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22 Ottobre 2026Come le cose vanno, al Teatro Abarico la tragicommedia di una generazione
Adele Bilotta e Sophie Morabito portano in scena la storia di Caterina, tra fallimenti, relazioni complicate e il difficile percorso verso la propria identità. La regia di Matteo Magazzù, premiata al Roma Comic Off 2025, accompagna un racconto ironico e disincantato sulle contraddizioni della vita
Il 23 e 24 ottobre Come le cose vanno torna in scena al Teatro Abarico di Roma, riportando sul palco una storia che intreccia ironia, fragilità e inquietudini generazionali. Al centro dello spettacolo, prodotto dalla compagnia Trequarti, c’è Caterina: una giovane donna alle prese con le difficoltà della vita quotidiana, le relazioni sentimentali, la famiglia e un futuro che sembra non voler prendere una direzione precisa.
Senza lavoro, senza soldi e senza amore, Caterina si muove in un mondo nel quale sembra riuscire con particolare abilità a compiere sempre la scelta sbagliata. Tra incontri improbabili e occasioni mancate, la protagonista ripercorre i propri fallimenti, cercando di capire come affrontare la paura di sbagliare, di diventare adulta e, soprattutto, di trovare il proprio posto nel mondo.
Caterina e la sua coscienza: un dialogo tra ironia e fragilità
La drammaturgia si sviluppa attraverso un dialogo tra Caterina e A, la sua coscienza, presenza sempre più ingombrante e razionale, che assume il ruolo di guida e, allo stesso tempo, di interlocutrice privilegiata. Un confronto che diventa il motore del racconto, mettendo in luce le contraddizioni della protagonista e la difficoltà di trovare un equilibrio tra ciò che si desidera e ciò che la realtà concede.
La struttura dello spettacolo si muove come un flusso di coscienza: nato come monologo, il testo si trasforma progressivamente in un dialogo, alternando confessioni, osservazioni disincantate e momenti di comicità. Il linguaggio tragicomico strizza l’occhio alla stand-up comedy, senza rinunciare a una riflessione più profonda sul rapporto tra individuo e mondo.
I problemi familiari, le relazioni sentimentali, il lavoro e persino le piccole complicazioni quotidiane diventano occasioni per raccontare un disagio che supera i confini della vicenda individuale. Caterina rappresenta infatti una generazione che guarda al futuro senza riuscire sempre a intravederne le possibilità, sospesa tra aspettative, insicurezze e il timore di non essere all’altezza delle proprie aspirazioni.
La regia di Matteo Magazzù e il lavoro delle attrici
La regia di Matteo Magazzù, premiata con il riconoscimento per la Miglior regia al Roma Comic Off 2025, accompagna il racconto attraverso una messinscena essenziale, nella quale le parole e la presenza fisica delle interpreti costituiscono gli elementi centrali. La complicità tra le due attrici, Adele Bilotta e Sophie Morabito, diventa parte integrante del lavoro scenico, alternando il ritmo del testo a una dimensione più fisica e dinamica.
Adele Bilotta, formatasi nel musical e diplomata all’Accademia teatrale di Roma Sofia Amendolea, affianca al percorso attoriale gli studi universitari in Lettere, dai quali nasce anche un interesse per la scrittura teatrale. Ha preso parte al film Il mio posto è qui, diretto da Cristiano Bortone e Daniela Porto.
Sophie Morabito, diplomata alla stessa accademia romana dopo una formazione in recitazione, canto e danza, ha lavorato in teatro nello spettacolo Tre studi per una chiamata di Stefano Cangiano, sviluppando competenze anche nell’ambito della costumistica e della scenografia.
In Come le cose vanno, il loro rapporto scenico sostiene un confronto che passa continuamente dall’ironia alla vulnerabilità, dando forma alle molteplici sfumature della protagonista e della sua coscienza.
Una storia personale che parla a un’intera generazione
Il percorso dello spettacolo comprende rappresentazioni al Teatro Abarico, al Teatro Vascello e al Teatro Petrolini di Roma, oltre a una tappa a Gaiole in Chianti. Il lavoro è stato selezionato per il Roma Fringe Festival e per il Roma Comic Off, dove ha ottenuto nomination per la miglior drammaturgia e la miglior regia, aggiudicandosi il premio per quest’ultima categoria nel 2025.
La forza di Come le cose vanno risiede nella capacità di trasformare le difficoltà di Caterina in una riflessione condivisa. La comicità non cancella il disagio, ma diventa uno strumento per osservarlo da una prospettiva diversa, mentre il dialogo con la coscienza mette in scena il tentativo, spesso




