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SUMMARY:Primavera
DESCRIPTION:Primavera\n  \nUno spettacolo per parlare di vicende personali e legate ai propri cari\, con un unica di uscita: il suicidio. Sarà proprio il gesto estremo l’epilogo di un’amicizia a caratterizzare la settimana di Expo al teatro Belli?\n  \nUna nuova settimana al Teatro Belli con Expo – Teatro Italiano Contemporaneo\, Rassegna diffusa di drammaturgia italiana contemporanea\, ideata da Società Per Attori\, da Franco Clavari e Andrea Paolotti. \nDal 22 al 27 aprile Primavera scritto e diretto da Pietro Gattuso con Giovanni Andrei\, Ugo Caprarella\, Francesca Gregori\, Piergiorgio Mazzarella\, Chiara Onofri. Perché́ cerchiamo sempre di far credere ai nostri cari che va tutto bene? Per proteggerli? A volte sarebbe meglio la cruda verità piuttosto che aspettare e causare una catastrofe. Due ragazzi molto giovani\, Luca e Francesca\, sono giunti alla scelta estrema del suicidio. Lo spettacolo è un alternarsi di vicende legate alle loro vite e ai rispettivi rapporti con le uniche persone a loro care. Per Francesca il padre\, Gianmarco\, single\, pronto a tutto pur di mantenere gli studi della figlia. Per Luca la sorella Cecilia\, malata terminale che non ha ancora il coraggio di dirlo al fratello. Quando entrambi li abbandoneranno\, Luca e Francesca non vedranno altra soluzione che cercare di “raggiungerli”. La loro conoscenza però farà nascere qualcosa. Amicizia? Amore? Altro? Grazie a questo incontro scopriranno una nuova speranza e\, forse per la prima volta nella loro vita\, qualcuno con cui condividere tutto. \n  \nEXPO – TEATRO ITALIANO CONTEMPORANEO \nrassegna diffusa di drammaturgia italiana contemporanea \nPRIMAVERA  \nscritto e diretto da Pietro Gattuso \ncon Giovanni Andrei\, Ugo Caprarella\, Francesca Gregori\, Piergiorgio Mazzarella\, Chiara Onofri \nDal 22 al 27 aprile \nTeatro Belli\nPiazza di Sant’Apollonia 11 Romapalmacci \nOrari da martedì a venerdì ore 21.00 \nsabato ore 19.00 \ndomenica ore 17.30 \nPrezzi: Interi € 18\,00 – Ridotti € 15\,00 \nTEATRO BELLI \npiazza Santa Apollonia\, 11a \ntel. 065894875 \nin**@*********li.it – www.teatrobelli.it \n 
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SUMMARY:Dora in avanti
DESCRIPTION:Dora in avanti\n  \nDora Kieslowsky è il centro di un testo-gioco ma serio come la vita vera\n  \n17 e 18 febbraio – Teatro Kopò\nAl Teatro Kopo’ il 17 e 18 febbraio appuntamento con DORA IN AVANTI\, spettacolo di Domenico Loddo con la regia di Christian Maria Parisi. \nQuesto testo è un gioco. Un gioco serio\, però. Come la vita vera. Dentro ci sono parole che si muovono in cerchi concentrici\, con l’intento di creare un gorgo emotivo. Al centro di questo gorgo troviamo lei\, Dora Kieslowsky\, che è la protagonista di questa storia\, ma ne è anche l’antagonista\, come pure\, ad un certo punto\, ne diventa persino drammaturga e regista. \n  \nPer leggere l’articolo completo clicca QUI \nDORA IN AVANTI\nDi Domenico Loddo \nCon Silvana Luppino \nRegia Christian Maria Parisi \nLuci Guillermo Laurin \nScene Valentina Sofi \nProduzione Teatro Primo \n17 FEBBRAIO 2024 ORE 21.00 \n18 FEBBRAIO 2024 ORE 19.00 \nTEATRO KOPO’-ROMA \nBiglietti: 15 euro \nTeatro Kopò \nVia Vestricio Spurinna\,47 – Roma – 00175 -Italia\nMetro Numidio Quadrato \nInfo e prenotazioni: \n06 76910181.\nSMS Whatsapp e/o Telegram 373 8720558
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SUMMARY:Interruzioni: le crepe dell'anima
DESCRIPTION:Interruzioni: le crepe dell’anima\n  \nDebutta in prima assoluta al Teatro Lo Spazio\, dal 15 al 18 febbraio\, INTERRUZIONI. Le crepe dell’anima\, spettacolo tratto dal libro omonimo di Camilla Ghedini e adattato e diretto per la scena da Paolo Vanacore\n  \nDal 15 al 18 febbraio – Teatro Lo Spazio\n  \n“Non sono una moglie\, non sono una vedova\, ma sono una madre perché ho partorito. Anche se di un figlio ammazzato\, ammazzato da me”. Siamo in un’aula di Tribunale. Anna è una donna che ha ucciso il proprio figlio di sei mesi. Racconta i fatti senza filtri\, senza giustificazioni\, senza auto assolversi. Non si sente in colpa\, non vuole punirsi\, non cerca il perdono\, non è disperata. E’ capitato. E’ colpevole. Aspetta di sapere la pena che le sarà inflitta. Olga è il Pubblico Ministero. Dura\, risoluta\, senza figli per vicissitudini varie\, vibra ad ogni parola di Anna. Vorrebbe indignarsi in nome del diritto che consente l’interruzione di gravidanza\, della possibilità di scegliere se generare o meno\, Vorrebbe forse odiarla\, percepirla come disumana. Vorrebbe non avere dubbi. Perché si uccide un figlio? Attorno a questa domanda si snoda INTERRUZIONI. Le crepe dell’anima\, che affronta un tema delicato e spiazzante come l’infanticidio\, che chiama la società e il concetto di maternità. Nonostante la violenza che ci circonda\, non siamo infatti culturalmente pronti a cercare di comprendere perché una madre\, polo affettivo e punto di riferimento per il figlio e per la sua crescita\, possa togliergli la vita. Il testo\, adattamento teatrale di Paolo Vanacore dall’omonimo libro di Camilla Ghedini\, ha visto la supervisione tecnica e scientifica di Alessandra Bramante\, psicoterapeuta perinatale\, Presidente di Società Marcé Italiana per la salute mentale perinatale\, autrice di libri tra cui Mamme che uccidono (Celid). \n  \nPer leggere l’articolo completo clicca QUI!  \n  \n \nInterruzioni \nLe crepe dell’anima \nDi Camilla Ghedini \nAdattamento e regia Paolo Vanacore \ncon Carmen Di Marzo \nDAL 15 AL 18 FEBBRAIO \nTEATRO LO SPAZIO\nBiglietti: intero 15 euro – ridotto 12 euro \n(bar aperto per aperitivo dalle 20.00) \nSpettacoli ore 21\, domenica ore 17 \nTeatro Lo Spazio \nVia Locri 43\, Roma \ninformazioni e prenotazioni \n339 775 9351 / 06 77204149 \nin**@************io.it \n 
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SUMMARY:Tu - NON - sei il tuo lavoro
