettacolo ideato e diretto da Francesca Lo Bue e Joaquin Nicolas Cozzetti. \nUna casa avvolta dalla polvere porta i segni di una gloria antica. Una contessa senza età canta a una pianta appassita mentre il suo maggiordomo muto spazza le foglie che cadono imperterrite dal soffitto. Due figure senza tempo in un luogo sospeso\, dove l’eternità è un susseguirsi indistinguibile di giorni e di tazzine da tè. Questo delicato equilibrio va in pezzi quando la contessa Agatha Von Braun scopre che il suo calendario termina l’11 novembre. Così Agatha si ritrova ad affrontare l’inconcepibile: per lei non ci saranno più un 12 novembre\, una primavera\, un Natale\, tantomeno un compleanno. Disperazione\, follia\, risate\, ricordi\, pianificazioni assurde\, ogni trovata è buona pur di cambiare la sorte. Surreale e autentico al tempo stesso\, Gli Ultimi Giorni di Agatha Von Braun è la parabola tragicomica di una donna di fronte alla finitezza dei propri giorni. \nIl terrore della morte accomuna gli uomini di ogni tempo\, cultura e società. \nIn scena troviamo una donna che si protegge dalla natura assurda della propria fine. \nPiuttosto che accettarla ne rimuove il pensiero e si rinchiude nella propria illusione d’eternità. La morte appare come una possibilità distante che non la riguarda. Muoiono gli altri\, non lei. \nIl carattere nobiliare di Agatha è stato scelto proprio per enfatizzare l’arroganza umana di fronte alla morte\, la presunzione infondata di avere a disposizione un numero infinito di giorni. Essi sono\, per l’appunto\, a nostra disposizione; l’esistenza e il tempo sono al nostro servizio: nient’altro che un semplice maggiordomo sul quale possiamo esercitare la nostra volontà. \nTuttavia\, in prossimità della morte\, questa gerarchia si capovolge. In questo ribaltamento emerge con forza la natura ridicola\, fragile e grottesca dell’essere umano. \nCrollata ogni illusione\, persa ogni speranza di poter aggirare la propria fine\, Agatha non può fare altro che accettarla. I giorni che\, nel loro banale e quotidiano susseguirsi\, apparivano dovuti\, si rivelano ora concessi. L’esistenza resta muta di fronte alla nostra disperata richiesta di aiuto e\, infine\, si rivela nel suo ruolo di vero padrone. \nLa pièce si sviluppa in un’atmosfera simbolica e surreale. \nNel salotto dove si svolge l’azione drammatica sembra non esistere altro tempo che quello scandito per Agatha. La polvere\, le piante secche\, le foglie che cadono dal soffitto\, sono i segni tangibili del suo declino: i sintomi di una catastrofe imminente. Siamo in uno spazio metaforico in cui l’universo coincide con l’io che lo abita e non esiste altro mondo al di fuori di quello conosciuto. Siamo di fronte ad un momento catartico dell’esistenza della protagonista: la realizzazione della sua finitezza e al tempo stesso del proprio esistere. \nLa poetica dello spettacolo è fortemente influenzata dalle opere di Beckett\, Pinter\, Ionesco e il teatro dell’assurdo. \nIn particolare\, punto di riferimento centrale della creazione è Il Re Muore di Eugène Ionesco\, con il quale condivide\, oltre al tema\, la chiave dell’umorismo e del grottesco. Del resto non deve sorprendere che la morte\, intesa come il fallimento per eccellenza – momento nel quale ogni volontà\, ogni tentativo di risoluzione e vittoria\, si scontrano con un’ineludibile sconfitta – offra