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3 Settembre 2026Da Oz a Wicked: Chiara Bencivenga riscrive la storia della Strega dell’Ovest
Con La Strega che non doveva esistere, Chiara Bencivenga attraversa libri, cinema e musical per raccontare come è cambiato il nostro modo di guardare ai villain
Cosa succede quando la storia decide di raccontare anche il punto di vista di chi, fino a quel momento, era stato considerato soltanto il nemico? È da questa domanda che prende forma La Strega che non doveva esistere. Da Il mago di Oz a Wicked: Elphaba e la riscrittura del nemico, il saggio di Chiara Bencivenga, disponibile su Amazon.
Al centro del volume c’è una delle trasformazioni più interessanti della cultura popolare contemporanea: quella della Strega dell’Ovest, personaggio nato dalle pagine di L. Frank Baum e diventato, attraverso cinema, letteratura e teatro musicale, una figura molto più complessa di quella della semplice antagonista.
Da “cattiva” a Elphaba: quando il punto di vista cambia
Per generazioni la Strega dell’Ovest è stata identificata con il male. Nel mondo de Il meraviglioso mago di Oz rappresentava un ostacolo sulla strada di Dorothy, una presenza minacciosa da sconfiggere perché la storia potesse arrivare alla sua conclusione.
Poi è arrivato Wicked.
Prima il romanzo di Gregory Maguire, pubblicato nel 1995, poi il celebre musical di Broadway e infine il cinema hanno modificato radicalmente la prospettiva. La Strega dell’Ovest acquista un nome, Elphaba, una storia e soprattutto una voce.
Non è più soltanto la donna verde che vive a Ovest e minaccia l’ordine di Oz. Diventa una persona da comprendere, con le proprie fragilità, le proprie scelte e il proprio rapporto conflittuale con una società che la considera diversa.
È proprio questo cambiamento di prospettiva il punto di partenza del saggio di Bencivenga.
Un viaggio tra letteratura, cinema e musical
La Strega che non doveva esistere segue l’evoluzione dell’universo di Oz attraverso le sue principali incarnazioni.
Il percorso parte da L. Frank Baum e dal romanzo che ha dato origine alla saga, per arrivare al film del 1939 con Judy Garland, ancora oggi uno dei riferimenti fondamentali dell’immaginario cinematografico legato a Oz.
Da qui l’analisi si sposta sul romanzo Wicked di Gregory Maguire e sul musical che ha trasformato Elphaba in un’icona del teatro contemporaneo. Un percorso che arriva fino ai più recenti adattamenti cinematografici, con Cynthia Erivo e Ariana Grande nei ruoli di Elphaba e Glinda.
Il risultato è un’analisi che non si limita a ripercorrere la storia di un personaggio, ma osserva come cambiano le narrazioni quando cambia lo sguardo di chi racconta.
Il fascino contemporaneo dei villain
La vicenda di Elphaba permette a Chiara Bencivenga di allargare il discorso oltre Oz.
Negli ultimi anni cinema e televisione hanno mostrato un interesse crescente per le origini dei propri antagonisti. Personaggi che un tempo venivano presentati come incarnazioni del male vengono oggi osservati attraverso le loro esperienze, i traumi, le relazioni e il contesto sociale nel quale sono cresciuti.
È il caso, per esempio, di Malefica, riletta attraverso un’origine e una storia personale, ma anche del Joker interpretato da Joaquin Phoenix, protagonista di una narrazione che sceglie di interrogarsi sulla nascita del mostro anziché limitarsi a rappresentarlo.
La domanda, quindi, non è più soltanto “chi è il cattivo?”, ma anche “chi ha deciso che fosse il cattivo?”.
Ed è proprio qui che la figura di Elphaba diventa particolarmente significativa: la sua diversità non è soltanto una caratteristica estetica, ma diventa il segno attraverso cui una società costruisce un diverso e, di conseguenza, un nemico.
Chiara Bencivenga, tra critica e racconto della cultura pop
Il saggio nasce dal percorso professionale e formativo della sua autrice.
Chiara Bencivenga è laureata in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo presso il DAMS di Roma Tre e ha conseguito il Master di Primo Livello in Critica Giornalistica presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma.
La sua attività si sviluppa soprattutto nell’ambito della critica e dell’analisi culturale, con articoli e recensioni dedicati a cinema, serie TV e teatro, pubblicati sul blog CRIPTyCA e attraverso i suoi canali social.
Un percorso che trova nel personaggio di Elphaba un terreno particolarmente fertile: il cinema e il teatro musicale diventano infatti strumenti per osservare non soltanto le opere, ma anche il modo in cui la società cambia e, con essa, cambia il modo di raccontare i propri personaggi.
Oltre il sentiero giallo
Il titolo stesso del saggio suggerisce la direzione dell’indagine: andare oltre ciò che già conosciamo.
Il sentiero giallo conduce Dorothy verso il suo obiettivo e rappresenta, nell’immaginario collettivo, la strada della protagonista. Ma cosa accade a chi rimane fuori da quella traiettoria?
Elphaba porta lo spettatore proprio lì, ai margini della storia.
La Strega che non doveva esistere utilizza dunque Wicked come punto di partenza per affrontare un tema più ampio: la possibilità di riscrivere le storie cambiando il punto di vista e restituendo complessità a chi è stato trasformato in antagonista.
Un viaggio tra letteratura, cinema e musical che parte da Oz per arrivare a una domanda molto contemporanea: quanto del “male” che riconosciamo nelle storie dipende davvero dal personaggio e quanto, invece, dalla narrazione che abbiamo scelto di ascoltare?
La Strega che non doveva esistere. Da Il mago di Oz a Wicked: Elphaba e la riscrittura del nemico è disponibile su Amazon in edizione cartacea e digitale.