DESCRIPTION:Tu – NON – sei il tuo lavoro\n  \nAll’interno della rassegna di drammaturgia italiana contemporanea EXPO\, che promuove i giovani autori e compagnie italiane\, viene presentato il lavoro di Rosella Postorino\n  \nDal 13 al 18 febbraio – Teatro Belli\n  \nHa preso il via al Teatro Belli EXPO – Teatro italiano contemporaneo\, una rassegna di nuova drammaturgia che intende promuovere gli autori italiani e le giovani compagnie che operano sul territorio nazionale. \n“Come impresa che opera nello spettacolo dal vivo da oltre quarant’anni ci siamo resi conto di quanto importante sia sostenere un settore\, quello autoriale italiano\, che negli anni passati ha incontrato difficoltà nel trovare luoghi di incontro con il pubblico e di conseguenza nel rigenerarsi”_ annota Società per Attori. “Abbiamo notato che i cartelloni dei nostri teatri riservano alla drammaturgia italiana uno spazio circoscritto a pochi autori assunti ormai all’epiteto di classici\, lasciando a numerosi nuovi drammaturghi esigue possibilità di farsi conoscere\, di confrontarsi e di crescere. “ \nDal 13 al 18 febbraio appuntamento con  TU (NON) SEI IL TUO LAVORO con la regia di Sandro Mabellini. \n \nPer leggere l’articolo completo clicca QUI \nSocietà per Attori presenta \nEXPO – TEATRO ITALIANO CONTEMPORANEO \nRassegna di drammaturgia italiana contemporanea \n TU (NON) SEI IL TUO LAVORO\ndi Rosella Postorinoi \ncon Maria Lomurno\, Francesco Patanè \nregia\, luci e spazio scenico Sandro Mabellini \nproduzione Accademia Perduta / Romagna Teatri \nDal 13 al 18 febbraio \norario spettacoli \nda martedì a venerdì ore 21\,00 \nsabato ore 19\,00 \ndomenica ore 17\,30 \nPrezzi: Interi € 20\,00 – Ridotti € 15\,00 \nTEATRO BELLI\npiazza Santa Apollonia\, 11a \ntel. 065894875 \nin**@*********li.it – www.teatrobelli.it
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SUMMARY:Born in the solvay
DESCRIPTION:Born in the solvay\n  \nUno tra i più grandi imitatori della tv italiana\, Ubaldo Pantani\, arriva al teatro Sala Umberto per una serata ricca di personaggi\n  \n12 febbraio – Teatro Sala Umberto\n  \nUbaldo Pantani\, uno dei più grandi imitatori della nostra tv\, protagonista indiscusso in programmi come “Quelli che il calcio”\, “Mai dire” e “E che tempo che fa”\, amato dal pubblico per i personaggi di grande successo da lui proposti come Lapo Elkann\, Massimo Giletti\, Max Allegri\, Gigi Buffon\, Paolo Del Debbio\, Mario Giordano e molti altri\, toglie le vesti da imitatore e arriva finalmente a teatro il 12 febbraio al Teatro Sala Umberto di Roma. Con Born in the Solvay\,  il titolo dello show scritto dallo stesso attore insieme a Carlo Conti e Simone Tamburini\, il pubblico assisterà ad un Pantani inedito\, senza maschere\, che si racconta per la prima volta dal vivo\, ripercorrendo la sua carriera artistica e non solo\, in un monologo acuto e ironico. \nCONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO QUI \nBorn in the Solvay\nscritto da Ubaldo Pantani\, Carlo Conti e Simone Tamburini \ncon Ubaldo Pantani \nDirezione tecnica Massimiliano Gionti \nAssistente di scena Filippo Maria D’Andrea \nProduzione AltraScena \nALTRA SCENA presenta \nscritto da Ubaldo Pantani\, Carlo Conti e Simone Tamburini \n12 febbraio – Teatro Sala Umberto \nTEATRO SALA UMBERTO\nvia della Mercede 50 \nInfo e prenotazioni \n06 6794753 attivo dalle 16:00 alle 18:00 dal martedì al sabato\nwhatsapp 345 9409718 \nBiglietti Platea 25.00 – Galleria 20.00
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DESCRIPTION:Ginger e Fred\n  \nGinger e Fred\, il consumismo\, Fellini\, tv e pubblicità\, che cosa cambia oggi?\n  \nDal 16 al 21 gennaio – Teatro Quirino\n  \n \nGinger e Fred\ndi Federico Fellini\, Tonino Guerra\, Tullio Pinelli \nadattamento e regia Monica Guerritore \ncon Monica Guerritore e Massimiliano Vado \ne con (in o. a.) Alessandro Di Somma\, Nicolò Giacalone\, Francesco Godina\, Diego Migeni\, Lucilla Mininno\, Valentina Morini\, Claudio Vanni\, Mara Gentile \nscenografia Maria Grazia Iovine\ncostumi Walter Azzini\ncoreografie Alberto Canestro\nlight design Pietro Sperduti\ndirettore allestimento Andrea Sorbera \nuna coproduzione Teatro della Toscana\nAccademia Perduta/Romagna Teatri\nSocietà per Attori \nTeatro Quirino\nvia delle vergini\, angolo via Minghetti \n+39.06.67.94.585 \nbiglietteria dal martedì al sabato 11:00/18:00 – domenica 12:00/18:00 \nlunedì riposo settimanale \n 
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SUMMARY:Il profeta scorretto: Giorgio Gaber
DESCRIPTION:Il profeta scorretto: Giorgio Gaber\n  \nUno spettacolo per Giorgio Gaber a 11 anni dalla sua scomparsa\n  \nDall’11 al 14 gennaio – Teatro Belli\n  \n  \nAl Teatro Belli il nuovo anno si inaugura con Il profeta scorretto: Giorgio Gaber\, scritto e diretto da Riccardo Leonelli\, in scena dall’11 al 14 gennaio. \n \nIl profeta scorretto: Giorgio Gaber\ncon Riccardo Leonelli\, Emanuele Cordeschi\, \nLorenzo D’Amario e Emanuele Grigioni \nallestimento Leonardo Martellucci \ncanzoni e monologhi Gaber\, Luporini \ntecnico luci Marco Giamminoni \ndrammaturgia originale e regia Riccardo Leonelli \ndall’11 al 14 gennaio 2024 \nTEATRO BELLI- ROMA\norario spettacoli \nda giovedì a venerdì ore 21\,00 \nsabato ore 19\,00 \ndomenica ore 17\,30 \nPrezzi: Interi € 20\,00 – Ridotti € 15\,00 \n Teatro Belli \npiazza Santa Apollonia\, 11a \ntel. 065894875 \nin**@*********li.it – www.teatrobelli.it
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DESCRIPTION:Belongings lo spettacolo che apre Trend\n  \nAl teatro Belli inizia la XXII edizione del festival dedicato alle nuove frontiere della scena britannica curato da Rodolfo di Giammarco\n  \nDal 27 al 29 novembre – Teatro Belli\n  \nFederica Quartana e Massimo Roberto Beato Belongings lo spettacolo che apre Trend \nDal deserto\, paesaggio di una guerra moderna\, al campo di battaglia di una cucina di Chippenham\, nel Wiltshire\, una cittadina nell’Inghilterra del sud. \nUn testo teso\, forte\, drammatico. Un’altra opera che mette sotto i riflettori il ruolo della donna nella nostra società\, raccontandoci la sua estenuante ricerca di un’identità e di un luogo tranquillo da poter chiamare casa. \nPer saperne di più clicca qui! \n  \nDal 27 al 29 novembre ore 21 \nBELONGINGS \ndi Morgan Lloyd Malcolm \nregia Jacopo Bezzi \ncon Massimo Roberto Beato     Stefano Guerrieri \nFederica Quartana     Veronica Rivolta \ntraduzione Enrico Luttmann \nproduzione La Compagnia dei Masnadieri \nTREND \nnuove frontiere della scena britannica – XXII edizione \nfestival a cura di Rodolfo di Giammarco \n1 novembre – 17 dicembre 2023 \nTeatro Belli – piazza Sant’Apollonia 11/a- 06 5894875 \nspettacoli ore 21\,00 – ingresso posto unico € 18
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DESCRIPTION:Marshmellows\n  \nLo spettacolo terzo classificato al concorso “idee nello spazio” arriva al teatro Lo Spazio\n  \n10-11 ottobre – Teatro Lo Spazio\n  \nMarshmellows \nDebutta il 10 e 11 ottobre al Teatro Lo Spazio\, dopo essersi classificato terzo al concorso “Idee nello Spazio 2023”\, lo spettacolo MARSHMALLOWS\, scritto e diretto da Angela Ciaburri\, in cui si prova a gettare una luce sulla generazione Y\, “i millennials”\, una fascia spesso ritenuta poco interessante\, perché reputata di transizione e di passaggio. \nLeggi tutto sullo spettacolo al seguente link –> https://saracolangeli.com/marshmellows/ \n  \n  \n  \n  \nMarshmellows \n(terzo classificato concorso IDEE NELLO SPAZIO ) \nscritto e diretto da Angela Ciaburri \ncon Adele Piras\, Bianca Mastromonaco\, Simone Cammarata\, Luca Filippi \n10-11ottobre \nore 21.00 \nBiglietti: 15 euro – ridotto: 12 euro \n(bar aperto per aperitivo dalle 20.00) \nTeatro Lo Spazio \nVia Locri\,42 \ninformazioni e prenotazioni \n06 77076486 / 06 77204149\nin**@************io.it