anche preziosi spunti di riflessione comica. \nL’atmosfera assurda e onirica è realizzata attraverso una regia essenziale\, un’accurata ricerca estetica e una direzione anti-naturalistica dello stile recitativo. \nSe l’investigazione del movimento e delle forme è al centro del lavoro della compagnia\, altrettanto importante è la ricerca del testo. Per questo la compagnia collabora con la scrittrice Annalisa Ambrosio\, che segue le prove affinché la scrittura di scena e la stesura drammaturgica possano nutrirsi e stimolarsi a vicenda. \nLa contaminazione di linguaggi teatrali diversi  (prosa\, mimo corporeo\, teatro-danza\, acrobatica teatrale) rende questo spettacolo dinamico e fruibile da un pubblico eterogeneo. \n  \nGli ultimi giorni di Agatha Von Braun\nIdeazione e Regia Francesca Lo Bue e Joaquin Nicolas Cozzetti \nCon Francesca Lo Bue e Joaquin Nicolas Cozzetti \nTesti Annalisa Ambrosio \nProduzione Lo’Co Théâtre (Paris) \nCon il sostegno di Cavallerizza Irreale\, L’Asola Di Govi\, Associazione Naso in Tasca \nINFO \nDal venerdì al sabato ore 20 \nDomenica ore 17 \nALTROVE TEATRO STUDIO\nVia Giorgio Scalìa\, 53\nip******************@***il.com\nMP 351 8700413\nwww.altroveteatrostudio.it
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SUMMARY:Uno\, nessuno\, centomila
DESCRIPTION:Uno\, nessuno\, centomila\n  \nDuplice prova d’attrice\, dunque\, per Bargilli che interpreta tutto l’universo femminile tratteggiato da Pirandello nel suo romanzo per antonomasia\n  \nDal 10 al 12 febbraio -Teatro Duse\n  \nPippo Pattavina e Marianella Bargilli sono i protagonisti di ‘Uno\, nessuno e centomila’\, in scena al Teatro Duse di Bologna\, dal 10 al 12 febbraio (venerdì e sabato ore 21\, domenica ore 16). Ultime poltrone disponibili per vedere questa istrionica e umoristica versione teatrale ironica del celeberrimo romanzo omonimo di Luigi Pirandello. Pattavina\, decano del teatro siciliano\, veste i panni del protagonista Vitangelo Moscarda che perde completamente il senso di sé stesso quando la moglie Dida gli fa notare una piccola asimmetria del suo naso. Al suo fianco Marianella Bargilli nel ruolo della sensuale e frivola Dida\, ma anche della pura ed enigmatica nobildonna Anna Rosa. Duplice prova d’attrice\, dunque\, per Bargilli che interpreta tutto l’universo femminile tratteggiato da Pirandello nel suo romanzo per antonomasia. \nPubblicato nel 1925 a puntate\, in versione definitiva l’anno dopo\, ma iniziato nel decennio precedente\, non a caso\, l’ultimo romanzo del genio agrigentino (Premio Nobel per la Letteratura nel 1934) è la summa del suo pensiero\, della sua sterminata riflessione sull’essere e sull’apparire\, sulla società e l’individuo\, sulla natura e la forma. L’autore stesso\, in una lettera autobiografica\, lo definisce il romanzo “più amaro di tutti\, profondamente umoristico\, di scomposizione della vita”.  \nUn’opera attualissima\, dunque\, nella descrizione della perdita di senso che l’uomo contemporaneo subisce a fronte allo strabordare dei grandi sistemi antropologici e sociali\, dallo Stato alla famiglia\, dall’istituto del matrimonio al capitalismo. Apparati che finiscono per annullarlo\, inglobandolo e spingendolo sulla sottile linea di confine tra ragione e follia. \n“Bologna è una città che amo molto\, è stata la prima città in cui\, a vent’anni\, ho abitato da sola. Ci ho vissuto sei anni\, ho studiato al Dams Cinema e le prime esperienze teatrali sono iniziate lì\, negli spazi occupati\, con il mio gruppo di teatro danza” racconta Bargilli che aggiunge “anche quando mi sono trasferita\, ho continuato a viverla quando potevo\, e quando vedevo San Luca\, mi sentivo a casa”. “Sono felicissima di tornarci perché ogni volta rivedo i luoghi della memoria\, dove studiavo\, i bar\, le aule\, le case dove ho vissuto – conclude l’attrice – il Teatro Duse\, poi\, è un’istituzione\, quando ero ragazzina ci andavo a vedere gli spettacoli e sognavo di recitarci un giorno non lontano”. \nAccanto ai due protagonisti sono in scena anche Rosario Minardi\, Giampaolo Romani\, Mario Opinato. La regia è di Antonello Capodici\, le scene di Salvo Manciagli e le musiche di Maro Incudine. I costumi sono firmati dalla Sartoria Pipi Palermo. \n  \n  \nABC PRODUZIONI\, ATA CARLENTINI \nPippo Pattavina\, Marianella Bargilli \nUno\, nessuno\, centomila\ndi LUIGI PIRANDELLO \nregia ANTONELLO CAPODICI \ncon ROSARIO MINARDI\, GIAMPAOLO ROMANI\, MARIO OPINATO \nmusiche MARIO INCUDINE \nscene SALVO MANCIAGLI \ncostumi SARTORIA PIPI PALERMO \n Dal 10 al 12 febbraio 2023 | ore 21\, dom. ore 16 \nBIGLIETTI \nIntero          Ridotto        Mini \nPlatea                                                            29 euro        26\,50 euro          23\,50 euro \nPrima galleria e palchi                                    25 euro        23 euro          20\,50 euro \nPrima galleria e palchi con visibilità ridotta       21 euro        19 euro        18 euro \ne seconda galleria                                     \nBIGLIETTERIA  \nTeatro Duse\nVia Cartoleria\, 42 Bologna – Tel. 051 231836 – bi**********@********se.it \nDal martedì al sabato\, dalle ore 15 alle 19 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. \nOn line: teatroduse.it | Vivaticket \n 
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SUMMARY:Come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la Russia
DESCRIPTION:Come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la Russia\n  \nUn grande schermo con le foto di Teodoro scattate in Russia e un racconto che copre 5 anni di esperienze in una Nazione contestata\n  \nDal 10 al 12 febbraio – Teatro Basilica\n  \nSarà in scena al TeatroBasilica\, dal 10 al 12 febbraio\, Come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la Russia\, il nuovo spettacolo di e con Teodoro Bonci del Bene. \nIn scena c’è solo un grande schermo. Su questo schermo compaio-no immagini\, video\, e un album di fotografie che Teodoro ha scattato in Russia fra il 2004 e il 2009. Quando si parla di Russia\, è difficile credere a quello che si vede. Teodoro parte dal racconto dei 5 anni che ha vissuto in Russia\, documentandolo con delle immagini che ha scattato a Mosca. Questo racconto viene arricchito dalla lettura di alcuni brani: una poesia di Sergei Pushkin\, il frammento di un suo romanzo in cui racconta del bisnonno: “il negro di Pietro il Grande”\, una poesia di Ivan Vyrypaev\, alcuni racconti su uno stand up comedian bielorusso\, scappato a Mosca dalla repressione di Lukashenko e poi rifugiatosi a Kiev dopo l’inizio della guerra in Ucraina\, qualche ora prima che il KGB venisse a cercarlo nel suo appartamento. Lui fa stand up su questi fatti\, e la sua comicità grottesca parla di una tragedia reale. Fra i