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9 Maggio 2026Roberta Bruzzone al Teatro Olimpico di Roma: come riconoscere manipolatori e relazioni tossiche
Un monologo duro e senza filtri sulle dinamiche della manipolazione affettiva: love bombing, gaslighting, trauma bonding e dipendenza emotiva spiegati dalla criminologa Roberta Bruzzone sul palco del Teatro Olimpico
Sul palco del Teatro Olimpico di Roma, il ritorno di Roberta Bruzzone, questa volta con un monologo duro e diretto, una lezione sulle relazioni tossiche e sui manipolatori sentimentali.
Lo schema è sempre lo stesso
Non si parla di uomini, si parla di manipolatori e sono incluse anche le donne. Perché sì, ci sono anche donne narcisiste e manipolatrici, che operano esattamente come gli uomini. Lo schema, e la lezione, valgono per entrambi.
Abbiamo tutti bisogno di sentirci amati, riconosciuti e apprezzati. Questo è il primo passo per cadere nella trappola, perché è un bisogno ancestrale che arriva dalla nostra nascita e dal primo rapporto affettivo che instauriamo, la mamma nella pancia e i genitori dal momento della venuta alla vita fino ai primi 3 anni di età.
Scientificamente è colpa della dopamina. Questo neurotrasmettitore è alla base della nostra felicità e, una volta registrata una frase, una cosa, una persona che ci rende felici, la dopamina ce lo ricorderà per sempre e cercherà sempre quella stessa gratificazione! Se, poi, la associamo alla feniletilamina, l’altro neurotrasmettitore di felicità che ci provoca le “farfalle nello stomaco”, allora siamo spacciati!
Ma come agiscono i manipolatori? Se lo schema è sempre lo stesso, la base è l’inganno, ma i passi sono ben cadenzati, ritmati e organizzati.
Cercano la crepa
Essi attivano il sistema dell’attaccamento, dell’aspettarsi l’amore, la fiducia e i sentimenti. Una crepa ce l’abbiamo tutti e lui ti fa credere di essere la sola creatura al mondo capace di ripararla, invece la userà contro di noi e toglierà tutto.
Il tempo dell’incantesimo
Il manipolatore va di fretta, corre, si muove in continuazione per arrivare al suo fine ultimo, nel più breve tempo possibile. Il tempo di ciò che viene definito “love bombing” dura 15 giorni: i primi due giorni sei la persona della loro vita, dopo quattro ti amano, dopo una settimana vogliono fare tutto con te e iniziare a costruire, segue la voglia di un figlio e poi… sei innamorato perso! In queste due settimane, ti bombardano di “cose belle”, come miliardi di messaggi, frasi nel quale sei l’unica persona della loro vita importante, se ti avessero conosciuto prima, dove sei stato fino a oggi, e frasi che tutti avremmo sempre voluto sentirci dire. Poi iniziano con regali e trovano sempre il regalo che noi abbiamo sempre desiderato! Ma non è stato bravo, glielo abbiamo detto noi durante le conversazioni nelle quali abbiamo raccontato tutto e ce ne siamo dimenticati. Loro hanno registrato e annotato tutto.
I confini, i no e la seduzione tossica
Il manipolatore non tollera i no. Quando metti confini, come per esempio non uscire con il manipolatore ma preferire le amiche, lui non lo tollera, si vendica, inizia l’inferno e non da una seconda possibilità. Quando vi avrà tutto per lui e non dirai più alcun no, inizierà a trasformarsi da principe a giudice sadico, e questa trasformazione sarà solo per “colpa vostra”. Vi isolerà da tutti i rapporti sentimentali che avete costruito nella vostra vita, non vi farà fidare più di nessuno e infine, dopo i miliardi di messaggi, sparirà! Voi invierete altri miliardi di messaggi e, sicuramente, vi accuserete di aver fatto qualcosa per cui è stato costretto a sparire, sempre “colpa vostra”. Improvvisamente, dopo 10/15 giorni torna, ma solo per testare quanto siete innamorati e dipendenti dal manipolatore stesso.