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SUMMARY:Comicità e diritti civili al teatro Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Comicità e diritti civili al teatro Tor Bella Monaca\n  \nIl racconto dedicato a Rocco Chinnici metterà la platea di fronte all’integrità della sua figura\, mentre la musica punta a sensibilizzare contro la discriminazione in occasione della XIX settimana di azione contro il razzismo\n  \nDal 22 al 26 marzo – Teatro Tor Bella Monaca\n  \n“Non tutti i ladri vengono per nuocere” apre la settimana del TBM. Mercoledì 22 marzo lo spettacolo prodotto da G.O.S.T. e diretto da Omar Mohamed vede in scena Paola Saccoman\, Lara Panighetti\, Katia Calati\, Adriano Martinez\, Alberto Guerrasio\, Alessandro Audino e Ivan Andreello. Il problema non è svaligiare una casa\, il problema è svaligiare la casa giusta e avere un “palo” che sappia fare il suo mestiere. Ma anche per quello ci vuol talento. Se poi in quella casa\, invece di essere disabitata\, c’è un via vai di coppie fedifraghe\, la miscela alchemica è perfetta per innestare il più efficace degli schemi drammaturgici rendendo la commedia sintesi e vera espressione del gioco teatrale. Assistente alla regia: Ilaria Basilico. \nDa giovedì 23 a sabato 25 marzo sul palco del teatro sarà in scena “Mio padre\, un magistrato – Storia di Rocco Chinnici ucciso dalla mafia\, raccontata dalla figlia” una produzione Cooperativa Tamtam. Di e con Clara Costanzo\, accompagnata dalle musiche originali dal vivo di Roberto Izzo\, la rappresentazione è dedicata a Rocco Chinnici\, giudice pioniere dell’antimafia\, assassinato con una fiat 126 imbottita di tritolo. Rocco Chinnici è un personaggio poco conosciuto da chi non ha vissuto nella sua epoca. Fu il primo ad affermare che per combattere la mafia bisognasse colpirla negli affari economici; fu il primo ad intuire l’unitarietà e l’interdipendenza fra tutte le famiglie mafiose e conseguentemente\, l’interconnessione dei grandi delitti di mafia; fu il primo a modificare radicalmente il metodo di lavoro dei magistrati\, cercando di affrontare unitariamente l’esame del fenomeno; chiamò a lavorare con lui Borsellino e Falcone; istituì quello che\, solo dopo la sua morte\, prenderà il nome di POOL ANTIMAFIA; ideò un metodo di lavoro apprezzato e ripreso anche dall’FBI; fu il primo a portare la sua testimonianza nelle scuole\, a parlare direttamente ai ragazzi\, convinto che educare le giovani generazioni ad una nuova coscienza\, fosse l’unica arma per costruire un futuro migliore. Fu ucciso dalla prima autobomba piazzata da cosa nostra\, il 29 luglio 1983. \n“Chi me l’ha fatta in testa?”\, tratto dall’omonimo best seller di Werner Holzwarth e Wolf Erlbruch\, intratterrà il pubblico dai 3 anni in su domenica 26 marzo. Prodotto da Seven Cults\, lo spettacolo è scritto da Aharon Levin e Yaron Edelstein\, per la traduzione di Miriam Horowitz. Claudia Della Seta dirige Sofia Diaz\, Claudia Della Seta e Ana Kusch che si calano nella storia di una graziosa Talpa\, ma decisamente miope\, alla quale accade un piccolo incidente: qualcuno le ha fatto la cacca in testa! Ma chi è il colpevole? Per scoprirlo\, la Talpa dovrà svolgere argute ed esilaranti indagini tra tutti gli animali con grande delizia di bambini e adulti. Alla domanda “sei tu che me l’hai fatta in testa?” ciascun personaggio risponderà “Io la faccio così” e mostrerà le varie fattezze e consistenze delle sue puzzolenti produzioni. Riuscirà la Talpa\, alla fine\, a rintracciare il responsabile? Certo che sì! Grazie all’aiuto di due esperti del settore: due mosche! Un piccolo delizioso classico diventato celebre nel corso degli anni perché sdogana l’argomento tabù più amato dai piccoli\, che però fa parte di tutti noi come mangiare e respirare e i bambini questo lo sanno! E allora sorprendiamoli con questa storia garbata e un po’ puzzolente\, godendoci le loro risate e scoperte. Musiche originali: Itamar Gross; Scene: Roberta Gentili; Costumi: Federico Polucci. \n“Unendo le voci”\, produzione I.I.S. “Edoardo Amaldi” e A Buon Diritto Onlus\, è l’appuntamento musicale che conclude la settimana al TBM. Domenica 26 marzo si aprirà il sipario sul concerto delle ragazze e dei ragazzi dell’I.I.S. “Edoardo Amaldi”. Alessandro Cardinale\, Afif Ben Fekih insieme ad Altrove\, accompagnata da Mario Puorro e Giulia Salsone\, Dunen Mubin e i 66Kif\, composti da Afif Ben Fekih\, Riccardo Celi\, Thameur Jebari\, daranno vita a un’esibizione canora che tocca tematiche sociali. La musica\, infatti\, è da sempre considerata un importante strumento di espressione e riflessione. Un mezzo che permette di raccontare storie e dare voce a lotte\, istanze\, richieste\, attraverso cui parlare di diritti e di concetti grandi come la libertà e la giustizia\, i pregiudizi e le discriminazioni\, il razzismo e l’antirazzismo\, la fratellanza\, l’inclusione. Con questa consapevolezza\, in occasione della XIX settimana di azione contro il razzismo\, è nato e si è sviluppato il progetto “Unendo le voci”\, un laboratorio di composizione musicale partecipativa e multiculturale di A Buon Diritto Onlus a cui hanno partecipato alcune studentesse e studenti dell’I.I.S. “Edoardo Amaldi”. Durante il laboratorio le ragazze e i ragazzi hanno composto\, registrato e prodotto dei brani musicali insieme al musicista e ingegnere del suono Afif Ben Fekih e all’artista Alessandro Cardinale. \nDa un progetto di A Buon Diritto Onlus. Il progetto ha ricevuto un finanziamento nazionale pubblico dall’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni razziali nell’ambito delle attività della XIX settimana di azione contro il razzismo. \n  \nTeatro Tor Bella Monaca  – Arena Teatro Tor Bella Monaca  \nVia Bruno Cirino angolo Via Duilio Cambellotti raggiungibile con Metro C o   Linea Bus 20\nAmpio parcheggio disponibile \nSpettacoli ore 21; ore 18 \nPer informazioni e prenotazioni:\nTelefono 062010579  (dalle 10:30 alle 19:30)\nMessaggi whatsapp  3920650683\npr********@******************ca.it \nBotteghino:   dal martedì  alla domenica dalle 10\,30 alle 21\,30\nwww.teatrotorbellamonaca.it – www.teatriincomune.roma.it\nAcquisto online su Vivaticket \nBIGLIETTI\nintero 12\,00 Euro\nridotto 10\,00 Euro\ngiovani 8\,00 Euro\nGIFT CARD 78\,00 Euro (10 ingressi)