personaggi troviamo anche un famoso youtuber che vive in esilio a causa delle interviste che pubblica su internet. \nAltro personaggio protagonista del viaggio scenico di Teodoro Bonci Del Bene\, è il giovane artista russo\, che viene da un paese di provincia poverissimo\, dove in inverno fanno meno 40 gradi\, dove non c’è lavoro e “non c’è lo stato” (sono parole sue). Questo ragazzo è riuscito a diventare un comico di successo. Nei suoi spettacoli si esprime come un teppista di provincia\, denuncia le condizioni dei villaggi come quello in cui è nato\, e prende in giro il presidente e il suo entourage. Sa che potrebbe essere colpito molto duramente dalle forze governative che reprimono la libertà di espressione\, e rischia la vita ogni volta che sale sul palco. La comicità permette di parlare di cose importanti ad un pubblico molto vasto. A quanto pare i comici sono fra gli artisti più coraggiosi che la Russia abbia visto negli ultimi anni. \nQuesto succede perché non ci spiegano la differenza fra la paura e la fifa. Ma la differenza è enorme. Colossale. La paura è un sentimento buono: ti spinge ad agire. La fifa invece ti dice di non fare niente. \n  \nTeodoro Bonci del Bene \nCome ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la Russia\ndi e con Teodoro Bonci del Bene \naiuto regia e drammaturgia Francesca Gabucci \ncostumi Medina Mekhtieva \ntecnico audio Marco Mantovani \ntecnico video Andrea Ceccarelli \nprogetto grafico Claudio Fabbro \nuno spettacolo prodotto da Accademia Perduta/Romagna Teatri \n  \nINFORMAZIONI \nOrari: \nlunedì ore 19:00 \ndal martedì al sabato ore 21:00 \ndomenica 16:30 \nPrezzi: \nBiglietto intero € 18\,00 \nBiglietto ridotto € 12\,00 (studenti\, under 26\, operatori) \nBiglietto online € 15\,00 \nCarnet 4 spettacoli € 40\,00 \nTeatro Basilica\nPiazza di Porta San Giovanni 10\, Roma \nwww.teatrobasilica.com \nemail: in**@************ca.com \ntelefono: +39 392 9768519 \nLink utili \nSito   https://teatrobasilica.com/ \nFacebook https://www.facebook.com/TeatroBasilica \nInstagram   https://www.instagram.com/teatrobasilica/
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DESCRIPTION:Soffio\n  \nIspirato al film “fino all’ultimo respiro”\, al Teatrosophia viene proposto uno spettacolo poetico nella drammaturgia\, politico nel creare la scena\, poliziesco per la linea narrativa\n  \nDal 9 al 12 febbraio – Teatrosophia\n  \nDal 9 al 12 febbraio Teatrosophia ospita SOFFIO composto da Antonio Sinisi e ispirato al grande film Fino all’ultimo Respiro di Jean-Luc Godard. Una messa in scena dove classico e avanguardia si intrecciano. Ne risulta un corpo-a-corpo\, uomo-donna\, dove voce/corpo/scena/tempo sono gli assi di riferimento. In scena un’attrice e un attore giovani e bravissimi\, Erica Fusini e Gabriele Passaro. \nMichel\, ladro e truffatore\, mette a segno un colpo a Marsiglia\, rubando un’automobile. Dopo aver lasciato la città\, viene inseguito da un poliziotto per eccesso di velocità. Uccide il poliziotto per non essere arrestato. Tornato a Parigi per affari con l’intenzione poi di fuggire a Roma\, ritrova Patricia\, una ragazza di cui si era innamorato e che vorrebbe portare con sé in Italia. Le rivela pian piano la sua condotta delinquenziale e le fa capire che la sogna al suo fianco anche come complice della sua vita spericolata. Lei\, pur ricambiando l’amore\, cerca