Gaslighting e Angoscia
A questo punto cercherà di farvi impazzire e passare per matti. Sarai tu a vedere le cose sbagliate, a non capire, a percepire in maniera errata anche l’evidenza, ti destabilizzerà a tal punto che preferirai delegare tutto e tutte le decisioni a lui pur di non perderlo. Perché se capisci male, fai cose sbagliate e non vedi l’ovvio, è solo per “colpa tua”. Da qui, a scartarvi il passo è brevissimo. Sicuramente avrà già pronta una persona migliore di voi, ciò che gli piaceva di voi adesso gli fa ribrezzo, e sparirà di nuovo, definitivamente, ma solo per ricomparire alle ricorrenze e riattivare la vostra dopamina.
Le fasi
Attivazione del sistema di attaccamento- Euforia dopaminergica
- Formazione della dipendenza relazionale
- Destabilizzazione cognitiva
- Trauma bonding
- Disintegrazione dell’identità
- Dipendenza neuroaffettiva
Cosa fare?
Innanzitutto non iniziare mai una relazione, perché una volta iniziata con loro non si può vincere. Se già nei primi giorni ci accorgiamo che la persona “corre” contro il tempo e vuole tutto subito, allora scappiamo.
Se invece, purtroppo, ci sei caduto in pieno… Allora ne sei dipendente, come un drogato in cerca di una dose, tu tollererai, perdonerai e farai di tutto per riprendere il manipolatore per riattivare la dopamina e il senso di benessere che avevi provato.
A questo punto, la Dottoressa Bruzzone ci offre delle vie d’uscita. Se arrivano messaggi, audio o telefonate, per prima cosa bisogna attendere 24 minuti. In questo tempo, il picco di dopamina inizia a scemare, quindi prima di rispondere, aspettare i 24 minuti. Se non basta, in questo tempo, scrivere una lista di tutte le cose brutte che la persona ci ha fatto e leggerle a voce alta. Se non basta, consegnare la lista a due tuoi amici (quelli più st****i che hai… Bruzzone docet) che dovranno rispondere alle tue telefonate per i prossimi 6/8 mesi e leggerti la lista ogni volta. Questo può aiutare a ristabilire la serotonina, il vero ormone del benessere.
Nei casi più estremi, quando per esempio ci sono figli di mezzo, è meglio interrompere qualsiasi contatto, dar via regali, foto, ecc. e rispondere solo con le frasi necessarie, riguardanti i figli e l’organizzazione. Loro vi inonderanno con una valanga di insulti, bisogna tener duro e non rispondere.
Dieci domande per arrivare all’uscita
La lezione si conclude con una riflessione psicologica. Se non è servito a nulla fare tutti i passi citati in precedenza, ci sono delle domande alle quali risponderci prima di finire nel baratro. La Dottoressa ce le lascia come regalo:
- Chi sono quando lui non è con me?
- Sto rinunciando a qualcosa di importante per me a favore di questa storia?
- La mia ansia dipende dai suoi continui cambi d’umore?
- Giustifico i suoi comportamenti che non tollero da altre persone?
- Ho più paura di perdere lui o il rispetto per me?
- Penso mai che abbia ragione quando dice che non valgo abbastanza, che non sono alla sua altezza… ?
- La sofferenza, ansia, angoscia, sono la mia condizione di vita, non riesco a rilassarmi e vivo perennemente nella paura?
- Ho smesso di fidarmi della mia percezione della realtà, delego lui in tutto?
- Se una persona a cui voglio bene avesse una relazione così, cosa le consiglierei?
- Sto restando perché credo che questa storia debba andare avanti o per paura del vuoto, solitudine, paura… ?
Chiunque incontri una persona/vittima di un manipolatore deve aiutare. Come? Non facendo sentire la persona/vittima giudicata, non affrontate il manipolatore, non ricorrete ad atti estremi. Date un aiuto aumentando l’autostima della persona, a riprendere le relazioni e gli spazi, a ritrovare sé stessa, anche con l’aiuto di professionisti.
Ma i manipolatori sanno quello che fanno?
La risposta è sì, sono consapevoli di ciò che fanno.