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SUMMARY:Nannarè
DESCRIPTION:Nannarè\n  \nGiulia Ricciardi torna al suo primo amore. Diretta da Patrizio Cigliano porta sul palco una storia contro ogni femminicidio\, il tragico viaggio di una puttana\n  \n21 e 22 marzo – Teatro Cometa Off\n  \nVa in scena il 21 e il 22 marzo al Teatro Cometa Off\, NANNARE’ \, novità assoluta di e con Giulia Ricciardi\, diretta da Patrizio Cigliano. \nGiulia Ricciardi torna al suo primo amore. Dopo anni dedicati principalmente al cinema e alla commedia\, una delle attrici più apprezzate e versatili del panorama italiano\, ha deciso di tornare a tuffarsi nelle vibranti e agitate acque del dramma. Questo emozionante monologo era parcheggiato nella sua penna da oltre 15 anni e sembra aver convogliato in questa grande prova d’attrice tutte le importanti esperienze fatte con i migliori registi Italiani\, da Giancarlo Sepe a Gigi Proietti\, che hanno punteggiato una carriera fatta di tanto “bel teatro serio”. Poi c’è stata la sua escursione nel cabaret (da Zelig a Colorado come autrice e comica) e la dedizione alla scrittura di commedie “al femminile”\, sempre esplorando con precisione l’animo delle donne\, nella sua profonda accezione tragi-comica. L’incredibile successo delle “stremate”\, la prima Serie Teatrale al Mondo\, con 7 commedie (ma continueranno!) destinate a sbancare ai botteghini dal 2014 ad oggi\, tra una risata e un paradosso le ha riacceso la fiamma del racconto “serio” e quell’idea di “Nannarè” ha ripreso forma…. \nIl titolo richiama l’inarrivabile Anna Magnani\, ma il racconto va da tutt’altra parte. Nannarè è una puttana romana\, già “matura”\, che si racconta senza falsi pudori. Nell’ambiente “di lavoro” è stata ribattezzata Nannarè perché\, con la sua romanità spudorata\, la sua schiettezza ineluttabile\, il suo aspetto e i suoi colori ricorda l’indimenticata attrice. E’ una donna del popolo\, e forse la troviamo durante un interrogatorio di fronte alla Polizia. O forse no. A chi parla? Con chi\, si mette così a nudo mostrando anche le sue molte fragilità? Parla di una vita difficile\, faticosa\, pericolosa\, lasciandoci intuire le molte violenze cui è stata sottoposta fin da bambina\, già obbligata a “battere” il marciapiede. Cerca un perdono? Una redenzione? …E davanti a chi? La sua umanità è emozionante\, commovente\, trasgressiva e a volte persino fastidiosa\, ma niente è come sembra e Nannarè si metterà in gioco… forse per l’ultima volta. \n“Dopo tanta commedia\, tornare a dirigere Giulia in una dimensione che ha accantonato per troppo tempo\, quella drammatica\, è un tuffo nelle emozioni\, nella vibrante arte del Teatro “necessario” che\, partendo dalla realtà di una società pericolosa\, attraverso il palcoscenico diventa simbolo\, metafora\, significato e condivisione di urgenze narrative\, anche per concedersi\, ogni tanto\, di pensare a quelle crepe della frenetica società moderna\, in cui vale la pena di fermarsi e “sentire” il dolore delle ferite del mondo”_ annota Patrizio Cigliano. “Con viva attenzione al mondo delle donne\, in un tempo scandito dall’orrore di continui e inaccettabili femminicidi. E chi conosce Giulia solo per la sua graffiante vena comica\, che l’ha caratterizzata in questi ultimi 15 anni\, scoprirà un’attrice straordinaria\, intensa e commovente: un’attrice. Punto. “ \n  \nNannarè\nNovità di e con Giulia Ricciardi \nRegia di Patrizio Cigliano \nRegista collaboratrice: Claudia Genolini \n21 -22 marzo ore 21 \nTEATRO COMETA OFF\nVia Luca della Robbia\, 47 (Testaccio) \nTel: 06.57.28.46.37 – www.cometaoff.it \n21 e 22 marzo 2023 – ore 21\,00
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SUMMARY:Io sono Nijinsky
DESCRIPTION:Io sono Nijinsky\n  \nCome le notizie di vita comune sconvolgono il ballerino russo Nijinsky\, già provato dall’infortunio personale\n  \nDal 17 al 19 marzo – Teatro Lo Spazio\n  \nArriva a Roma\, al Teatro Lo Spazio\,  dal 17 al 19 marzo\, IO SONO NIJINSKY\, spettacolo di e con Daniele Bernardi\, liberamente tratto da i diari dei Balletti Russi di Vaslav Nijinsky. \nSaint Moritz\, inverno del 1918-1919. Da un anno e mezzo trasferitosi in Svizzera in attesa che la guerra finisca\, il ballerino Vaslav Nijinsky comincia a dare segni di squilibrio. Anche se non sono chiare le cause del male\, più eventi sembrano concorrere al suo manifestarsi e uno sembra assumere un ruolo particolarmente simbolico: la notizia della morte del fratello\, malato di nervi fin dall’infanzia. Così\, mentre il paesaggio elvetico si imbianca\, Nijinsky prende a comportarsi in modo incomprensibile gettando una piccola comunità nel caos. E nel farlo redige febbrilmente un celebre diario\, che sarà pubblicato solo in un secondo momento. Proseguendo la sua ricerca nei territori della follia\, Daniele Bernardi dedica uno spettacolo alla dolorosa figura del «Dio della danza» proprio attraverso una personale elaborazione di questo scritto. \nLo spettacolo sarà inoltre in scena a Milano\,  all’Argomm Teatro\, il 14 e 15 aprile. \n  \n  \n\nIo sono Nijinsky\nliberamente tratto da i diari dei Balletti Russi \ndi e Con Daniele Bernardi \na partire dall’opera di Vaslav Nijinsky \nDal 17 al 19 marzo ore 21; domenica ore 18 \nBiglietti: 15 euro – ridotto: 12 euro \n(bar aperto per aperitivo dalle 20.00) \nTeatro Lo Spazio\nVia Locri 43\, Roma \ninformazioni e prenotazioni \n339 775 9351 / 06 77204149 \nin**@************io.it
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SUMMARY:Non andartene docile
DESCRIPTION:Non andartene docile\n  \nE se la perdita non fosse una strada a senso unico? Cosa rimane di una relazione\, due settimane dopo la sua fine? E due anni dopo?