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31 Ottobre 2025Believe It
Una famiglia di periferia con le solite problematiche di chi deve arrivare a fine mese e portare avanti i propri sogni, tutti con lo stesso minimo comun denominatore: believe it!

Believe it
Don’t stop believin’ cantavano i Journey nel lontano 1981. “Non smettere di credere, aggrappati a quel sentimento…” è un pò quello che ci diciamo tutti i giorni nella nostra mente. Non smettere di crederci. Mai. Esattamente come nel brano dei Journei troviamo una ragazza di città che vive in un mondo solitario, oppure un ragazzo di Detroit che prende un treno per andare ovunque, anche nella periferia di una città qualsiasi. Anche a Roma, nel teatro Roma se vogliamo proprio essere precisi, ci sono delle persone che sognano. Believe It è la storia di questa famiglia di periferia che si trova a dover fare i conti con la quotidianità per arrivare a fine mese. Non solo, ma si trova a dover scendere a compromessi con la vita che avrebbe voluto, e quindi i propri sogni, e la realtà che devia inesorabilmente la traiettoria sognata. Believe It è uno spettacolo che ti porta a credere nei tuoi sogni, a non dimenticarli mai soprattutto quando la vita di mette davanti a un periodo di difficoltà che sembra eterno, perché prima o poi la ruota gira e potrebbe arrivare il tuo momento.
In believe it troviamo una ragazza vittima di un trauma serio che si rifugia in un canale televisivo dove il conduttore sprona il proprio pubblico a BELIEVE, ovvero a credere in se stessi e nei propri sogni. Il Dottor Soltz, ovvero l’eclettico Pietro Beccatini, è una persona che tende a fare il lavaggio del cervello a chi lo segue con consigli anche giusti, ma che

Believe it
nella quotidianità della vita si fa tanta fatica a mantenere. Basti pensare solamente a una/o dipendente di un supermercato, non riuscirà mai ad andare in palestra vista l’incompatibilità tra orari di lavoro e programmazione di allenamento. Ma, nonostante questo, Pietro cerca di spronare comunque i propri seguaci a fare di più sempre per se stessi, per raggiungere un equilibrio psico fisico ottimale e idoneo alla vita di tutti i giorni. Francesca Bruni Ercole, in scena Serena, è una di queste ragazze che segue questo guru con un’attenzione e una morbosità particolare, ma che non riesce a mettere in campo ciò che lui dice. Perché? È vittima di un brutto trauma dal quale non riesce a riprendersi. Accanto a lei c’è Mirko, ovvero Gabriel Durastanti, un ragazzone con tutte le carte in regola per diventare un bravo ragazzo lavoratore che aiuta la famiglia. Ma si fa spesso abbindolare non solo dagli amici, ma dagli ideali di grandezza e indipendenza che la vita a vent’anni promette – ma poi difficilmente mantiene. È proprio lui che fa diventare i capelli dritti alla famiglia con le botte di testa dei ragazzi post adolescenti e le sfortune che il destino pone sempre nel cammino della vita. Saranno mamma Sara (Veronica Milaneschi) e papà Elia (Alessandro Salvatori) a dover correre per mettere le pezze a tutte le problematiche che Mirko, i suoi amici, e le alzate di testa collezioneranno. Come se non bastassero già i guai della singola famiglia, si aggiungono altri due componenti a colorare la vita della famiglia: Tullio – Andrea Carpiceci, un ragazzo sbandatello da poco divorziato e cacciato di casa dalla ex moglie, amico stretto di Mirko – e la nonna paterna Elvira – una vecchietta simpatica che si immola nella sua vecchiaia come tante nonne fanno, mettendo a disposizione della famiglia non solo la casa, ma anche la pensione, per cercare di mandare avanti una baracca difficile e con tanti colpi di scena.

Believe it
Durante lo scorrere della storia possiamo vedere come il regista ha improntato tutta la pièce facendo in modo che ogni spettatore si ritrovasse in ciò che la narrazione propone. È difficile vedere oggi una famiglia senza problemi, che non ha bisogno di lottare con tutte le cavolate che la gente consiglia. Elia combatte con una malattia e non può uscire di casa, così subentra uno stato depressivo diverso da quello della figlia, ma comunque invalidante. Sara è colei che economicamente e moralmente manda avanti la baracca insieme alla nonna Elvira. In questa tacita alleanza tra suocera e nuora, c’è tanto della tradizione familiare italiana. Le donne che nel momento di difficoltà si uniscono e si rabbattano con qualsiasi tipo di mezzo e di iniziativa pur di mandare avanti la famiglia. Un’altra caratteristica è quella di farlo sempre con il sorriso sulle labbra. Si ci sono sempre quei momenti di lamento e di crisi in cui si vorrebbe mollare tutto, ma una volta asciugate le lacrime torna quella figura battagliera che difende spada tratta la famiglia e porta a casa il risultato. Un applauso a scenografie e luci anche per come vengono rappresentati i diversi momenti della famiglia nella casa. Tre diverse situazioni, quattro se contiamo gli interventi di Beccatini, dove si svolgono le vicende familiari. Una nota dolente purtroppo è stata la parte audio dove, i mirofoni purtroppo non permettevano di ascoltare i dialoghi con la fluidità che avrebbero meritato.
Believe It è uno spettacolo con un messaggio davvero molto forte. Nonostante i guai raccontati da questa famiglia di periferia non siano proprio da prendere d’esempio, specialmente le vicissitudini narrate da Durastanti, questa è proprio una di quelle famiglie da prendere d’esempio. Perché nella vita non bisogna mai arrendersi davanti agli innumerevoli ostacoli che il destino pone sul cammino, ma bisogna sempre andare avanti a testa alta e continuando a sognare. Perché prima o poi, se ci credi veramente – believe – anche se non nella forma che avevi immaginato, i sogni possono diventare realtà.
Informazioni per la pièce:
Orario spettacoli: dal giovedì al venerdì ore 21.00; sabato doppia replica ore 17.00 e ore 21.00 domenica ore 17.30
Acquisto biglietti online: https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=7591&layout=extern&idStruttura=14
Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 06.78.50.626 – WhatsApp 324.54.98.051 – in**@**********ma.it – www.ilteatroroma.it




