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9 Settembre 2026Le avventure di Noa: quando perdere un cane diventa una storia di paura, coraggio e conoscenza
La graphic novel di Alessandra racconta la fuga di una cagnolina durante i fuochi d’artificio e trasforma una storia vera in un viaggio dedicato ai più giovani
Ci sono storie che riesci a leggere con una certa distanza. E poi ce ne sono alcune che, se vivi con un cane, quella distanza te la tolgono completamente.
Le avventure di Noa di Alessandra appartiene decisamente alla seconda categoria.
La protagonista è una ragazza che perde la propria cagnolina a causa dei fuochi d’artificio. Noa scappa, si allontana dalla sua padrona e comincia una lunga avventura lontano da casa, raccontata anche dal punto di vista della stessa cagnolina.
Ed è proprio questo elemento a rendere la storia ancora più coinvolgente: mentre seguiamo la ricerca della sua famiglia, possiamo conoscere anche ciò che accade a Noa durante il periodo trascorso lontano da lei.
Per chi vive con un cane, però, c’è una domanda che arriva quasi immediatamente: e se fosse successo a me?
Una storia che fa male a chi considera il cane parte della famiglia
Da “mamma di cani”, questo libro mi ha fatto male.
Non posso sapere cosa significhi davvero vivere quello che ha vissuto l’autrice, ma posso immaginare cosa significherebbe per me perdere uno dei miei cani.
Probabilmente diventerei matta nel tentativo di ritrovarlo.
Ed è proprio questa identificazione a rendere alcune pagine particolarmente difficili. La paura di non sapere dove sia il proprio animale, di non riuscire a raggiungerlo, di cercarlo senza avere certezze è un sentimento che chi considera il proprio cane parte della famiglia può comprendere molto bene.
Ma Le avventure di Noa non si limita a raccontare una fuga.
Trasforma quella vicenda in una storia capace di parlare di paura, speranza, attesa e soprattutto del legame profondo che può esistere tra una persona e il proprio animale.
I fuochi d’artificio attraverso gli occhi di un cane
Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la scelta di non fermarsi alla narrazione.
La graphic novel contiene infatti diversi inserti dedicati alla conoscenza del mondo animale, spiegati con un linguaggio semplice e immediato.
Tra questi c’è quello dedicato alla paura dei fuochi d’artificio: un’occasione importante per spiegare ai bambini che quello che per noi può essere un momento di festa, per un cane può trasformarsi in una situazione di autentico terrore.
E comprendere questa differenza è fondamentale.
Noa non scappa perché “fa i capricci” o perché non vuole tornare a casa. Scappa perché è spaventata.
Conoscere la paura significa quindi anche imparare a leggere i comportamenti degli animali e a proteggerli meglio.
Non basta amare gli animali: bisogna imparare a comprenderli
È probabilmente questo il valore più interessante del libro.
Le avventure di Noa insegna senza assumere il tono di un manuale.
Gli inserti spiegano, per esempio, come dovrebbe mangiare e dormire un cane, cosa sono i canili, chi sono i volontari e soprattutto come comportarsi davanti a un animale in fuga.
Una delle spiegazioni che ho trovato più interessanti riguarda proprio questo ultimo aspetto: non bisogna correre dietro a un cane spaventato che sta scappando, perché il nostro tentativo di raggiungerlo potrebbe aumentare ulteriormente la sua paura e allontanarlo ancora di più.
Sono informazioni semplici, ma tutt’altro che banali.
E sono proprio queste piccole spiegazioni a trasformare la lettura in uno strumento di consapevolezza.
La coda del cane può raccontare molto più delle parole
Tra tutti gli approfondimenti presenti nella graphic novel, quello che mi ha colpito maggiormente è stato quello dedicato alla posizione della coda.
Un dettaglio che spesso osserviamo senza sapere davvero come interpretarlo.
Il libro spiega invece come la posizione della coda possa comunicare stati d’animo e intenzioni differenti, aiutando il lettore a comprendere meglio il linguaggio del cane.
È un esempio perfetto di come Le avventure di Noa riesca a fare educazione senza appesantire la narrazione.
Non dice semplicemente ai bambini “amate gli animali”.
Insegna loro a osservarli, interpretarli e rispettarli.
Una graphic novel pensata per chi sta imparando a leggere
Anche lo stile contribuisce alla riuscita del progetto.
Il linguaggio è semplice, diretto e adatto a un pubblico molto giovane. La lettura procede senza difficoltà ed è particolarmente indicata per i bambini che stanno iniziando ad avvicinarsi ai libri e che hanno già una forte passione per gli animali.
Le illustrazioni accompagnano la storia senza soffocarla. Sono delicate, con un tratto che lascia spazio all’immaginazione e permette al lettore di costruire mentalmente parte del mondo raccontato.
È una caratteristica che ho apprezzato molto: le immagini suggeriscono, ma non raccontano tutto al posto del lettore.
Un libro per bambini che parla anche agli adulti
La storia di Noa nasce da un’esperienza reale e questo le conferisce un peso particolare.
Dietro l’avventura della cagnolina ci sono una persona che la cerca, mesi di paura e una comunità di persone che decide di aiutare.
Ed è qui che entrano in gioco anche i volontari e il mondo dei canili, raccontati attraverso gli inserti informativi.
Il libro riesce così a introdurre i più piccoli a temi importanti senza trasformarli in una lezione: l’abbandono, l’adozione, il lavoro dei volontari, la responsabilità che comporta vivere con un animale e la necessità di conoscerne davvero i bisogni.
Per questo credo che sia una lettura che può funzionare su due livelli: il bambino può lasciarsi coinvolgere dall’avventura di Noa, mentre l’adulto può cogliere tutto ciò che quella storia insegna sul rapporto con gli animali.
Le avventure di Noa: una storia dolce, ma soprattutto utile
Le avventure di Noa è una graphic novel bella da leggere, ma il suo pregio maggiore va oltre la storia.
È un libro che riesce a unire emozione e divulgazione, utilizzando una vicenda reale per insegnare ai più giovani qualcosa di concreto sul mondo dei cani.
Personalmente l’ho letto con il coinvolgimento inevitabile di chi considera gli animali parte della propria famiglia. E proprio per questo alcune pagine mi hanno fatto male.
Ma alla fine quello che rimane è soprattutto la bellezza di una storia che può aiutare un bambino a guardare un cane con occhi diversi.
Non soltanto come un animale da accarezzare e con cui giocare, ma come un essere capace di provare paura, comunicare attraverso il corpo, avere bisogno di cure, protezione e comprensione.
Ed è forse questo il messaggio più importante che Le avventure di Noa può lasciare ai suoi giovani lettori: amare un animale significa anche imparare a capirlo.