\n  \nDal 3 al 12 marzo – Teatro Altrove Studio\n  \nDebutta in prima assoluta  dal 3 al 12 marzo all’Altrove Teatro Studio\, NON ANDARTENE DOCILE\, il nuovo spettacolo scritto da Andrea Giovalè e \ndiretto dallo stesso Giovalè con Michele Eburnea\, Sara Mafodda\, Mersila Sokoli. \nE se la perdita non fosse una strada a senso unico? Cosa rimane di una relazione\, due settimane dopo la sua fine? E due anni dopo? \nAle\, Bene e Fede cercano a tentoni le risposte nello spazio caotico e scomodo di una casa frammentata\, mentre le loro storie\, passate\, future o immaginarie\, tornano a bussare alla porta. Non hanno strumenti per affrontarle\, solo un mucchio di scatole con dentro i loro compromessi\, le contraddizioni e le fragilità che conoscono\, o non conoscono ancora\, gli uni degli altri. \nRipercorrendo frammenti di passato\, setacciando ipotesi di futuro\, non rinunciano al progetto di ricomporre qualcosa che si è rotto\, o di cancellare del tutto i segni della rottura. Chissà se ne usciranno tutti interi. \nNon andartene docile è un percorso di ricerca ed esplorazione attorno\, ma soprattutto oltre\, il tema del distacco e del limite. \nDopo il dolore della crescita in una società noncurante\, questo spettacolo affronta un momento più specifico della vita: il contatto con la perdita e con l’assenza. \nChe si rivolgano al passato o al futuro\, i protagonisti lo fanno con uno sguardo fratturato\, parziale\, soggettivo\, ferito. La scena\, quindi\, restituisce loro una visione non lineare\, incompleta\, ma non per questo meno vera. \nCosa accade a una persona quando ce ne separiamo? E andare avanti\, qualunque cosa significhi\, è davvero l’unica risposta? \nDomande che fanno da fondamenta dinamiche a uno spettacolo che\, di riflesso\, sperimenta con i linguaggi – drammatico\, grottesco\, onirico\, commovente – per plasmarli fino a trovare qualcosa di nuovo. Allo stesso modo\, i personaggi dovranno piegare la realtà che conoscono\, le regole che la società ha insegnato loro\, per giungere alle risposte che\, forse\, li attendono alla fine del viaggio\, anzi\, un poco oltre. \n  \n  \nNon andartene docile\nDi Andrea Giovalè \nCon Michele Eburnea/ Lorenzo Fochesato\, Sara Mafodda\, Mersila Sokoli \nRegia Michele Eburnea\, Sara Mafodda\, Mersila Sokoli\, Andrea Giovalè \nDal 3 al 12 marzo \nALTROVE TEATRO STUDIO\nVia Giorgio Scalìa\, 53\nip******************@***il.com\nMP 351 8700413\nwww.altroveteatrostudio.it \nDal venerdì al sabato ore 20 \nDomenica ore 17
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SUMMARY:Diario Elettorale
DESCRIPTION:Diario Elettorale\n  \nLa stagione del teatro Spazio18B è al giro di boa e propone uno spettacolo inusuale sulle elezioni italiane\n  \n Dal 2 al 5 marzo – Teatro Spazio 18B\n  \nInaugura la seconda parte della stagione del Teatro Spazio 18b\, nel cuore della Garbatella\, DIARIO ELETTORALE\, spettacolo scritto\, diretto e interpretato da Mario Migliucci\, in scena dal 2 al 5 marzo. \nUn incontro al seggio\, due giovani scrutatori al servizio della democrazia\, lui e Lei\, ore e ore dietro a un banco\, scambiandosi giusto qualche parola. \nPoi tutto finisce\, in attesa della prossima chiamata alle urne: un referendum\, le politiche\, un ballottaggio\, ogni voto potrebbe essere l’occasione giusta per rivedere Lei. In mezzo scorre la vita\, scritta\, raccontata\, immaginata.  Legati da un filo invisibile\, lanciato da lui senza che Lei\, l’eletta\, nemmeno lo sappia. \n“Diario Elettorale” è un progetto di scrittura che ha visto succedersi più fasi di creazione e sedimentazione. La prima tappa risale\, circa dieci anni addietro\, alla stesura quotidiana di un diario sotto forma epistolare\, con destinataria una ragazza conosciuta nelle vesti di scrutatore durante le operazioni di voto. Una ragazza mai più vista e sentita\, a cui un ipotetico giorno fare arrivare in qualche modo i messaggi a lei destinati. \n“In questa prima fase che ancora non prevedeva un’evoluzione teatrale il dichiarato modello di riferimento è stato il romanzo Che tu sia per me il coltello di David Grossman\, autore a me particolarmente caro in quanto legato al mio debutto teatrale professionistico\, avvenuto nel 1998 con Il giardino d’infanzia di Riki\, sua unica opera teatrale”_ annota Mario Migliucci. \n“Del romanzo di Grossman mi ha conquistato la creazione di un universo parallelo\, un mondo fuori del mondo\, che del mondo però inevitabilmente si nutre\, che rende possibile una comunicazione autentica tra due esseri umani. Un uomo vede una donna\, se innamora\, o meglio\, sente un legame invisibile\, le scrive\, e conseguentemente si scrive\, con la comprensione totale di colui che ama\, con la spietatezza della lama di un coltello. Le prime pagine del mio diario epistolare le ho scritte prima ancora di finire di leggere quelle del romanzo di Grossman. Quello era il modello\, la materia da lavorare ovviamente era la mia\, il caso singolare a cui adattarlo era il mio. E così per un po’ mi sono scritto\, scrivendo alla mia musa\, Donatella\, la ragazza del seggio. Poi mi sono fermato\, pensando di poter ricominciare da un momento all’altro\, sarebbe bastato scrivere di nuovo quel nome\, Donatella\, in cima a una pagina del mio blocco-diario. Ma non è successo. Quindi\, più recentemente\, mi sono riletto e trascritto\, parola per parola\, da blocco a nuovo documento word. Ho sentito la brace scoppiettare ancora sotto la cenere del tempo raccontato e trascorso e ho pensato fosse arrivato il momento. Il momento di far arrivare a Donatella le parole a lei destinate. E ho capito che il mio ufficio postale di riferimento non poteva essere che il teatro. E allora sono ripartito da tre domande. \nCosa mi ha spinto un giorno a cominciare a scriverle? Cosa mi ha spinto\, una volta compiuti diciotto anni\, a cominciare a collezionare con cura i miei certificati elettorali? \nChe cosa\, con il passare del tempo\, ha fatto perdere di senso ad entrambe le decisioni? I certificati ho smesso di conservarli\, perché sostituiti dalla tessera elettorale. Ma avrei continuato a farlo\, se ancora esistessero? Li rivestirei ancora di qualche particolare importanza? Oppure\, uscito dal seggio (perché a votare continuo ad andarci)\, appallotterei quel foglio per gettarlo nel più vicino cassonetto per il riciclo della carta? Ah\, benedetto senso civico.. Ah\, benedette illusioni.. Ho ritenuto che i due elementi\, privato e politico\, andassero intrecciati. Mi è piaciuto pensare che il luogo dell’incontro con Donatella\, la mia eletta immaginaria\, un seggio elettorale\, non fosse poi così casuale. Entra dunque in gioco il secondo modello di riferimento\, La giornata di uno scrutatore di Italo Calvino\, illuminante esempio di cortocircuito tra vicenda personale e contesto generale\, limpido racconto di sentimenti e considerazioni di un servitore della democrazia rappresentativa. Decisivo incontro infine si è rivelato\, come nelle mie intenzioni\, quello con Mariaclara Verdelli\, Laura Benvenga\, Giulia Anita Bari e Javier Salnisky e le musiche da loro eseguite\, nelle diverse versioni dello spettacolo finora presentate. Come in un seggio elettorale\, ognuno al suo posto\, ci si divide compiti e strumenti\, al servizio di questa nostra storia.” \nChi è Mario Migliucci – Attore e autore. Debutta come attore in teatro nel 1998 in Il Giardino d’Infanzia di Riki di David Grossman\, con la regia di Stefano Viali. Dal 2004 lavora con la Compagnia Locomoctavia in Giorno d’Estate di Slawomir Mrožek e Hamlet. di W. Shakespeare\, con la regia di Daniele Fior. Nel 2007 debutta al Teatro dell’Orologio di Roma Doktoro Esperanto\, monologo da