di allontanarsi da Michel perché lo ritiene troppo sfrenato. Michel\, accompagnato da Patricia\, continua la sua vita all’ultimo respiro\, rubando soldi e auto\, fumando e leggendo France Soir\, da cui apprende di essere braccato dalla polizia\, che è ormai sulle sue tracce. Michel cerca quindi di fuggire\, insistendo perché la ragazza lo segua in Italia. \nSoffio fa parte di una tipologia di drammaturgia che è un tempo si definiva PO (ovvero poliziesco/ poetico/politico). Poetico per capacità di suscitare immaginario e fantasie; politico per il modo di praticare il teatro; poliziesco per una trama che prevede un crimine. Poetico nella drammaturgia\, politico nel creare la scena\, poliziesco per la linea narrativa. \n  \nSoffio\ndi Antonio Sinisi \nispirato al film Fino all’ultimo Respiro di Jean-Luc Godard \nCon: Erica Fusini e Gabriele Passaro \nImmagini: VIRAGES FILMS PARIS \nScenotecnica e immagini: STEFANO PIETRINI \nCostumi: CLAUDIA FONTI \nProduzione: NATACHA VON BRAUN \nDal 9 al 12 febbraio\nTeatrosophia\nVia della Vetrina\, 7 – 00186 ROMA \nOrari spettacoli: \ngiovedì venerdì e sabato ore 21.00 \ndomenica ore 18.00 \nBiglietti: \nINTERO: Euro 14\,00+4\,00 per tessera associativa \nRIDOTTO: Euro 11\,00+4\,00 per tessera associativa \nPrenotazioni: \nhttps://www.teatrosophia.it/index.php/biglietteria \nin**@**********ia.com \n0668801089 – 353 3925682 \n 
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SUMMARY:Zio Vanja
DESCRIPTION:Zio Vanja\n  \nGiuseppe Cederna porta in scena un dramma russo: zio Vanja\, uno spettacolo che Cechov considerava come una commedia\n  \nDall’8 al 12 febbraio – teatro Parioli\n  \nSarà in scena al Teatro Parioli dal 8 al 12 febbraio 2023\, Giuseppe Cederna in ZIO VANJA\, di Anton Čechov\, adattamento e regia Roberto Valerio e con (in ordine alfabetico) Pietro Bontempo\, Mimosa Campironi\, Massimo Grigò\, Alberto Mancioppi\, Caterina Misasi\, Elisabetta Piccolomini.  \nGiuseppe Cederna\, volto molto amato dal pubblico di teatro e cinema sarà Zio Vanja\, Caterina Misasi sarà Elena e con loro\, sulla scena vedremo Alberto Mancioppi (il professore)\, Mimosa Campironi (Sonja)\, Elisabetta Piccolomini (Marjia)\, Pietro Bontempo (Astrov) e Massimo Grigò (Telegin). \nDramma russo che Čechov considerava però una commedia\, quasi un vaudeville\, che vide il debutto ufficiale il 26 ottobre 1899\, al Teatro d’arte di Mosca\, con la regia di Vladimir Ivanovič Nemirovič-Dančenko e Konstantin Sergeevič Stanislavskij\, Zio Vanja è la rappresentazione delle grandi illusioni\, di percorsi che iniziano per poi tornare al punto di partenza\, della noia\, che non è spazio per la creatività ma al contrario anticamera della depressione\, maschera della paura che paralizza impedendo di realizzare i proprio progetti e che Roberto Valerio ha deciso di restituire però con una messa in scena a contrasto\, energica\, movimentata. \nUno spazio vuoto. In primo piano una vecchia credenza ed un tavolo\, elementi che rimandano alla quotidianità della vita in campagna. Sullo sfondo appaiono e scompaiono elementi onirici o iperrealistici: un’altalena che scende dal cielo\, una botte di vino gigante per l’ubriacatura notturna\, un pianoforte che ricorda l’infanzia\, un albero di beckettiana memoria. È la scena che Valerio ha scelto per raccontare la vita che Vanja\, sua nipote Sonja\, l’anziana maman