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26 Giugno 2026Premio Strega 2026 celebra 80 anni di storia della letteratura
L’80ª edizione del Premio Strega celebra la storia del più importante riconoscimento letterario italiano tra finalisti, mostra al MACRO, libri in gara e il dibattito culturale che accompagna la finale dell’8 luglio
Ottant’anni di storia, sei finalisti, migliaia di lettori coinvolti e una polemica che ha monopolizzato il dibattito culturale degli ultimi giorni. Il Premio Strega 2026 si avvicina alla serata finale confermandosi non soltanto il più importante riconoscimento letterario italiano, ma anche uno dei principali luoghi di confronto della cultura contemporanea. Per questa particolare edizione, ci sarà una scenografia d’impatto e molto particolare: Roma. O meglio: piazza del Campidoglio. La serata conclusiva avverrà il 9 luglio.
Un’edizione speciale
Quella del 2026 è un’edizione simbolica. Il Premio Strega celebra infatti il suo ottantesimo anniversario, un traguardo che rafforza il ruolo centrale che il riconoscimento fondato nel secondo dopoguerra continua ad avere nel panorama editoriale italiano.
Come da tradizione, il percorso verso la finale è stato accompagnato dagli incontri pubblici dei candidati, dalle votazioni degli Amici della Domenica e dal coinvolgimento di lettori, istituti culturali italiani all’estero e biblioteche.
La mostra che celebra gli 80 anni del Premio Strega
L’ottantesima edizione del Premio Strega è accompagnata anche da un importante progetto espositivo. Lo scorso 29 aprile il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma ha inaugurato “Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega”, una mostra che ripercorre la storia del più prestigioso riconoscimento letterario italiano attraverso libri, fotografie, documenti e materiali d’archivio.
Curata da Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, e promossa dalla Fondazione Bellonci insieme a Strega Alberti Benevento, l’esposizione è stata progettata dallo studio di architettura Supervoid, con l’identità grafica firmata dallo studio Caneva-Nishimoto.
Il percorso accompagna i visitatori in una vera e propria “biblioteca ideale”, composta da oltre mille volumi pubblicati dal 1947 a oggi. Un viaggio cronologico che racconta non soltanto i libri candidati, le cinquine finaliste e i vincitori delle diverse edizioni, ma anche le trasformazioni dell’editoria italiana, le polemiche, il dibattito culturale e i cambiamenti del Paese attraverso quasi ottant’anni di storia letteraria.
Tra gli elementi più suggestivi dell’allestimento spicca una grande timeline dedicata all’evoluzione del Premio Strega, affiancata da un lungo nastro fotografico che documenta i momenti simbolici delle votazioni e della proclamazione dei vincitori.
Il cuore della mostra è però la ricostruzione del celebre salotto Bellonci, luogo in cui il Premio Strega nacque nel secondo dopoguerra. Una stanza che restituisce l’atmosfera degli incontri voluti da Maria Bellonci e che diventa il simbolo di una storia capace di intrecciare letteratura, editoria e società italiana.
L’esposizione rappresenta uno degli appuntamenti più significativi delle celebrazioni per gli ottant’anni del Premio Strega e offre l’occasione per riscoprire non solo i grandi romanzi che hanno segnato la storia del riconoscimento, ma anche il ruolo che il premio ha avuto nella costruzione del panorama culturale italiano contemporaneo.
I finalisti del Premio Strega 2026
La sestina finalista comprende:
- Michele Mari con I convitati di pietra
- Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore
- Bianca Pitzorno con La sonnambula
- Teresa Ciabatti con Donnaregina
- Alcide Pierantozzi con Lo sbilico
- Elena Rui con Vedove di Camus
A guidare la prima votazione è stato Michele Mari, seguito da Matteo Nucci e Bianca Pitzorno. Teresa Ciabatti si è qualificata alla finale con Donnaregina, uno dei romanzi più discussi dell’anno.
I libri al centro del dibattito
Se la polemica tra Mari e Ciabatti ha attirato l’attenzione dei media generalisti, il cuore dello Strega restano i libri.
Donnaregina di Teresa Ciabatti prosegue il percorso autobiografico e investigativo già presente nelle opere precedenti dell’autrice, mentre I convitati di pietra di Michele Mari conferma la capacità dello scrittore milanese di intrecciare memoria, immaginazione e tradizione letteraria.
Accanto ai nomi più noti emergono anche opere che raccontano la vitalità della narrativa italiana contemporanea, tra romanzo storico, autofiction, riflessione filosofica e sperimentazione narrativa.
La polemica che ha accompagnato il premio
Nelle settimane precedenti la finale, il Premio Strega è stato attraversato dal caso che ha coinvolto Michele Mari e Teresa Ciabatti in una discussione legata alla figura di Michela Murgia. Una vicenda che ha generato un acceso dibattito mediatico ma che non ha prodotto conseguenze sul percorso del premio.
La Fondazione Bellonci ha infatti confermato il regolare svolgimento della competizione, mantenendo invariato il quadro dei finalisti.
Perché il Premio Strega continua a contare
Al di là delle polemiche, il Premio Strega rimane uno straordinario osservatorio sullo stato della letteratura italiana. Ogni anno offre una fotografia delle tendenze narrative, delle sensibilità culturali e delle trasformazioni dell’editoria.
È probabilmente questa la ragione per cui, a ottant’anni dalla sua nascita, continua a essere molto più di una semplice classifica letteraria: è un racconto collettivo del Paese attraverso i suoi libri.