lui scritto e interpretato\, da allora in scena anche nella versione in esperanto. Nel 2011 porta in scena per la prima volta Primo Sguardo\, di cui è autore e interprete. Nel 2012 lavora all’adattamento teatrale del romanzo La ragazza e il professore di Jean-Claude Carrière\, realizzando lo spettacolo Bussando alla porta di Einstein\, regia di Giles Smith. Dal 2015 è in scena con il suo testo Diario Elettorale. Nel 2018 è attore per la compagnia Afrodita in Il bambino sogna di Hanoch Levin\, regia di Cludia della Seta e Stefano Viali. Nel 2019 è in scena con I miei soldi\, regia di Adriano Saleri\, di cui realizza l’adattamento teatrale dal romanzo Mon chèque di Jean Claude Carrière. Partecipa come attore e autore alle produzioni di Teatro Forum Amore ti odio\, L’interferenza\, Lupi nella Rete (finalista RomaFringeFestival 2021 – sezione TUBE) per Il Teatro Invisibile. \nHa recentemente lavorato nel documentario cinematografico per Rai3 D’Annunzio\, l’uomo che inventò sé stesso\, regia di Stefano Viali e Francesca Pirani (2021) e La stranezza di Roberto Andò (2022) \n  \nDiario Elettorale\ndi e con Mario Migliucci \n musica Giulia Anita Bari \nJavier Salnisky \ndisegno luci Dario Aggioli \n contributo realizzazione video  \nGianluca D’Apuzzo – Karma Gava \nDAL 2 AL 5 MARZO \nTEATRO SPAZIO 18B-ROMA\nvia Rosa Raimondi Garibaldi 18B\, 00145 ROMA (zona Garbatella) \nORARIO SPETTACOLI \ndal giovedì al sabato ore 20.30\, domenica ore 18.00 \nbiglietto intero EURO 18\,00\, biglietto ridotto EURO 13\,00 \ntessera associativa euro 2\,00 \nTEATRO SPAZIO 18B \nPRENOTAZIONE OBBLIGATORIA \nTEL 06.92594210 WAPP 333.3305794 \nCONTATTI \nBiglietteria e Front Office \nbi**********@*******8b.com    www.liveticket.it
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SUMMARY:Casalinghi disperati
DESCRIPTION:Casalinghi disperati\n  \nChi l’ha detto che gli uomini senza le mogli non riescono a cavarsela? Torna la commedia esilarante che vede come protagonisti gli uomini separati\n  \nDal 28 febbraio al 12 marzo – Teatro dè Servi\n  \n  \nTorna in scena a Roma\, al Teatro de’ Servi\, dal 28 febbraio al 12 marzo\, CASALINGHI DISPERATI la brillante commedia scritta da Cinzia Berni e Guido Polito\, diretta da Nicola Pistoia. \nLe problematiche affrontate dagli uomini separati\, tra spese di mantenimento\, appuntamenti concordati per vedere i figli\, delusioni e incertezze\, raccontate in chiave ironica\, sono le tematiche al centro della commedia. Tre uomini separati vivono insieme in un appartamento\, devono affrontare tutte le problematiche della convivenza e della vita da separati. Nonostante i turni per chi cucina o fa le pulizie i tre uomini trovano un loro equilibrio\, l’arrivo di un ospite leggermente bipolare sconvolgerà la loro vita. \n  \nLa Bilancia Produzioni presenta \nCasalinghi disperati\ndi Cinzia Berni e Guido Polito \nregia di Nicola Pistoia \ncon Giancarlo Fares\, Andrea Catarinozzi\, Valerio Giombetti e Stefano Tomassini \nDal 28 febbraio al 12 marzo  \nTEATRO DE’ SERVI-ROMA \nOrario spettacoli\nda martedì a venerdì ore 21 / sabato ore 17.30 e ore 21 / domenica ore 17.30 \nBiglietti € 24 \nTeatro de’ Servi \nVia del Mortaro 22\, Roma \ninfo: 06 6795130 \nwww.teatroservi.it
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SUMMARY:Io per te come un paracarro ed eretici al Tor Bella Monaca
DESCRIPTION:Io per te come un paracarro ed eretici al Tor Bella Monaca\n  \nIn scena due spettacoli che puntano lo sguardo alla contemporaneità e l’altro che trasporta nel mondo delle favole\, con Daniele Parisi che ha già avuto un notevole riscontro dal pubblico\n  \nDal 20 al 26 febbraio – Teatro Tor Bella Monaca\n  \n“Io per te come un paracarro”\, prodotto da Altra Scena\, sarà in scena da martedì 21 a sabato 25 febbraio. Scritto e diretto da Daniele Parisi\, racconta di una coppia che sta per dare alla luce un figlio. I due decidono di partire e cercano un luogo dove costruirsi un avvenire decente. I famigliari di lui\, vittime di antiche patologie non risolte\, non riescono a dissuadere i due dal voler intraprendere questo viaggio. Lungo il tragitto la coppia incontrerà diverse umanità alla deriva: c’è una Maga Indovina sfaticata che tradisce la sua antica funzione oracolare; c’è chi si indebita\, chi ruba\, chi vende per strada\, chi è rinchiuso nelle proprie manie ossessivo-compulsive e\, infine\, chi vede nella contraddizione l’unica possibilità per essere coerente. Nel frattempo la fame aumenta e ci si ascolta sempre meno. La drammaturgia è accompagnata da un tappeto musicale composto sulla scena\, grazie all’utilizzo di una loop station con cui vengono incisi dal vivo i quadri sonori. È dunque il suono della voce a disegnare lo spazio ridotto all’osso: l’immancabile separé\, un appendiabiti\, un microfono per la loop-station. È pertanto l’azione scenica a definire i personaggi che si materializzano davanti agli spettatori\, utilizzando solo pochi elementi: a volte un capello\, un foulard o un paio di guanti. Un viaggio lungo un tempo indefinito. Una storia narrata da un attore solo\, parlato a più voci. Tragico\, comico suo malgrado. \n  \nVenerdì 24 e sabato 25 febbraio il palco del TBM ospita “Eretici”\, prodotto da Lo Stanzone delle Apparizioni e Loft Produzioni. Per la regia di Matteo Marsan\, lo spettacolo vede in scena Tomaso Montanari\, che anche l’autore del testo\, affiancato da Daniela Morozzi. Eretico dal greco aireo scegliere. L’eretico è colui che sceglie\, la scienza\, l’arte\, la politica\, i diritti civili\, la disobbedienza\, la pittura\, persino la Chiesa: un principio di eresia è presente in tutto ciò che coinvolge l’essere umano. Gli eretici possono essere uomini o donne\, assassini o santi\, pazzi o estremamente lucidi.