Marija\, Telegin e il dottor Astrov\, conducono in una casa rurale all’arrivo del proprietario\, l’illustre professor Serebrjakov e dalla sua bellissima seconda moglie Elena. I personaggi che si muovono davanti al pubblico non sono eroi e eroine\, sono persone comuni\, immerse nel flusso della vita\, con i quali è facile immedesimarsi\, che chi guarda può sentire immediatamente vicino. Sono anime smarrite con passioni\, slanci\, delusioni\, le stesse emozioni che accompagnano la vita di tanti. Ogni personaggio insegue i propri pensieri\, le proprie aspirazioni\, sogni\, sofferenze senza davvero comunicarli agli altri\, sordo a quelli dell’altro. Tutti desiderano il riscatto\, tutti sono incapaci di agire per ottenerlo\, vogliono amare e essere amati ma il desiderio non si tramuta mai in realizzazione. Nella commedia si bevono molta vodka e molto vino\, per diciassette volte Čechov invita a bere i personaggi: si evade la realtà\, si cerca l’illusione che apre varchi di finta soddisfazione “Quando non c’è vita vera\, si vive di miraggi”\, dice\, ad un certo punto zio Vanja. \nRoberto Valerio dice: “È un’opera delle occasioni mancate\, della rinuncia\, basata su un vero e proprio meccanismo di inerzia. Così come in Beckett i due clown Vladimiro ed Estragone attendono Godot\, così i personaggi di Čechov attendono\, invano anch’essi\, la felicità e un futuro migliore. Ma non manca l’ironia\, che anzi pervade tutto il testo”. L’opera presenta continui spunti burleschi e tragicomici: il ridicolo tentativo di Vanja di uccidere il Professore Serebrjakov con un colpo di pistola\, il penoso tentativo di suicidio dello stesso Vanja con una bustina di morfina\, il goffo corteggiamento alla bella e ambigua Elena da parte sempre di Vanja\, le ubriacature notturne\, le tante piccole stranezze che coltivano tutti i personaggi e che li rendono degli amabili stravaganti bislacchi\, sono solo alcuni esempi. “Tu sei il re dei buffoni”\, dice il dottor Astrov a Vanja. Una messinscena che oscilla tra realismo e onirico\, tra dramma e commedia\, tra risate e pianti\, tra malinconie cecoviane ed energia pura. Uno spettacolo dove le immagini\, i suoni e la recitazione si compenetrano per rappresentare la tragicommedia della vita. \nLo spettacolo è presentato ancora una volta da ATP Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale che\, negli anni\, ha prodotto molti spettacoli di successo firmati da Roberto Valerio\, tra i quali Tartufo\, Il Vantone\, di Pasolini\, L’Impresario delle Smirne\, di Goldoni\, Casa di Bambola\, di Ibsen. \nProssime repliche dello spettacolo: al Teatro degli Animosi di Carrara il 14 e 15 febbraio\, al Teatro Curci di Barletta\, dal 17 al 19 febbraio. A marzo “Zio Vanja” sarà al Teatro Remondini di Bassano del Grappa il 2\, al Teatro Marconi di Abano Terme il 3\, al Teatro Pacini di Pescia il 4\, al Teatro Francesco Ramarini di Monterotondo il 5\, al Teatro Verdi di Pisa il 25 e 26. \n  \nGiuseppe Cederna  in \nZio Vanja\ndi Anton Čechov \nadattamento e regia Roberto Valerio \ncon (in ordine alfabetico) Pietro Bontempo\, Mimosa Campironi\, Giuseppe Cederna\, \nMassimo Grigò\, Alberto Mancioppi\, Caterina Misasi\, Elisabetta Piccolomini \ncostumi Lucia Mariani – luci Emiliano Pona – suono Alessandro Saviozzi \nallestimento Associazione Teatrale Pistoiese \nproduzione ATP Teatri di Pistoia Centro di