\nE allora come riconoscerli? Gli eretici sono coloro che\, nei secoli\, sono stati additati come diversi\,  che si sono distinti\, che si sono messi da parte per le loro idee\, che hanno infiammato pulpiti e che hanno vissuto nascosti. Inoltre\, sono coloro che hanno pagato con la vita per difendere un’idea e che hanno pagato il loro conto con la giustizia per mantenere viva la propria disobbedienza. Gli eretici hanno volontariamente rinunciato alla vita\, difendendola in tutte le sue forme e manifestazioni; sono i non allineati\, le presenze scomode\, le voci di una coscienza collettiva spesso afona. Gli eretici sono donne e uomini che\, attraverso le epoche\, non si sono piegati al pensiero unico\, ma ci hanno lasciato l’eredità più importante: il coraggio di scegliere la libertà e la propria strada. “Eretici” è un libro scritto dallo storico dell’arte\, accademico\, saggista e firma de “Il Fatto Quotidiano”\, Tomaso Montanari\, in cui l’autore racconta alcuni degli “eretici” che hanno attraversato la Storia in una lettura particolare\, per costruire anticorpi contro il più pericoloso virus in circolazione: il pensiero unico. “Eretici” ora\, è anche uno spettacolo teatrale. Sul palco\, l’attrice Daniela Morozzi e Stefano ‘Cocco’ Cantini\, sassofonista noto a livello internazionale\, una delle voci più personali e liriche nello scenario della musica jazz\, accompagnano l’autore. Lo storico duo artistico\, con la regia di Matteo Marsan\, permette di realizzare un “Reading” fuori dai canoni tradizionali: non si canta infatti\, ma si legge\, e la musica qui\, di altissimo livello\, non assume mai la funzione classica e/o didascalica\, di sottofondo o colonna sonora. I ritratti dei nostri eretici sono dunque raccontati contemporaneamente da entrambi i linguaggi\, in un continuo dialogo tra loro. Si dipanano così le storie di Tina Anselmi\, Caravaggio\, Rosa Luxemburg\, Don Lorenzo Milani\, Lev Tolstoj\, Virginia Woolf. Donne e uomini che hanno dimostrato per tutta la vita che costruire un mondo diverso è possibile. Difficile\, ma sempre più necessario\, come ci ricorda\, nella scelta dei suoi Eretici\, lo stesso Montanari. Musiche dal vivo Stefano “Cocco” Cantini; Coordinamento tecnico Davide Lettieri; Segreteria organizzativa Monica Cerretelli e Lorenzo Del Mastio. \n  \nLa settimana si conclude con “I vestiti nuovi dell’imperatore”\, prodotto da Il Teatro della Scuola\, dedicato ai bambini dai 6 anni in su. La favola di H. C. Andersen sarà trasposta sul palco del teatro domenica 26 febbraio. Santa Spena ne cura la regia e l’adattamento e guida un gruppo di ragazzi che si caleranno nei panni dei personaggi inventati da Andersen: Flavio Lombardi\, Valentina Coletta\, Marilisa Sposito\, Matteo Fiori\, Daniele Filogna e Giulia Taloni. Quanto siamo disposti a distaccarci dalla massa e ad avere un nostro\, proprio pensiero critico? Spesso ci nascondiamo dietro la paura di non essere accettati dagli altri con la conseguenza di (fingere di) non vedere una verità palese. Quanto è invece liberatorio e soddisfacente esclamare: “Il Re è nudo!”. Un Re vanitoso\, interessato più al suo aspetto che al suo regno\, è alla ricerca di qualcuno che gli possa cucire l’abito più bello mai indossato da un imperatore. Si propongono a sua maestà due sarti (veri o finti?) che vengono pagati a peso d’oro per cucire l’incredibile vestito. Ma non tutto andrà come previsto. I due sarti infatti si riveleranno due truffatori che\, in realtà\, non stanno cucendo nulla. Nessuno però alla corte ha il coraggio di ammettere che il vestito “non c’è”\, per paura di essere tacciato come persona poco intelligente che non riesce a scorgere la vera bellezza di questi vestiti. Solo l’innocenza di un bambino svelerà la realtà. Organizzazione generale Luca Cardillo; Direzione Artistica Beppe Farina; Illustrazione & grafica Marilisa Sposito.
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DESCRIPTION:Nascondino\n  \nSul palco due attori adolescenti  tra bullismo\, segreti nascosti e un progetto pedagogico per le scuole\n  \nDal 14 al 19 febbraio – Teatro Lo Spazio\n  \nNascondino” lo spettacolo che unisce il teatro e la pedagogia. \nDal 14 al 19 febbraio il palcoscenico del Teatro Lo Spazio accoglie NASCONDINO\, spettacolo di Tobia Rossi\, diretto da Fabio Marchisio\, che si lega al mondo della riflessione socio pedagogica sull’adolescenza\, diventando un potente strumento di comunicazione\, formazione e denuncia sociale\, attraverso un progetto pedagogico e formativo\, pensato e sviluppato sia per gli adolescenti che per il pubblico adulto. \nPartendo da questi presupposti\, “Nascondino” mette in scena la storia di due adolescenti accomunati dal desiderio di fuga\, di rivalsa e di amore. Un racconto delicato ma potente e profondamente attuale per i suoi temi che\, come ci raccontano i fatti di cronaca\, colgono   gli adulti troppo spesso impreparati se non addirittura indifferenti. Un viaggio alla scoperta del mondo emotivo degli adolescenti\, del loro rapporto con il corpo e il sesso\, con la scuola\, con il fenomeno del bullismo\, divenuto ormai una vera e propria piaga sociale\, così come la dipendenza dai social. \n“Nascondino” è una favola nera sulla difficoltà di essere sé stessi all’interno di un tessuto sociale dominato dalle logiche della violenza\, dalla promozione della paura\, dal machismo interiorizzato\, dalla mancanza di comunicazione che genera solitudine. \nSi mescolano i generi\, dal thriller al melò\, dalla black comedy al racconto di formazione e si evocano immaginari pop dal mondo delle serie tv\, della letteratura e del cinema (Tobia Rossi). \n“Ci sono storie che devono essere raccontate ad una platea più ampia. \nIl teatro assolve il compito di rappresentare la realtà\, sottolineando spaccati di vita che fotografano la società di oggi. Storie autentiche che meritano attenzione e approfondimento che restituiscono consapevolezza e coscienza. Il teatro supera il teatro e si lega alla pedagogia come strumento di crescita\, di formazione e di grandi riflessioni.” \nQuesto il pensiero di Giuseppe Di Falco\, produttore dello spettacolo con la Montessori Brescia Società Cooperativa Onlus\, che raccoglie la sfida in un momento delicato per tutti. \nLo spettacolo si avvale della prestigiosa firma del prof. Raffaele Mantegazza\, docente di Scienze umane e pedagogiche dell’Università Bicocca di Milano\, che cura gli aspetti formativi e pedagogici del progetto\, ben consapevole di quanto il teatro possa essere educativo. “Quello che si mostra nello spazio di questo spettacolo – ci spiega – è un microcosmo dell’adolescenza e di tutte le sue difficoltà in un mondo che giudica\, etichetta\, condanna ma non capisce e forse soprattutto non ama. Una piccola grande tragedia che unisce e divide due sensibilità attraverso la carnalità delle loro presenze\, recuperata e persa al di là dell’invasione degli schermi”. \nSarà il prof. Mantegazza\, in occasione dei matinée previsti per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado\, a curare i dibattiti e gli interventi sui temi cardini dello spettacolo. \nLa regia dell’opera\, che ha debuttato ad ottobre 2021 a Brescia\, è firmata da Fabio Marchisio ed è impreziosita da una colonna sonora in surround 4.1 dal gusto cinematografico composta da Eleonora Beddini. Nascondino ha vinto il primo premio del Mario Fratti Award 2019 \, presentato a New York City\, presso l’Italian Cultural Institute\, col titolo Hide and seek\, con la seguente motivazione della giuria \n“Un dramma convincente\, ben articolato. Un gioco di forte impatto emotivo con passaggi