Produzione Teatrale \ncon il sostegno di Ministero della Cultura\, Regione Toscana \n  \nPERSONAGGI E INTERPRETI\nALEKSANDR VLADIMIROVIÈ SEREBRJAKOV\, professore in pensione \nAlberto Mancioppi \nELENA ANDREEVNA\, sua moglie \nCaterina Misasi \nSOF’JA ALEKSANDROVNA (SONJA)\, sua figlia di primo letto \nMimosa Campironi \nMARIJA VASIL’EVNA VOJNICKAJA\, vedova\, madre della prima moglie del professore \nElisabetta Piccolomini \nIVAN PETROVIÈ VOJNICKIJ (VANJA)\, suo figlio \nGiuseppe Cederna \nMICHAIL L’VOVIÈ ASTROV\, medico \nPietro Bontempo \nIL’JA IL’IÈ TELEGIN\, proprietario terriero in miseria \nMassimo Grigò \nTeatro Parioli\nOrari Repliche \nDal mercoledì al sabato ore 21; l domenica ore 17 \nBIGLIETTERIA\nVia Giosuè Borsi\, 20 \nhttps://www.ilparioli.it/abbonamenti-e-biglietti/ \nE-MAIL: bi**********@*******li.it – TELEFONO 06 5434851\nServizio WhatsApp 3517211283 \nORARIO DI APERTURA \nDal 17 ottobre\, dal martedì al venerdì 10.00–13.30/14.30–19.00. Sabato e domenica 12.00–19.00. Lunedì chiuso. \nLa biglietteria dopo le 19.00 resterà aperta fino ad inizio spettacolo solo per le operazioni riguardanti lo stesso. \nBus Linea 52 – 53 – 223 fermata Piazza Santiago del Cile \nTaxi Stazione taxi Piazza Santiago del Cile \n  \n          PARCHEGGI CONVENZIONATI \n\nParioli Garage – Viale Parioli\,162 06 8082380\nGarage Parioli 2000 – Viale Parioli 11/c Tel. 06 8076188\nParking Locchi – Via Vittorio Locchi\, 15 Tel.06 89134837 * chiude alle ore 21.00*\n\n*Domenica chiusi*
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SUMMARY:Faccia un'altra faccia
DESCRIPTION:Faccia un’altra faccia \n  \nDal 7 al 19 febbraio – Teatro Dé Servi \n  \n  \nArriva a Roma\, dal 7 al 19 febbraio\, sul palcoscenico del Teatro de’ Servi\, FACCIA UN’ALTRA FACCIA\, spettacolo di Tiziana Foschi e Antonio Pisu. \nPersone\, tipologie umane che ho visto passare (ma anche restare) in molti anni di questo mestiere. Facce che in scena si amplificano\, diventano grottesche pur di strappare una risata\, e in platea ognuno riconosce il vicino di casa\, il giornalaio\, il collega di ufficio\, la suocera\, ma mai se stesso. \n  \nÈ l’antico gioco della parodia: trasformare persone in personaggi e situazioni quotidiane in ciò che vale la pena di raccontare. Del resto le storie di uomini e di donne sono sempre state il bersaglio della mia curiosità e il trasformismo l’abito ideale alla mia timidezza. \n  \nLe facce sono proiezioni di realismo\, sono facce contemporanee\, che raccontano l’attualità\, ma anche facce di sogno cinico e garbato. Sono i tanti connotati che ho. \n“La faccia è l’unica zona del corpo che mostriamo nuda“ \nA volte è inclusiva e accogliente altre è scostante\, inadeguata. \nQuesto spettacolo cerca di scatenare una risata\, stimolare un pensiero\, suscitare un ricordo…cerca una nuova faccia da mostrare. \n  \nFaccia un’altra faccia\ndi Tiziana Foschi\, Antonio Pisu \nCon  Tiziana Foschi e la partecipazione di Antonio Pisu \nRegia: Antonio Pisu \nOrganizzazione: Enza Felice \nLuci e fonica: Pietro Frascaro \nProduzione/Distribuzione: Nicola Canonico per la Good Mood \nDAL 7 AL 19 FEBBRAIO \nOrario spettacoli \nda martedì a venerdì ore 21 / sabato ore 17.30 e ore 21 / domenica ore 17.30 \nBiglietti € 24 \nTeatro de’ Servi\nVia del Mortaro 22\, Roma \ninfo: 06 6795130 \n 
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