poetici.L’autore è in grado di costruire un intersecarsi ambiguo di ruoli forti e deboli\, tra attrazione e repulsione. Pur in modo originale\, rispetto all’argomento\, l’opera si presenta come una seria testimonianza dei nostri tempi. La scrittura felice e la trama inquietante lo rendono un testo teatrale che parla ad un pubblico senza confini.” \nGiuria del Mario Fratti Award 2019 \nLa particolarità dello spettacolo è la presenza di due giovani attori under16 che daranno corpo e voce ai due protagonisti Gio e Mirko\, unici personaggi all’interno della storia: Andrea Manuel Pagella (16 anni\, Genova) e Luca Vernillo De Santis (17 anni\, Roma). I due ragazzi\, con già diverse esperienze artistiche all’attivo\, sono stati selezionati tra oltre 50 candidati in tutta Italia\, dopo una lunga fase di casting durata 3 mesi che si è conclusa a Brescia durante una tre giorni di lavoro teatrale e pedagogico sul testo. \nA conferma del valore teatrale\, sociale e pedagogico\, Nascondino\, oltre ad aver ricevuto il primo premio   Mario   Fratti   Award   2019\,   è   patrocinato   dal   Comune    di    Brescia\,    dalla Città metropolitana di Bologna e dal Centro Pedagogico “Officina Educazione”. \n  \nNascondino\nDi Tobia Rossi \nCon Andrea Manuel Pagella Luca e Vernillo De Santis \nMusiche Eleonora Beduini \nRegia Fabio Marchisio \nDal 14 al 19 febbraio  \nore 21.00; domenica ore 18 \nBiglietti: 15 euro – ridotto: 12 euro \n(bar aperto per aperitivo dalle 20.00) \nTeatro Lo Spazio\nVia Locri 43\, Roma \ninformazioni e prenotazioni \n339 775 9351 / 06 77204149 \nin**@************io.it \n  \n  \n 
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SUMMARY:Gli ultimi giorni di Agatha Von Braun
DESCRIPTION:Gli ultimi giorni di Agatha Von Braun\n  \nUn’atmosfera surreale\, una casa che rispecchia una gloria antica\, una donna e il suo desiderio di immortalità\n  \nDal 10 al 12 febbraio – Altrove Teatro Studio\n  \n  \nApproda a Roma\, all’Altrove Teatro Studio\, dal 10 al 12 febbraio\, GLI ULTIMI GIORNI DI AGATHA VON BRAUN\, spettacolo ideato e diretto da Francesca Lo Bue e Joaquin Nicolas Cozzetti. \nUna casa avvolta dalla polvere porta i segni di una gloria antica. Una contessa senza età canta a una pianta appassita mentre il suo maggiordomo muto spazza le foglie che cadono imperterrite dal soffitto. Due figure senza tempo in un luogo sospeso\, dove l’eternità è un susseguirsi indistinguibile di giorni e di tazzine da tè. Questo delicato equilibrio va in pezzi quando la contessa Agatha Von Braun scopre che il suo calendario termina l’11 novembre. Così Agatha si ritrova ad affrontare l’inconcepibile: per lei non ci saranno più un 12 novembre\, una primavera\, un Natale\, tantomeno un compleanno. Disperazione\, follia\, risate\, ricordi\, pianificazioni assurde\, ogni trovata è buona pur di cambiare la sorte. Surreale e autentico al tempo stesso\, Gli Ultimi Giorni di Agatha Von Braun è la parabola tragicomica di una donna di fronte alla finitezza dei propri giorni. \nIl terrore della morte accomuna gli uomini di ogni tempo\, cultura e società. \nIn scena troviamo una donna che si protegge dalla natura assurda della propria fine. \nPiuttosto che accettarla ne rimuove il pensiero e si rinchiude nella propria illusione d’eternità. La morte appare come una possibilità distante che non la riguarda. Muoiono gli altri\, non lei. \nIl carattere nobiliare di Agatha è stato scelto proprio per enfatizzare l’arroganza umana di fronte alla morte\, la presunzione infondata di avere a disposizione un numero infinito di giorni. Essi sono\, per l’appunto\, a nostra disposizione; l’esistenza e il tempo sono al nostro servizio: nient’altro che un semplice maggiordomo sul quale possiamo esercitare la nostra volontà. \nTuttavia\, in prossimità della morte\, questa gerarchia si capovolge. In questo ribaltamento emerge con forza la natura ridicola\, fragile e grottesca dell’essere umano. \nCrollata ogni illusione\, persa ogni speranza di poter aggirare la propria fine\, Agatha non può fare altro che accettarla. I giorni che\, nel loro banale e quotidiano susseguirsi\, apparivano dovuti\, si rivelano ora concessi. L’esistenza resta muta di fronte alla nostra disperata richiesta di aiuto e\, infine\, si rivela nel suo ruolo di vero padrone. \nLa pièce si sviluppa in un’atmosfera simbolica e surreale. \nNel salotto dove si svolge l’azione drammatica sembra non esistere altro tempo che quello scandito per Agatha. La polvere\, le piante secche\, le foglie che cadono dal soffitto\, sono i segni tangibili del suo declino: i sintomi di una catastrofe imminente. Siamo in uno spazio metaforico in cui l’universo coincide con l’io che lo abita e non esiste altro mondo al di fuori di quello conosciuto. Siamo di fronte ad un momento catartico dell’esistenza della protagonista: la realizzazione della sua finitezza e al tempo stesso del proprio esistere. \nLa poetica dello spettacolo è fortemente influenzata dalle opere di Beckett\, Pinter\, Ionesco e il teatro dell’assurdo. \nIn particolare\, punto di riferimento centrale della creazione è Il Re Muore di Eugène Ionesco\, con il quale condivide\, oltre al tema\, la chiave dell’umorismo e del grottesco. Del resto non deve sorprendere che la morte\, intesa come il fallimento per eccellenza – momento nel quale ogni volontà\, ogni tentativo di risoluzione e vittoria\, si scontrano con un’ineludibile sconfitta – offra anche preziosi spunti di riflessione comica. \nL’atmosfera assurda e onirica è realizzata attraverso una regia essenziale\, un’accurata ricerca estetica e una direzione anti-naturalistica dello stile recitativo. \nSe l’investigazione del movimento e delle forme è al centro del lavoro della compagnia\, altrettanto importante è la ricerca del testo. Per questo la compagnia collabora con la scrittrice Annalisa Ambrosio\, che segue le prove affinché la scrittura di scena e la stesura drammaturgica possano nutrirsi e stimolarsi a vicenda. \nLa contaminazione di linguaggi teatrali diversi  (prosa\, mimo corporeo\, teatro-danza\, acrobatica teatrale) rende questo spettacolo dinamico e fruibile da un pubblico eterogeneo. \n  \nGli ultimi giorni di Agatha Von Braun\nIdeazione e Regia Francesca Lo Bue e Joaquin Nicolas Cozzetti \nCon Francesca Lo Bue e Joaquin Nicolas Cozzetti \nTesti Annalisa Ambrosio \nProduzione Lo’Co Théâtre (Paris) \nCon il sostegno di Cavallerizza Irreale\, L’Asola Di Govi\, Associazione Naso in Tasca \nINFO \nDal venerdì al sabato ore 20 \nDomenica ore 17 \nALTROVE TEATRO STUDIO\nVia Giorgio Scalìa\, 53\nip******************@***il.com\nMP 351 8700413\nwww.altroveteatrostudio.it
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